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Casamicciola: Assalto alla diligenza “atto secondo”

 

CASAMICCIOLA TERME. Lo aveva detto lo stesso Sindaco Giovan Battista Castagna, nel commentare piccato, il nostro articolo circa la richiesta di liquidazione di quasi duecentocinquantamila euro, sollecitata  dall’ing. Angelo Manzi al Comune di Casamicciola, cifra comprensiva delle richieste di pagamento firmate dal suo legale, l’Avvocato Nunzia Piro, che presso lo stesso ente ricopre anche la carica di consigliere del civico consesso, oltre alla delega allo sport. Con il nostro articolo avevamo fatto emergere infatti, nella piena legittimità della richiesta,  una sorta di  controsenso nell’azione del Manzi e quindi del suo legale, Nunzia Piro, nella duplice veste di consigliere di maggioranza, di presentare una così corposa parcella di quasi mezzo miliardo delle vecchie lire.  Aveva detto Castagna: «Quando verrà resa nota la lista di tutti i professionisti che hanno presentato richiesta di saldo delle pendenze, ognuno potrà tranquillamente constatare che tra essi sono presenti altri ex consiglieri o comunque cittadini a vario titolo vicini alle precedenti amministrazioni, e in ogni caso ciascuno di loro ha legittimamente presentato parcelle di varia dimensione, anche nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro. Quale sarà l’effettiva cifra erogata dall’ente, è un discorso che va fatto alla luce di quanto stabilito nella delibera». La lista non è stata ancora pubblicata, ma siamo comunque riusciti ad ottenerla, e leggendola, le parole del Sindaco Castagna appaiono molto più chiare. Infatti, proprio circa le parcelle maggiormente sostanziose, appare, anzi potremmo dire, spicca quella dell’avvocato Massimo Ferrandino, fratello del primo cittadino di Ischia, nonché ex Sindaco di Casamicciola. L’avvocato Massimo Ferrandino, infatti ha avanzato al Comune termale, già da tempo, una formale richiesta di rimborso della somma di cui 139.977,40 euro relativa alle spese, diritti ed onorari per la sua attività di legale difensore di fiducia del Comune di Casamicciola, nominato con giusta Delibera n. 67/08 nel procedimento penale che vedeva imputati Romiti Pier Giorgio più altri 27.  Il procedimento penale, in oggetto, è stato definito con una sentenza del 4 novembre 2013, con il quale il Tribunale di Napoli, V Sezione Penale, ha assolto tutti gli imputati dai reati loro ascritti, perché il fatto non sussiste. Una somma, quindi, questa chiesta dall’avvocato Ferrandio, come quella richiesta dall’avvocato Piro, di per sé non trascurabile, ma che di questi tempi, col paese termale che galleggia nel pre-dissesto, assume contorni ancor più rilevanti e che rappresenta un colpo sicuramente pesantissimo per le esauste casse comunali. Una somma che, come si evince dalla richiesta avanzata dallo stesso legale isolano, è stata determinata in base “ai minimi tariffari adeguati ai sensi dell’articolo 5 Comma 3 del Capitolo 1, allegato al Regolamento recante determinazioni degli onorari, dei diritti e delle indennità spettanti agli avvocati per le prestazioni giudiziali, in materia civile, amministrativa, tributaria, penale e stragiudiziali, di cui al D.M. Giustizia 8 aprile 2004 n. 127”. Premesso che la richiesta dell’avvocato Ferrandino è pianamente legittima, e che nessuno ha intenzione di mettere in dubbio il pagamento di un professionista per il lavoro svolto, per di più correttamente nominato da una Delibera per la quale però c’è da dire che l’iniziale impegno di spesa era di 500,00 euro, emergono però proprio dalla rendicontazione di tali spese, alcune perplessità che assumono maggior rilievo, se, come detto, si considera lo stato abbastanza dissestato delle finanze pubbliche dell’Ente. Proprio in relazione alla determinazione degli oneri, questa è stata fatta dal legale Ferrandino, in base  alle tariffe fissate  al D.M. 8 aprile 2004. Bisogna però considerare che la sentenza del procedimento penale nel quale l’avvocato ha difeso l’amministrazione, è stata pubblicata nel 2013, pertanto per tale determinazione, si sarebbero dovuti applicare i parametri del “nuovo” D.M. il 148/12. Inoltre, pur ritenendo applicabili le tariffe del D.M. 8 aprile 2004, si evidenzia che lo stesso all’art. 12 disciplina le attività giudiziarie penali e stabilisce al comma 4 che “Qualora l’avvocato difenda più persone con la stessa posizione processuale, il compenso unico può essere aumentato fino al doppio. Lo stesso parametro di liquidazione si applica in caso di costituzione di parte civile quando l’avvocato difende una parte contro più parti”. Quindi appaiono poco chiari i criteri di determinazione adoperati, e qualora la cifra corrispondesse a quella effettivamente spettante al richiedente, questa, pare, comunque dovrebbe essere egualmente ripartita tra tutte le parti civili che sono state rappresentate dall’avvocato Ferrandino. Il tutto deve essere anche relazionato, adesso, alla posizione adottata dalla Giunta comunale di Casamicciola, che ha emanato una delibera in cui si invitano gli avvocati che hanno prestato la loro opera all’Ente, a presentare a quest’ultimo le parcelle con relativa documentazione, sempre entro la fine di novembre. Tale decisione scaturisce proprio da una delle censure mosse dalla Corte dei Conti, che contesta al Comune la mancata “sistemazione” della massa del contenzioso legale. L’ente di palazzo Bellavista vuole quindi arrivare a presentare il ricorso dopo aver assolto le pendenze con i vari professionisti. Contenzioso che come emerge dall’elenco delle varie prestazioni effettuate dai legali, che l’amministrazione dovrà liquidare pesa molto sul bilancio complessivo. Tra le numerose voci che sommate costituiscono una considerevole somma, c’è quella che dovrebbe spettare all’avvocato Luigi Bancale di circa 194 mila euro. Ripetiamo tutto legittimo, ma certamente il momento non è dei migliori per il Comune, ed anche i tempi per effettuare le opportune verifiche sono molto stretti: la Corte dei Conti, come detto,  ha bocciato il piano di predissesto, perché l’ente non è riuscito a dimostrare di essere consequenziale a quanto asserito in tale documento: in pratica, vi è una notevole discordanza tra quanto era stato dichiarato nel piano, e l’effettivo comportamento in concreto tenuto dall’amministrazione. A fine mese il Comune ha presentato il ricorso contro il diniego della Corte. La Giunta, infatti con la Delibera n.167 dello scorso 16 novembre, tende a chiudere con una decurtazione del 40/60%, le pendenze con i professionisti che a vario titolo hanno collaborato con l’ente, e precisamente nelle “Richieste di pagamento onorari da parte dei difensori che hanno assunto la difesa degli amministratori comunali”. Tale atto nello specifico prevede che “il Responsabile preposto alla gestione degli affari legali, dovrà effettuare preventivamente una istruttoria per la valutazione di congruità della parcella e, all’esito di questa istruttoria, offrirà al legale il 40% (quaranta per cento) nel senso che offrirà il 40% dell’importo ritenuto congruo, oltre IVA e CPA, senza interessi e senza rimborso forfettario. Le spese vive debitamente documentate dal legale saranno riconosciute per intero”. Una tagliola che oggi più di prima è necessaria per far quadrare i conti.

di Mauro Iovino e

Marco Gaudini

 

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