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Furbetti del Cas, chiesto il rinvio a giudizio

Si attende il verdetto del Gip dopo la conclusione dell’udienza preliminare nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte indebite percezioni del contributo di autonoma sistemazione

Si attende sin da oggi il verdetto del Gip sulla richiesta di rinvio a giudizio nella vicenda relativa alle presunte indebite percezioni del “contributo di autonoma sistemazione” da parte di alcuni cittadini isolani. Ieri gli avvocati delle persone indagate hanno formulato le discussioni finali e le conclusioni, rifacendosi essenzialmente alle memorie difensive già trasmesse nelle scorse settimane tramite posta elettronica certificata. In sostanza, tutti hanno chiesto il proscioglimento per i loro assistiti, mentre sul fronte dell’accusa il pubblico ministero ha invocato il rinvio a giudizio.

Il Giudice per le indagini preliminari, dottoressa De Bellis, si è riservata la decisione, che potrebbe arrivare nelle prossime ore, o comunque prima della fine della settimana. Sono nove gli indagati: Maria Rosaria Castagna, Sebastiano Lucido Balestrieri,Annalisa Iaccarino, Colomba Iacono, Giuseppe Arcamone, Maddalena Stadio, Giuseppe Liccardo, Ornella De Rosa, Debora Mellone, accusati di reati quali la truffa ai danni dello Stato, falsità ideologica e indebita percezione di erogazioni pubbliche.

Il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli indagati, sulla base delle risultanze delle indagini eseguite dalla Guardia di Finanza, che nello scorso autunno eseguirono un decreto del Gip di sequestro preventivo di beni per un totale di 220mila euro

La Procura di Napoli avevacoordinato le indagini, delegando il Primo Gruppo della Guardia di Finanza di Napoli: nello scorso autunno venne eseguito un decreto del Gip del Tribunale di Napoli di sequestro preventivo di beni, per complessivi 220mila euro, nei confronti deinove cittadini, di cui sette risultano residenti a Casamicciola e due nel vicino comune di Lacco Ameno.

Secondo gli indizi raccolti, gli inquirenti ipotizzano che i soggetti in questione avrebbero indebitamente percepito il sussidio economico del contributo di autonoma sistemazione stabilito dallo Stato a favore dei cittadini residenti nei Comuni di Casamicciola, Forio e Lacco Ameno colpiti dal sisma del 2017, in seguito al quale molte abitazioni erano diventate inagibili. Gli importi che secondo gli investigatori sarebbero stati indebitamente percepiti variano da poche migliaia fino a diverse decine di migliaia di euro, in anni tra il 2017 e il 2021. L’attività investigativa svolta dalla Tenenza di Ischia si è dipanata tramite l’ascolto di persone informate dei fatti, acquisizione di documenti come quelli relativi alle utenze delle abitazioni in questione: tutti elementi che avrebbero dato riscontro a false attestazioni in materia di dichiarazione di domicili, oltre che di permanenza continua in abitazioni che erano state invece dichiarate inagibili, e di indebito soggiorno presso strutture ricettive convenzionate per l’accoglienza di coloro che erano rimasti senza un alloggio.

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Le difese degli indagati si sono riportate ai documenti e alle memorie già depositate nelle scorse settimane, chiedendo il proscioglimento dei nove cittadini finiti sotto la lente della Procura di Napoli per presunte indebite percezioni del Cas tra il 2017 e il 2021

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Sul fronte difensivo, alcuni legali di fiducia degli indagati avevano ipotizzato una insufficiente uniformità dei controlli eseguiti dalle Fiamme Gialle, cosa che avrebbe portato a risultati non univoci, una linea di difesa portata avanti nel tentativo di poter chiarire la vicenda già nell’udienza preliminare, o quantomeno di alleggerire le posizioni degli indagati.

Nella precedente udienza, come si ricorderà, era stata ascoltata una delle persone indagate, la signora Iaccarino, la quale aveva reso alcune dichiarazioni dirette a chiarire la propria posizione. La cittadina casamicciolesedichiarò in sintesi di essere separata dal marito, e che a seguito della separazione ella si era allontanata dalla casa in cui aveva vissuto col coniuge. Di fatto la signora viveva col padre, per questo motivo aveva avanzato richiesta per ottenere il contributo di autonoma sistemazione dopo il sisma: lei e il marito erano ormai nuclei familiari separati, pur all’interno di uno stesso edificio. La sua posizione familiare dunque si fondava su quanto era stato stabilito in sede di separazione dal giudice, che l’autorizzava a vivere separata dal marito.Già in quella sede vari difensori, tra cui l’avvocato Emanuele Di Meglio, e i colleghi Quaranta e Sorge, avevano depositato alcuni documenti e memorie. Per visionare tali atti, ma anche per leggere ed esaminare meglio il testo delle dichiarazioni rese dalla signora Iaccarino, il giudiceaveva fissato la successiva udienza alla data di ieri, ma la decisione sulle richieste del pubblico ministero e degli avvocati non è arrivata nella stessa giornata. A breve comunque il Gip scioglierà la riserva.

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