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Condono, partito l’iter a Lacco Ameno

Il sindaco Giacomo Pascale: «Stiamo studiando delle agevolazioni per chi ha perso la casa o subito danni durante il sisma»

Sono oltre un migliaio le pratiche da evadere: 800 a Casamicciola (di cui 400 per il condono del 1985, 230 per il 1994 e 170 per il 2003) e 320 a Lacco Ameno (150 per il 1985, 90 per il 1994 e poco meno di 60 per il 2003). A Lacco Ameno “È partita la macchina per le pratiche di condono”, conferma il sindaco Giacomo Pascale che chiarisce “Il termine di fine maggio contemplato nel decreto Ischia è ordinatorio. L’ha chiarito anche il prefetto Schilardi che comunque ha auspicato un’accelerazione”. Il commissario per la ricostruzione Carlo Schilardi, infatti, ha programmato entro il mese di ottobre di siglare l’ordinanza relativa alla ricostruzione cosiddetta ‘pesante. L’ex prefetto ha “chiesto ai Comuni di esaminare le pratiche non in zona rossa e più agevolmente riparabili con la ricostruzione”. Nel contempo il sindaco di Lacco Ameno ha sollecitato la Regione Campania attraverso il consigliere regionale ischitano Maria Grazia di Scala “di estendere la procedura semplificata anche al terzo condono”. “Tale procedura consentirebbe agli uffici comunali impegnati nelle attività di ricostruzione di procedere in maniera più celere nella definizione delle domande di sanatoria pendenti in relazione agli immobili colpiti dal sisma, anche in conformità del termine acceleratorio di sei mesi dall’entrata in vigore del decreto”, hanno scritto nella proposta il capogruppo di Forza Italia in Regione Campania Armando Cesaro e la consigliera azzurra Maria Grazia Di Scala che hanno firmato la proposta di legge.

“È doveroso equiparare anche il terzo condono alle procedure semplificate per armonizzare il tutto. L’unico modo per accelerare perché i tempi sono già molto stretti rispetto alla scadenza di metà maggio”, ha detto la consigliera regionale Di Scala che è proprio di Casamicciola, il comune più colpito dal sisma del 21 agosto del 2017. Ma il sindaco di Lacco Ameno, Giacomo Pascale non si è fermato a questa richiesta. “Abbiamo previsto, a regime ordinario per i primi due condoni, che il cittadino paghi gli oneri di indennità paesaggistica in due anni con rate anticipate semestrali ed una fideiussione a garanzia del titolo di pagamento. E per i soli immobili colpiti dal sisma la mia Amministrazione comunale ha previsto che il pagamento degli oneri di indennità paesaggistica siano spalmati in rate quinquennali. In questo modo chi ha perso la casa o comunque ha avuto un danno dal terremoto non deve anche indebitarsi per pagare gli oneri che restano comunque dovuti”. E non solo. “Sempre a regime ordinario per i primi due condoni, si paga 250 euro per ciò che riguarda le spese di istruttoria delle pratiche per gli immobili fino a 100 metricubi e 568 euro eccedenti questa cubatura. Sto verificando con gli uffici comunali, se possiamo prevedere, per i soli terremotati, un versamento unico pari a 100 euro che comprenda sia i diritti di segreteria che le spese di istruttoria”.

Si tratta di provvedimenti che vanno incontro a chi ha subito dei danni o perso casa in seguito al sisma che non bastano, però, a superare le titubanze diffuse. “La gente non corre a chiedere il condono – spiega ancora Pascale – perché la norma così com’è stata approvata dal Senato, che è diversa rispetto a ciò che ha approvato la Camera dei Deputati, mette tutti in panico. L’ultimo rigo della cosiddetta legge Ischia dice che ‘le superfici assoggettate a condono non sono ristorabili’. E ciò ha creato dei timori in chi ha subito danni dal sisma e ha un immobile che deve essere sottoposto a condono”. E conclude il sindaco: “Con la mia Amministrazione siamo a lavoro in piena sinergia e collaborazione con la struttura del Commissariato per la ricostruzione guidata dal prefetto Carlo Schilardi per consentire a tutti coloro che hanno subito danni dal terremoto o perso la casa di poter cominciare presto con la ricostruzione”.  

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