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Controlli fatali, stop tuffi a Sant’Angelo

Il sindaco Rosario Caruso ha firmato un’ordinanza che vieta la balneazione. La decisione è stata presa in seguito alle rilevazioni dell’Arpac, che ha riscontrato una situazione che permane ormai dal 10 giugno

Divieto di balneazione a Sant’Angelo. La decisione è stata adottata dal sindaco di Serrara Fontana, Rosario Caruso, che ha firmato l’ordinanza con la quale vieta di tuffarsi nelle acque del borgo più a sud dell’isola. il provvedimento emanato dal primo cittadino è stato adottato in seguito delle analisi dell’Arpac – Agenzia regionale per l’ambiente della Campania – che ha riscontrato una situazione che “permane ormai dal 10 giugno di non conformità dei parametri microbiologici nei numerosi prelievi effettuati”. Nel contempo sono in corso ulteriori indagini da condurre (in collaborazione con l’amministrazione locale) al fine di individuare e rimuovere le cause che hanno determinato l’inquinamento fecale di tali acque. “L’area di balneazione – ha scritto l’Arpac- ricade nel comune di Serrara Fontana le cui acque reflue sono convogliate all’Impianto di depurazione di Sant’Angelo (impianto parzialmente funzionante) dotato di condotta sottomarina. Tale depuratore è controllato dall’ARPAC ai sensi del D.Lgs 152/06”. L’eventuale causa di inquinamento è da ricercarsi nella rottura di una condotta sottomarina. I tecnici regionali stanno accertando anche la presenza di ulteriori ed eventuali fonti di inquinamento.  

Il lavoro dell’Arpac 

A tre mesi dall’inizio dei controlli sulla qualità delle acque di balneazione,  l’Arpac, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, ha prelevato oltre 1270 campioni di acqua di mare lungo l’intera costa campana. La maggioranza di questi campioni si riferisce ai prelievi mensili previsti dal calendario regionale nelle 328 acque di balneazione in cui è suddiviso il litorale campano, mentre circa 290 sono stati i prelievi aggiuntivi (come nel caso di Sant’Angelo) effettuati per criticità o emergenze dovute alla presenza di schiume e colorazione anomala dell’acqua. Il notevole incremento dei prelievi dovuti alle emergenze, si legge in una nota, “è probabilmente da attribuire ad una concomitanza di fattori determinata dalle condizioni meteorologiche della primavera di quest’anno, in particolare, ai numerosi fenomeni piovosi che hanno caratterizzato il mese di maggio. Le acque dolci che si sono riversate in mare dalla terraferma hanno portato nelle acque costiere rifiuti galleggianti e sostanze vegetali.  Inoltre, tali apporti, hanno reso disponibili i nutrienti per la crescita microalgale, rallentata  per il cielo coperto e la scarsa illuminazione durante il mese di maggio, ed esplosa, invece,  con il cielo sereno di giugno. Lo sviluppo del fitoplancton (microalghe) ha fatto spesso assumere all’acqua di mare una colorazione insolita che in presenza di chiazze o strisce di schiuma ha destato nei bagnati non poco allarme”. “Le determinazioni analitiche sui numerosi prelievi effettuati per colorazione anomala o per presenza di schiume, non hanno mostrato in nessun caso la presenza di tensioattivi indicatori di contaminazione da scarichi civili, in pochissimi casi, è stato registrato un superamento dei parametri batteriologici per contaminazione di origine fecale, mentre è stata riscontrata spesso un’abbondante proliferazione di fitoplancton, di specie non considerate tossiche per l’uomo” continua la nota. 

La balneazione sull’isola di Ischia 

Solo Sant’Angelo e gli specchi in prossimità dei porti sono non balneabili. Per il resto, il mare che circonda l’isola di Ischia è eccellente. L’ha stabilito l’Arpac classificando il mare che circonda Ischia non solo è balneabile ma risulta anche pulito.  Per la balneabilità della stagione 2019 è stata definita ai sensi della nuova norma, con la delibera regionale n.881 del 19.12.2018 (pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania n.101 del 31 Dicembre 2018), sulla base dei controlli eseguiti da ARPAC dal 1° aprile al 30 settembre delle ultime quattro stagioni balneari (2015-2016-2017-2018). Il giudizio di idoneità di inizio stagione balneare, espresso in delibera, deriva dall’analisi statistica degli ultimi quattro anni di monitoraggio in base agli esiti analitici di solo 2 parametri batteriologici: Escherichia coli ed Enterococchi intestinali. Tali parametri sono stati considerati dall’organizzazione Mondiale della Sanità indicatori di contaminazione fecale più specifici rispetto a quelli (Coliformi totali, Coliformi fecali, Streptococchi fecali, Salmonella, Enterovirus, pH, fenoli, tensioattivi, oli minerali, ossigeno disciolto, colorazione e trasparenza) ricercati con la vecchia normativa, il DPR 470/82. Le acque di balneazione sono state così classificate secondo le classi di qualità previste dalla norma: Scarsa, Sufficiente, Buona, Eccellente.

In ogni caso i tecnici regionali eseguiranno i controlli in tutti i punti della rete di monitoraggio e in quelli di campionamento aggiuntivi, secondo il calendario regionale prestabilito, a partire dal mese di aprile (prelievo prestazionale) e per tutta la stagione balneare dal primo maggio fino al 30 settembre. Restano fuori dall’eccellenza solo le “acque non adibite all’uso balneare e in divieto permanente” ovvero quelle in prossimità dei porti di Ischia, Casamicciola, Forio, Serrara Fontana e Lacco Ameno per le quali vige un divieto di balneazione perenne. 

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