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E Pitone rincara la dose: «Pensate prima ai terremotati»

ISCHIA. Lasciare la scena a Presutti? Nemmeno a parlarne. E così eccp che sulla vicenda dei 49 migranti che da giorni aspettano di capire su quale porto sbarcare, e sull’appello in favore dei migranti lanciato dal vescovo d’Ischia Pietro Lagnese, interviene anche il coordinatore della Lega Salvini, Vaitale Pitone. Che stavolta si inventa un claim inevitabile soprattutto in considerazione della sua terra d’origine: “Prima dei migranti, preoccupiamoci di aiutare gli isolani in difficoltà e i terremotati”.

Ecco cosa scrive l’esponente leghista: “Leggo con molto ‘piacere’ che alcuni (cittadini, rappresentanti della chiesa ecc. ecc.) invitano gli Isolani ad essere accoglienti verso chi viene da lontano, mi limito solo a ricordare che il 21/08/2017 a Casamicciola, Lacco Ameno e Forio, comuni facente parte dell’isola d’Ischia hanno subito un terremoto quindi ci siamo ritrovati ad avere moltissimi cittadini me compreso che hanno acquisito un titolo: terremotati. Ora dico è possibile pensare ad accogliere chi viene da lontano e non guardare nella nostra casa chi sta soffrendo di terremoto non avendo una dignitosa e normale situazione economica, una casa, alimenti, medicine, difficoltà psicologiche, i più piccoli che in silenzio soffrono questo dramma, per non parlare degli anziani che molti dal quel giorno segnati dal dolore ci hanno lasciti. Ecco quindi a chi vuole e sente veramente di fare accoglienza (e mi riferisco a tutti gli Ischitani) e aiutare le persone bisognose di iniziare dal chi ci sta accanto e oggi chi ha bisogno sulla nostra isola sono i terremotati e i moltissimi ischitani che vivono in difficoltà e che per pudore e dignità molti non lo fanno presente”.
Pitone poi aggiunge: “Sono sempre stato sensibile a tutte le persone che vivono in difficolta da qualsiasi paese provengano e con qualunque colore della pelle, ma pensare di risolvere problemi (molto più grandi di noi) per chi arriva da lontano e chiudere gli occhi per il nostro fratello che vive nella stessa e nostra casa mi sembra non coerente.
In sintesi dico, finiamola con questo buonismo spicciolo e che vuole essere di protagonismo e pensiamo ad essere più realistici, uniamoci per aiutarci chi ha veramente bisogno appurandolo di persona e vicino a noi.  Se volete la soddisfazione e toccare con mano la veridicità dei bisognosi fatelo in modo personale e diretto, così eviterete intermediari senza rischiare che si perda qualcosa nel tragitto del passaggio. Chi vive veramente e seriamente le difficoltà e le zone del territorio sa cosa significa”.

 

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