LE OPINIONI

«Caffè Scorretto» «L’allegra con briscola»

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Una domanda che introduce un’altra domanda. All’isola fa bene che le sei amministrazioni collaborino insieme a progetti condivisi per riportare l’interesse collettivo a un livello efficiente, differente e accettabile? Sicuramente sì, anzi si potrebbe affermare che sia proprio la sinergia tra Sindaci e Amministrazioni il presupposto per realizzare questo scopo. I “primi cittadini” hanno dimostrato che quando vogliono e sono interessati e c’è occasione, i risultati si ottengono.

I sindaci e amministratori dei Comuni di Flegra 2024

È il caso di Flegra 2024, il progetto ecosostenibile e inclusivo che ha vinto il premio “Comunità europea dello sport 2024”. Con Forio capofila, gli altri cinque Comuni insieme a Bacoli e Monte di Procida hanno presentato un dossier lo scorso settembre ai commissari Aces Italia cioè la delegazione italiana di Aces Europe, Federazione delle Capitali e delle Città Europee dello Sport. «I miei più sinceri complimenti alle Comunità italiane che hanno ottenuto il titolo per il 2024. I progetti presentati hanno rispecchiato totalmente le nostre richieste, mettendo in luce l’importanza di unire le forze, tra i singoli Municipi, a favore dello sport per tutti i cittadini. Sinergia, unione d’intenti e valorizzazione del territorio sono state le parole chiavi del successo delle Comunità candidate» è stato il messaggio del Presidente di Aces Italia, Vincenzo Luppatelli, alle Comunità che hanno partecipato compresa la nostra e quella flegrea.

All’isola fa bene che le sei amministrazioni collaborino insieme a progetti condivisi per riportare l’interesse collettivo a un livello efficiente, differente e accettabile? Sicuramente sì, anzi si potrebbe affermare che sia proprio la sinergia tra Sindaci e Amministrazioni il presupposto per realizzare questo scopo. I “primi cittadini” hanno dimostrato che quando vogliono e sono interessati e c’è occasione, i risultati si ottengono. È il caso di Flegra 2024, il progetto ecosostenibile e inclusivo che ha vinto il premio “Comunità europea dello sport 2024”

Naturalmente a questo traguardo hanno contribuito a raggiungerlo sia le associazioni sportive sia chi ha preso parte alla stesura del dossier. Ed è qui che prende forma una delle note dolenti che trasformano la presunta “fabbrica d’intenti positivi, valorizzazione del territorio e sinergia” dell’isola in una “scuola” di demerito.

Silvio Carcaterra

Forio, come molti sapranno, è capofila del progetto “Patto per Lo Sviluppo dell’isola d’Ischia”. Elaborato da Mimmo Barra fu lui che in tempi non sospetti, nel 2015, seppe mettere in ordine e dare suggerimenti sulle linee strategiche su cui puntare per favorire l’innovazione del mercato isolano rimodellandone le infrastrutture insieme a molti altri settori della quotidianità (il sostegno in ogni forma per imprese e dipendenti, per esempio) col fine di risollevare il territorio proiettandone, contemporaneamente, la visione a livello unitario e a uno economico e turistico di rilievo. Una “lezione”, quella consigliata dall’allora Commissario di Cura e Soggiorno, con concetti non troppo difficili da elaborare, finalizzata a costruire uno scenario alternativo su cui condurre lo sviluppo di Ischia del quale, in questi anni, o si sono perse le tracce oppure qualche Comune si è volutamente defilato.

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Ed è qui che prende forma una delle note dolenti che trasformano la presunta “fabbrica d’intenti positivi, valorizzazione del territorio e sinergia” dell’isola in una “scuola” di demerito. Forio, come molti sapranno, è capofila del progetto “Patto per Lo Sviluppo dell’isola d’Ischia”. Elaborato da Mimmo Barra fu lui che in tempi non sospetti, nel 2015, seppe mettere in ordine e dare suggerimenti sulle linee strategiche su cui puntare per favorire l’innovazione del mercato isolano rimodellandone le infrastrutture insieme a molti altri settori della quotidianità (il sostegno in ogni forma per imprese e dipendenti, per esempio) col fine di risollevare il territorio proiettandone, contemporaneamente, la visione a livello unitario e a uno economico e turistico di rilievo

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Comprensibile da un lato, se si pensa che il compito di guardare al paese “isola” nella sua interezza, dialogando con gli altri non limitandosi a pensare per singole parti, è sicuramente la nuova sfida del presente per costruire qualcosa di più evoluto dell’attuale. Inaccettabile, da altro punto di vista, perché sono quasi la totalità, le amministrazioni che si limitano all’ordinario senza il minimo stimolo di gettare il cuore oltre e accedere allo straordinario.

