CRONACA

Bullismo a Ischia: la lotta comincia tra i banchi di scuola

L’offerta di uno spazio d’incontro sull’isola, di dialogo tra autore e vittima, e di educazione alla legalità, deve trovare il proprio spazio in fase di prevenzione

Le ricerche indicano una diffusione più generalizzata del bullismo nelle scuole elementari e primi anni delle medie come fenomeno socio-relazionale e modalità diffusa di soluzione dei conflitti.

Le principali caratteristiche che permettono di definire un episodio con l’etichetta “bullismo” sono l’intenzionalità del comportamento aggressivo agito, la sistematicità delle azioni aggressive fino a divenire persecutorie (non basta un episodio perché vi sia bullismo) e l’asimmetria di potere tra vittima e persecutore.

Per gli psicologi, si tratta di una vera e propria emergenza, che può essere contrastata a partire dall’intervento a scuola.

La figura dello psicologo all’interno dei contesti scolastici appare fondamentale in questo periodo critico, per individuare in maniera tempestiva i disagi prima che possano favorire lo sviluppo di sindromi psicologiche.

L’offerta di uno spazio d’incontro sull’isola, di dialogo tra autore e vittima, e di educazione alla legalità, deve trovare il proprio spazio in fase di prevenzione.

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Fondamentale sarà il coordinamento dei progetti operanti all’interno delle scuole ischitane di ogni ordine e grado per avviare una ‘co-progettazione’ mirata che sappia rispondere, in modo organico, al fenomeno sociale.

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Un dato che emerge dall’ultimo monitoraggio in Campania, testimonia come c’è il forte bisogno di incontro alla necessità di aumentare le misure di prevenzione al fenomeno nelle scuole (e fuori) che riguarda gli alunni.

I bulli persistenti sono a rischio di problematiche antisociali e devianti, le vittime rischiano quadri patologici con sintomatologie anche di tipo depressivo.

Bisogna quindi, partire proprio dalla scuola sensibilizzando i ragazzi su questa tematica per incitare le vittime a farsi avanti e a parlare e il bullo a fermarsi per evitare conseguenze spiacevoli.

Se proprio la psicologia non potrà entrare burocraticamente nelle scuole, si invitano gli insegnanti ad entrare a poco a poco nella testa di ogni singolo alunno, cercando di spronarlo a dichiarare il proprio disagio per far si che possa in fretta seguire la fase di uscita più breve e facile possibile.

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