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Elezioni a Lacco Ameno, nel nuovo “round” spunta un voto per Pascale

Si è materializzato un altro voto tra quelli che, una volta scrutinati, erano misteriosamente scomparsi nello spoglio elettorale a Lacco Ameno il 21 settembre scorso. Un voto nella quarta sezione, anche stavolta a favore della lista di Giacomo Pascale, dopo quello “ricomparso” nella Terza Sezione durante il primo accesso in Prefettura quando venne dato il via alle operazioni di individuazione delle schede contestate, a fine aprile. Ieri infatti si è trattato del terzo accesso, avvenuto a partire dalle ore 11.00, negli uffici elettorali della Prefettura. Anche stavolta erano presenti i due contendenti, il sindaco Pascale e il senatore De Siano, coi rispettivi legali di fiducia, gli avvocati Mirko Polzone e Gino Di Meglio, per riprendere le attività di verificazione interrotte lo scorso 4 maggio a causa di un disguido, quando ci si rese conto che le liste elettorali spedite in prefettura riguardavano il ballottaggio del 4-5 ottobre, e non quelle del primo turno. Un errore nella spedizione dei plichi, che aveva imposto il rinvio alla data di ieri, quando nel verbale è stato comunque preso atto dapprima di ciò che era emerso nelle sedute precedenti. Infatti è stato rilevato che nell’ambito della Terza sezione, dai due registri per l’annotazione degli estremi della tessera elettorale risulta un numero di schede votate, comprese quelle bianche e nulle, pari a 852. Un numero quindi differente da quello del verbale della sezione in questione, fermo a 851. Un dato che si accompagna a quello secondo cui nella Terza sezione i voti per il senatore De Siano sono risultati 401, mentre per Pascale il totale è 435, dunque uno in più rispetto ai risultati poi verbalizzati.

Una volta cristallizzata questa certezza, si è poi proseguito con i riscontri relativi alla Quarta sezione, nella quale si è rilevato che nel registro maschile gli elettori presentatisi a votare risultano 434, e 475 in quello femminile, mentre nel verbale delle operazioni della sezione il dato maschile era stato indicato in 433, cioè un votante in meno rispetto a quello emerso dal registro per l’annotazione degli estremi della tessera elettorale. Si è poi passati all’accertamento dei voti assegnati alle due liste, che nel verbale di sezione indicava 441 voti per la lista n.1 e 439 voti per la lista n.2. Ed è qui che ci si è imbattuti in risultanze equivoche, eseguendo le verifiche sulle tabelle di scrutinio. Da quella con frontespizio rosso è stato rilevato che alla lista del candidato De Siano, i voti chiaramente annotati con matita rossa sono 441, anche se sul successivo numero (442) c’è una leggerissima vergatura, e i voti per Pascale sembrano 439, ma anche qui appare una labile vergatura sulla casella 440. Incertezze anche dalla seconda tabella, dove per De Siano i voti chiaramente annotati sono 441, mentre per la lista di Pascale sono 439, ma si intravedono sfumature di matita anche sulle caselle 440 e 441.

Varie incertezze rilevate tra i registri, i verbali e le tabelle di scrutinio hanno indotto i delegati a procedere al riconteggio delle schede della Quarta sezione, dove i votanti per la lista di Pascale sono risultati 440, anziché i 439 che furono erroneamente indicati nel verbale a fine scrutinio

Incertezze che hanno indotto i delegati a procedere al conteggio delle schede relative alla Quarta sezione, al termine del quale è emerso che le schede il cui voto è stato attribuito dalla lista n.1 collegata al candidato sindaco Domenico De Siano sono 441, mentre per la lista n.2 collegata a Giacomo Pascale risultato 440 voti.

Il 18 maggio il Consiglio di Stato rettificherà l’ordinanza, e si procederà a verificare gli undici voti contestati dal senatore De Siano nella Terza sezione

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Dunque, l’unico dato certo emerso ieri, e in un certo senso l’unica novità di rilievo, è che Pascale si è visto nuovamente riconoscere quel voto nella Quarta sezione, dapprima assegnato in quelle convulse fasi di scrutinio e poi sparito poche ore dopo.

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Naturalmente la vicenda è ancora lontana dalla conclusione. La prossima settimana, il 18 maggio, il Consiglio di Stato dovrà riunirsi per procedere alla correzione di errore materiale sulla propria ordinanza nel quale venivano impartite le istruzioni per le attività di verificazione in Prefettura, a causa dell’inversione del numero delle sezioni relativamente all’individuazione di undici schede presenti nella sezione terza, ma che per un errore erano state indicate come contenute nella sezione quarta. Un errore (il secondo nella stessa ordinanza) che ha quindi contribuito a rallentare ulteriormente le attività in Prefettura. Dopo la correzione, sarà quindi necessario un altro accesso nell’ufficio territoriale del governo per procedere all’individuazione delle citate schede nella terza sezione, ultimando finalmente le operazioni. La prefettura dovrà poi inviare al Consiglio di Stato una relazione riassuntiva insieme a tutta la documentazione, compresa quella fotografica, delle schede individuate. La data già fissata per discutere la vicenda è l’8 giugno, resta da vedere se per allora il collegio riuscirà a valutare l’intera documentazione in maniera tale da arrivare a una decisione definitiva su chi ha vinto le elezioni più incredibili della storia isolana.

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