Mimmo Barra (Aretur)

Come quando a scuola si chiede al professore di andare in bagno qualche attimo prima di un’interrogazione alla “classe”, le Amministrazioni di fronte a una possibilità di portata enorme, continuano a rimanere in silenzio su uno dei pochi strumenti operativi per l’accesso ai Fondi europei – per mezzo della Regione – destinati a terminare entro il 2027. Ci sarebbe da sorridere se non si considerasse che il progetto redatto da Barra, finito in una delibera siglata come “unione d’intenti” da tutti i sindaci, per la grandissima quantità di milioni di euro avrebbe ridato la vista ai maculati volti dell’isola. Potrebbe ancora farlo se qualcuno lo tirasse fuori dal baule di un’isola che non ha ancora capito se vuole diventare una Città a dismisura d’uomo o un luogo di villeggiatura con i tratti distintivi delle peggiori periferie sub urbane, intanto che “impazzano” accordi, come quello tra Barano e Casamicciola, per la costruzione di parcheggi.

Ci sarebbe da sorridere se non si considerasse che il progetto redatto da Barra, finito in una delibera siglata come “unione d’intenti” da tutti i sindaci, per la grandissima quantità di milioni di euro avrebbe ridato la vista ai maculati volti dell’isola. Potrebbe ancora farlo se qualcuno lo tirasse fuori dal baule di un’isola che non ha ancora capito se vuole diventare una Città a dismisura d’uomo o un luogo di villeggiatura con i tratti distintivi delle peggiori periferie sub urbane, intanto che “impazzano” accordi, come quello tra Barano e Casamicciola, per la costruzione di parcheggi

Ci sarebbe da sganasciarsi dal ridere se non esistesse l’opportunità di creare nuovi posti di lavoro dopo aver ampliato gli investimenti, senza considerare l’aumento di capitale circolante che in tempi di crisi e caro bollette serve sempre e perché, finalmente, avremmo soluzioni in settori come la gestione unitaria della raccolta rifiuti, nei trasporti e nella produzione energetica da fonti locali e, infine, per la gestione della sanità come delle sue infrastrutture. La nota, non a caso, amplifica l’amarezza per la poca attenzione prolungata in quest’ultimo capitolo. Sono mesi che Silvio Carcaterra, vice presidente dell’associazione A.P.O. che si occupa di aiutare a proprie spese e come può i numerosi malati oncologici delle isole di Ischia e Procida, lancia appelli per una sanità più giusta e a misura umana. Le sue richieste vanno dalla possibilità di essere ascoltato dai (sei!) Consigli Comunali per evidenziare “alle fasce” le mancanze del sistema, proporre che l’Ospedale Rizzoli si doti del tomografo per la Pet-Tac come di un valido circuito per la somministrazione delle radioterapie e chiedere di diminuire il peso a chi, come lui, lotta per aggrapparsi alla vita. Ai like che Carcaterra riscuote dopo aver scritto numerosi post d’indignazione e sconforto sulla propria pagina facebook, non corrisponde la presa in carico dei solleciti, né da parte delle Amministrazioni e neppure dalla Regione Campania. Il “Patto per lo sviluppo”, se reso esecutivo nel suo progresso complessivo, sarebbe in grado di ridare dignità anche alla sanità locale. In più fornirebbe le chance per convertire le tendenze degenerative di Ischia partendo dall’azzeramento delle scene angoscianti che raccontano drammi e assenza di aiuto a chi ne ha bisogno. Che cosa fanno gli uomini che hanno “deciso di mettersi” – come molte volte si sente ripetere – al servizio della collettività isolana? Si potrebbe rispondere, quasi facilmente, interviste edulcorate, parcheggi, opere (poco quelle di bene comune) e, infine, panchine, edilizie acrobatiche post terremoto, sorrisi e ingrossare le schiere amministrative degli organici comunali. Come se l’isola fosse una partita a carte, per intenditori, o un grande fottuto Monopoli a cielo aperto in cui si vendono case, si chiudono alberghi e si aspetta che qualcuno venga a risolverci gli imprevisti.

Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

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