LE OPINIONI

«Caffè Scorretto» «Diario di guerra. Ah no, è Ischia» 

La fuga dai litorali ormai desolati e dalla cosmopolita metropoli ischitana fasciata dalla lunga fila di autobus e lamiere, bici elettriche e qualche monopattino, a ogni ora del giorno e della notte in cui scorrono grossi carri che nel tragitto verso il porto lasciano scie di percolato radioattivo, sarà lo scenario che torneremo a guardare dopo aver chiuso le ultime finestre estive che si aprono sull’arteria principale fonte di problemi irrisolti. Una lunga strada d’insuccessi collettivi compensati da premi locali – Serrara Fontana per il suo sistema di raccolta dei rifiuti potrebbe conquistare momentaneamente un posto all’esterno del girone infernale isolano – che attraversa le sei “capitali”.

La fuga dai litorali ormai desolati e dalla cosmopolita metropoli ischitana fasciata dalla lunga fila di autobus e lamiere, bici elettriche e qualche monopattino, a ogni ora del giorno e della notte in cui scorrono grossi carri che nel tragitto verso il porto lasciano scie di percolato radioattivo, sarà lo scenario che torneremo a guardare dopo aver chiuso le ultime finestre estive che si aprono sull’arteria principale fonte di problemi irrisolti. Una lunga strada d’insuccessi collettivi compensati da premi locali – Serrara Fontana per il suo sistema di raccolta dei rifiuti potrebbe conquistare momentaneamente un posto all’esterno del girone infernale isolano – che attraversa le sei “capitali”. Distinte tra loro più per il vezzo di un’adolescenza vanitosa che non per il desiderio di chi vuole crescere e afferrare la chirurgica precisione di una politica diversa 

Distinte tra loro più per il vezzo di un’adolescenza vanitosa che non per il desiderio di chi vuole crescere e afferrare la chirurgica precisione di una politica diversa. Adesso, però, ci siamo dentro in questa estate che molti definiscono della ripresa. Insomma non vale la pena proiettarci un tanto più in là per capire cosa e se accadrà qualcosa tra un po’ di mesi dopo esserci gettati alle spalle il presente rumoroso e i numerosi avvisi su come contrastare l’ingombrante incapacità di coglierli e prenderne atto.

Al contrario, meglio focalizzare l’attenzione sull’adesso. Avendo bene in mente però che possiamo immaginare cosa produrrà l’attuale desertificazione d’idee cui forse ha contribuito il calore di questi giorni insieme alla presunzione che è meglio cestinarle nel caso arrivassero da privati e non dalle Amministrazioni previdenti in cui militano anche mercenari addestrati della politica, alcuni senza “politica”, seduti sul dorso dei Comuni. L’incompletezza del tessuto imprenditoriale che galleggia nella solidità di un modello economico d’argilla, nella tranquillità che resterà in piedi ancora per molto, è un altro dato con cui bisognerà fare i conti solo quando ci saremo allontanati dalla pazzia per i numeri e per gli arrivi.

I numerosi appelli a fare rete tra Comuni o tra imprenditori, e tra questi e i primi, per intercettare ingenti risorse che possono sviluppare il territorio oltre che aiutarci a separarci dalle costruzioni mentali e medievali che ci accompagnano da decenni, per molti appartenenti alla dimensione della mediocritas isolana sono niente più che una forzatura. Un voler giocare con le parole, “Patto per lo sviluppo” e “unione dei servizi” ne sono alcune, in un idioma incomprensibile, un vezzo di cui si può tranquillamente fare a meno 

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I numerosi appelli a fare rete tra Comuni o tra imprenditori, e tra questi e i primi, per intercettare ingenti risorse che possono sviluppare il territorio oltre che aiutarci a separarci dalle costruzioni mentali e medievali che ci accompagnano da decenni, per molti appartenenti alla dimensione della mediocritas isolana sono niente più che una forzatura.

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Un voler giocare con le parole, “Patto per lo sviluppo” e “unione dei servizi” ne sono alcune, in un idioma incomprensibile, un vezzo di cui si può tranquillamente fare a meno. Per la verità a questo massacro d’inviti per favorire la nascita di visioni alternative nel cui tritacarne finisce in certi casi anche della lingua italiana, alla distruzione dei concetti alla base di un cambio di modello mitragliati dal battaglione delle ovvietà e dalla facoltosa superbia di chi nasconde bombe a mano nella lista della spesa solo per mostrare i risultati raggiunti nel suo Comune, le sei Amministrazioni vi contribuiscono non poco e non da adesso. Un quadro aggravato dalla presenza di personaggi che confondono il significato di “potere “ e quello di “comando” e da opinioni anacronistiche come dalla certezza che dare ordini, in fondo, pur non avendone la capacità, è meglio di qualunque altra cosa. Già solo questo a qualcuno legittima la soppressione di ogni forma di rispetto per le “minoranze” per preferire a confronto e sviluppo la regressione umana, mentre tiranneggia indisturbata la convinzione che se i progetti non arriveranno da chi tiene a sfamare parenti e amici di amici, potrebbero addirittura essere inutili nella ipotesi favorissero l’intera comunità dell’isola d’Ischia.

Un quadro aggravato dalla presenza di personaggi che confondono il significato di “potere “ e quello di “comando” e da opinioni anacronistiche come dalla certezza che dare ordini, in fondo, pur non avendone la capacità, è meglio di qualunque altra cosa. Già solo questo a qualcuno legittima la soppressione di ogni forma di rispetto per le “minoranze” per preferire a confronto e sviluppo la regressione umana, mentre tiranneggia indisturbata la convinzione che se i progetti non arriveranno da chi tiene a sfamare parenti e amici di amici, potrebbero addirittura essere inutili nella ipotesi favorissero l’intera comunità dell’isola d’Ischia 

L’elemento portante di questa guerra allora sono gli attori che hanno imparato a usare tecniche superficiali di propaganda per non entrare nel merito delle loro scelte, più per loro stessi che per il “bene comune”. Si tratta di comparse in grado di trasformare ogni occasione in un comizio. Popolano le macerie di una politica divenuta senza sbocco se non per mero orgoglio e gusto personale. Occultati nell’apparenza, assuefatti dalla performance mediatica e dalla rincorsa ai like per nutrire la visibilità, tra droni che non decollano, ospedali che singhiozzano e auto che si moltiplicano, comunicano al mondo attraverso telecamere e interviste con colte citazioni che la guerriglia delle fasce tricolori comunque è all’opera – non si capisce ancora in quale direzione – pure in questo clima di passerelle estive che tra un Festival e una kermesse indigena nascondono la presenza del lungo inverno pronto a raggiungerci.
Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci 

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