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Dalla privatizzazione Caremar all’apertura del mercato sulle corse residuali

ISCHIA – Il 2016 era cominciato in modo infausto, con la triste vicenda dei bigliettai Caremar rimasti senza lavoro. Una indiretta conseguenza del cambio della guardia ai vertici della Compagnia, recentemente privatizzata a favore del gruppo Snav-Rifim. Scioperi e agitazioni hanno caratterizzato la prima parte dell’anno, culminati poi nel referendum promosso dai lavoratori della Caremar, per l’abrogazione dell’accordo di secondo livello, sottoscritto dalla società ed sindacati della triplice Cgil, Cisl e Uil, dall’Ugl e dall’Uslac/Uncdim. Una consultazione che ottenne una grande partecipazione,  con ben 115 “sì” su 115 votanti e 160 iscritti a votare. A giugno il “pasticcio” riguardante l’interdizione del pontile 1 Italia ’90, poi demolito, aveva provocato polemiche circa il timing di tali interventi, nel mezzo della stagione turistica, che si ripercossero sulla regolarità delle corse Alilauro. Verso fine anno, il nuovo piano approdi varato dalla Regioni ha lasciato invariate le disposizioni per la nostra isola, con le ormai abituali difficoltà di collegamento.  Ma nelle pieghe del regolamento sui servizi di trasporto marittimo di linea emergono comunque novità importanti per le corse residuali: concessioni d’ora in poi biennali, e soprattutto è stata eliminata la priorità dell’attribuzione delle concessioni per tali corse alle compagnie che già operavano nel Golfo. Si apre così il mercato anche a chi fosse interessato a coprire cadenze temporali trimestrali o semestrali, oltre che a quelle annuali già appannaggio degli attuali armatori. A maggio sarà tempo di elezioni a Ischia: vedremo chi saprà cogliere e dirigere le implicazioni di tale apertura su un settore di interesse strategico per l’intera isola.

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