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CULTURA & SOCIETA'

Con l’arrivo della televisione nel Piano si andava da Elvira

Nel 1957 “Lascia o raddoppia?”, poi il “Musichiere” e “Campanile Sera”.

La nostra infanzia si sviluppò anche con la nascita della televisione e pochi possedevano una radio, allora con la caratteristica sequenza di quattro simili suoni -“Uccellino”- negli intervalli di trasmissione. L’inizio dei programmi tv il 3 gennaio 1954 alle ore 11 sull’unico canale, una novità che avrebbe rivoluzionato il costume italiano: la prima trasmissione televisiva. Gli Stati Uniti, l’Unione Sovietica, la Francia, la Gran Bretagna disponevano della televisione già da alcuni; l’Italia giunse in ritardo perché sino allora aveva privilegiato (giustamente) le spese per la ricostruzione. Inizialmente trasmetteva un solo canale (che peraltro non tutta la penisola poteva captare: lo storico antennista era il bravo Peppinuccio Di Iorio, peraltro rivenditore dell’americana macchina per cucire “Singer”), per quattro ore al giorno: un telegiornale, qualche documentario, molte canzonette e il mitico “Carosello”. Ma quando il 26.11.1955 un presentatore arrivato da New York, Mike Bongiorno (ma di origini siciliane), inventò una trasmissione intitolata “Lascia o raddoppia?”, grazie alla quale si poteva vincere molto denaro, il successo della televisione salì alle stelle. Tutti, il giovedì sera, volevano assistere al gioco, ma ben pochi, allora possedevano un televisore.

Un apparecchio di buona marca costava il doppio di uno stipendio mensile medio, e si pagavano 18mila lire di abbonamento, quando l’ingresso in una sala cinematografica ne costava 150. Perciò i fortunati possessori di un televisore invitavano a casa propria parenti, amici, vicini, come nel Piano di Testaccio, ove eravamo tornati dall’Argentina verso metà luglio del 1956, ospiti nel casolare dei nonni materni Di Scala, ove ero nato il 6 febbraio 1947 (anagraficamente residente in Via Giorgio Corafà 14, poi “Casa Antica”acquistata dallo svedese Hamrin, oggi hotel St Raphael). Si andava nel salotto della vicina casa della signora Elvira (zi’ Elvira) coniugata con Michele Di Scala (parente dei miei) emigrato negli Usa: zi’ Elvira era soprannominata “a’ milionaria” e, pertanto, si poteva permettere il televisore, marca “Geloso” (dall’inventore Giovanni Geloso nato in Argentina, ma di origini italiane, con azienda a Milano). Dal 7 dicembre 1957 andò in onda il sabato anche il “Musichiere” condotto dall’attore Mario Riva in un gioco musicale a quiz: ricordo il ritornello “Domenica è sempre domenica”, mentre dal 5.11.1959 “Campanile sera”, gioco culturale tra paesi del nord e del sud condotto da Bongiorno, Enzo Tortora, Enza Sampò. Erano anche i tempi del festival di Sanremo con i temi di “Dio-patria-famiglia” e la concorrenza dal 1952 del creativo festival napoletano di Piedigrotta (poi interrotto) con canzoni semplici, formative (Aurelio Fierro, Sergio Bruni, Giacomo Rondinella, ecc) divenute celebri in tanti films e sempre attuali. I bar si affollavano davanti al piccolo schermo in bianco e nero, chi poteva (pochi) sceglieva la poltrona di casa. Noi ragazzi preferivamo “Rin Tin Tin”, “Tarzan”, “Olio e Stanlio”, films western o avventura (Il nostro Parroco Don Ubaldo Conte donò un televisore alla sede Azione Cattolica. Il diffondersi della televisione corrispondeva a un accrescimento del benessere. Dopo la “Lambretta”(Innocenti, Milano) e la “Vespa”(Pontedera, Pisa), i primi mezzi di motorizzazione del dopoguerra -la moto carrozzella- , molti potevano ormai permettersi l’automobile: la Fiat mise in commercio la “Seicento” (600mila lire di costo) e la “Cinquecento” (500mila lire di costo). Sbarcati al porto d’Ischia provenienti dall’Argentina, arrivammo nel Piano con una “carrozzella” a cavallo, mezzo oggi scomparso. E la massiccia diffusione degli elettrodomestici. Le fabbriche del Nord producevano sempre più e quindi un numero crescente di operai si trasferiscono dal Sud nelle città settentrionali, spesso vittime di razzismo. Nel 1962 la riforma della “Scuola Media Unica” obbligatoria fino a 14 anni, col superamento della “Scuola di avviamento al lavoro” e la “Scuola Media” alla quale si accedeva per mezzo di un “esame di ammissione”che superai a settembre 1958 (esaminatore prof Luigi Polito e rallegramenti della grande Preside Anna Baldino, presso la storica sede scolastica di Via Vittoria Colonna, dinanzi alla ex farmacia Buono), dopo soli due anni di Elementari. Andai nell’indimenicato e formativo Seminario. (continua)

*Pasquale Baldino – Responsabile diocesano Cenacoli Mariani; docente Liceo; poeta; emerito ANC Ass Naz Carabinieri (e-mail: prof.pasqualebaldino@libero.it)

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