CRONACA

All’Olmitello spunta pure un rubinetto, ma dell’acqua non c’è traccia

Lì dove sgorgava rigogliosa l’apprezzata acqua medicamentosa decantata da Iasolino, la fonte continua a non trovare sfogo nonostante il montaggio di un’attrezzatura forse montata da un privato

In questa prima domenica di settembre, mentre i porti si riempivano dei turisti in partenza verso la terraferma, i bagnanti che si sono inerpicati all’interno della gola dell’Olmitello hanno fatto i conti con una nuova sorpresa: al di sotto del cartello “sorgente Olmitello” lì dove, rigogliosa, sgorgava l’acqua medicamentosa che proveniva dalla fonte dei Nitrodi, sono stati apposti dei rubinetti con l’intento di regolare il flusso d’acqua proveniente dalle colline che sovrastano la spiaggia dei Maronti, ma – amara sorpresa – le persone giunte al cospetto della fonte d’acqua non sono riuscite a far zampillare nemmeno una goccia, tornando indietro con la triste certezza di trovarsi di fronte all’ennesimo smacco nei confronti di chi vorrebbe solo poter godere di un’acqua eccezionale, sfruttata fin dall’antichità per le proprie caratteristiche portentose.

Chi ha montato quel rubinetto e per quale scopo? Dalle voci che circolano – come dichiarato dall’avvocato Giuseppe Di Meglio nel commento all’immagine del rubinetto asciutto – è stato un semplice cittadino a improvvisarsi idraulico. A proprie spese ha collegato il rubinetto alla vasca che all’interno dell’edificio abbandonato raccoglie l’acqua sorgiva. Per qualche giorno, secondo testimonianze dirette di chi ha frequentato la zona, l’impianto ha funzionato erogando l’acqua poi qualcuno che evidentemente ha la possibilità di accedere alla vasca ha interrotto il collegamento.

Qualche settimana fa secondo la testimonianza di chi ha frequentato la zona nel cuore dell’estate, era ancora presente un tubo da dove sgorgava l’acqua sorgiva e veniva tirata su dal sottosuolo tramite un motorino. A quando il ripristino alla situazione originale, ovvero la riapertura dello stabilimento, attrattore per migliaia di persone interessate a giovare della fonte miracolosa? Sempre secondo l’avvocato Di Meglio l’attuale Amministrazione non è favorevole a tale soluzione ed ha destinato un finanziamento di circa un milione di euro ottenuto per il recupero ambientale della sorgente di Olmitello, alla realizzazione di un seminterrato sotto l’attuale piazza.

“Credo – ha dichiarato sui social l’avvocato baranese – che occorrerebbe una massiccia mobilitazione degli operatori e dei cittadini per una inversione di rotta!”

Ad oggi quindi, se qualcuno avesse voglia di inerpicarsi nella gola dell’Olmitello per raccogliere un po’ dell’acqua che da sempre è stata fruibile a tutti non troverebbe più nulla, in più rispetto al passato un rubinetto, però vuoto. Lasciate quindi a casa i contenitori, non troverete nemmeno una goccia della fonte decantata fin dall’antichità, usata da generazioni dei tempi più remoti che per trovare sollievo dai mille acciacchi contro cui l’acqua curativa promette sollievo raggiungevano l’Olmitello da ogni dove. Dopo l’apposizione dei vari cartelli che ne vieterebbero l’ingresso e le ordinanze di divieto di accesso risalenti al 2007 e l’interdizione dell’area a partire dalla Cambusa effettuata nel febbraio del 2015, che ha sancito la chiusura delle strutture ricettive della Pensione Olmitello e l’Oasi la Vigna, l’Olmitello è diventata area ormai dimenticata a cui accedono solo i più temerari, a proprio rischio e pericolo. Ci si addentra, clandestinamente, per arrivare direttamente alla fonte della preziosa fonte dell’Olmitello e lo fa contro le disposizioni del Comune di Barano, tutto pur di non rinunciare alla preziosa e acqua che sgorga dalla fonte conosciuta fin dall’antichità. Acqua che rimane prigioniera e che fa dilagare la triste certezza, soprattutto tra coloro che erano abituati come abitudine quasi quotidiana a giovare di quelle acque, della progressiva perdita di ricchezze del territorio.

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