CULTURA & SOCIETA'

Coi padri gesuiti al posto di Don Antonio è subito tombola al buon pastore: ecco come torna la serenità nella parrocchia

La comuntà parrocchiale del Buon Pastore di via Leonardo Mazzella a Ischia sembra non essere rimasta scossa per niente dagli accadimenti dei giorni scorsi che hanno visto l’ormai ex parroco don Antonio Angiolini coinvolto e quindi per decisione del Vescovo allontanato dalla Parrocchia fuori dell’isola per un non precisato periodo di meditazione e ravvedimento spirtuale. Tanto che la programmata tombolata di queste feste natalizie in corso 2019, ha avuto luogo lo stesso con numerosi parrocchiani partecipanti e col sostituto del vecchio parroco, il primo padre gesuita Federico Pillon di Gorizia del Nord Italia.

Padre Pilon in occasione della prima tombolata ha saputo animare la serata in modo sorprendente familiarizzando con i muovi fedeli, di mostrandosi pienamente disponibile ed in sintonia. Per tanto i momenti di ricreazione e condivisine sono continuati così amche i rituale delle feste natalizie. Sull’isola il gioco della tombola, in famiglia, nelle sale parrocchiali e nelle associazioni non ha mai conosciuto crisi di esistenza. E’ stato ed è il gioco natalizio per eccellenza. Infatti la Tombola è considerata da sempre come gioco di gruppo la regina incontrastata di tutti i Natali, del giorno di capodanno ed dell’ Epifania. Dopo pranzi e cene, le famiglie e gli amici si ritrovino tutti riuniti intorno a un tavolo, magari di fronte a un enorme cesto di frutta secca, a un piattone di panettone o pandoro, per consumare il rito tradizionale di questo gioco ricreativo che piace a tutti, grandi e piccoli senza distinzione.

Il meccanismo del gioco è molto semplice: in un canestrello di vimini con bocca stretta, sono contenuti 90 numeri, ripetuti, poi, in un grosso cartellone e, in ordine sparso, nelle cartelline che ciascun giocatore deve acquistare prima di iniziare a giocare. I premi in palio sono, cinque: tombola, cinquina, quaterna, terna e ambo. Un moderatore estrae i numeri e li segna sul tabellone. Ciascuno giocatore dovrà a sua volta segnare sulla cartellina in suo possesso i numeri presenti. Vince chi per primo fa ambo (due numeri su una stessa riga). Quindi terna (tre numeri), quaterna (quattro numeri), cinquina (cinque) e tombola (tutti i numeri). I premi, generalmente, variano a seconda della cifra raccolta al momento della distribuzione delle cartelle.

La tombola è un gioco perfetto da proporre in famiglia e quando ci sono bambini che, generalmente, si divertono tantissimo a estrarre i numeri, a segnarli sulle cartelle, a ritirare i premi. Ogni volta che il numero estratto è presente su una o più delle sue schede, il giocatore “copre” la casella corrispondente. Nella versione tradizionale della tombola, le schede sono semplici cartoncini stampati e i numeri vengono coperti con fagioli, ceci, lenticchie, pasta  o altro materiale disponibile dopo i cenoni natalizi come i gusci di frutta secca. Tali cartelle sono realizzate in gruppi di sei in modo che in ogni gruppo i numeri da 1 a 90 capitino una ed una sola volta. Le cartelle vengono acquistate in numero variabile dai giocatori secondo un prezzo unitario predefinito. Similmente il giocatore che detiene il tabellone è tenuto a versare l’importo relativo alle sei cartelle virtuali che compongono il tabellone.

Dopo questo doveroso excursus, per così dire, tecnico, è giusto vedere come le famiglie ischitane si mobilitano in questi giorni d’attesa delle feste natalizie per il tradizionale goco della tombola. Abbiamo detto sopra che il gioco della tombola lo si pratica in famiglia, nelle comunità parrocchiali in gruppo e nelle associazioni, queste ultime a scopo di beneficenza. Per l’ischitano a Natale giocare a tombola rappresenta il modo più sano e genuino di festeggiare in allegria. Ritrovarsi tutti insieme, padri, madri, sorelle, fratelli, cugini, nonni e nonne e l’immancabile zia e qualche amico di famiglia più stretto, diventa il massimo nel calore…invernale della casa di turno che ospita l’intera brigata. E si perché, si gioca a tombola non sempre nella stessa casa. Vengono effettuati i turni:una volta si va da Maria, un’altra volta ad ospitare sono Giovanni e Francesca, poi è il turno di Salvatore e Stefania e via contiuiando fino a ritornare nell’abitazione di Maria.

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E’ un “cammino a rotazione che fa felice tutti, perché il gioco della tombola sa affratellare anche cosi famigliari ed amici nel periodo gioioso delle feste natalizie. A divertirsi di più a loro modo sono i bambini a cui spesso si concede il privilegio di “tirare” dal canestrello il primo numero del turno di giocata. Succede che il bambino protagonista per un momento della seduta, estrae un numero particolare meritevole di commento malizioso come suggerisce la “smorfia”, si scoppia in una risata generale senza che il bambino stesso se ne renda conto. Poi imparerà che il numero 4 si riferisce al “porco”, il 48” ‘ O muort che parla”, ), il 57 “’O scartellato (il gobbo”, 21 ” ‘A femmena annura (la donna nuda”, 32 “ ‘O capitone (il capitone)” , 33 “L’anne ‘ e Cristo (gli anni di Cristo)”, 34 “’A capa (la testa)”, come elenca qui a fianco Michele Lubrano nella sua rubrica “Il Punto”.

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Quindi entusiasmo e buona compagnia intorno ad una tavola dove campeggiano il cartellone della tombola, cartelle in serie, panariello, i numeri tondi di legno, le tradizionali bucce di mandarino natalizio per puntare nelle caselle il numero chiamato, faggioli, ceci e la corposa posta in gioco, ossia i soldi delle puntate per le agognate vincite che vanno dal minimo che è l’ambo alla tombola piena, che rappresenta la vincita massima per il fortunato o fortunata di turno. Alle famiglie si aggiungono le comunità parrocchiali dell’isola che già in questi giorni sono scese in piena attività per onorare il tradizionale gioco della tombola come esse sanno fare. Ha già iniziato la nutrita comuinità parrocchiale del Buon Pastore che nei giorni scorsi si è riunita per ritrovarsi davanti alle classiche cartelle di quella Tombola che in tutto lo suo apprezzato significato ricreativo trasmette amicizia, fratellanza, tolleranza e sano divertimento.

Il nostro Giovan Giuseppe Lubrano è andato sul posto, nella sala ove la comunità ha fatto gruppo, ed ha fotografato le “scene” più significative di “giocatori” alle prese con cartelle e numeri in un clima piacevole a viversi. Anche le Associazioni si stanno preparando per la loro “tombolata” di Natale. Fra queste spiccano la Fidapa, la Caritas, il Garden Club, i Lyons ed il Rotary, tutti mobilitati, ciascuno nel proprio ambiente, per ritrovarsi e rilanciarsi con i numeri della tombola per divertirsi e destinare il ricavato delle vincite allo scopo umanitario. Una bella cosa che può essere fatta anche con il semplice gioco della tombola. Per giunta nel festoso clima delle feste di Natale.
antoniolubrano1941@gmail.com

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