CULTURA & SOCIETA'

I panzesi “ritrovano” la chiesa di San Leonardo. La riapertura post restauro benedetta da Lagnese

La Chiesa al centro di Panza era rimasta chiusa per 14 mesi. - Evidenziato l’impegno professionale dell’architetto Sonia Iacono che ha curato l’opera di restauro del Sacro edificio tornato all’attività liturgica – I festeggiamenti esterni per la ricorrenza di San Leonardo del 6 novembre prossimo sospesi per l’emergenza sanitaria

Dopo 14 mesi di inattività (dal 14 settembre 2019) per importanti lavori di restauro, la chiesa parrocchiale di San Leonardo Abate a Panza ha riaperto le porte ai fedeli in attesa. Lo ha fatto sabato scorso mattina 17 ottobre 2020 anno del Signore, con una solenne celebrazione eucaristica di ringraziamento a Dio presieduta dal Vescovo d’ischia Sua Ecc. Mons. Pietro Lagnese coadiuvato dall’attivissimo parroco don Cristian Solmonese, In Chiesa per l’occasione che sarà ricordata, erano presenti oltre ai fedeli e devoti del Santo Patrono San Leonardo, il Sindaco di Forio Francesco Del Deo e suoi collaboratori al Comune, tecnici che hanno seguito i lavori, l’architetto che ha curato l’opera di restaurazione del Tempio Sonia Iacono e tanti altri fedeli che continuano a contribuire di tasca propria per far fronte alla notevole spesa che i lavori hanno comportato.

Il parroco Don Cristian Solmonese che è in carica dal 25 dicembre (giorno santo di Natale) del 2011, vale a dire da ben nove anni, nel suo intervento di saluto e di ringraziamento alla cerimonia di riapertura della chiesa restaurata, ha reso noto i dettagli dell’operazione quando ha detto che Per questo progetto ci sono voluti 193000 euro in quanto il lavoro è stato veramente duro da affrontare. Per questo sè sentito giustamente in obbligo di dire: “Un grazie a Voi eccellenza e a Don Emanuel .Un grazie a Don Emanuel Monte dell’ufficio dei beni culturali della Diocesi che grazie ai fondi 8x 1000 ci avete permesso di poter usufruire di 131.000 euro per poter affrontare questa spesa iniziat lo scorso hanno stanno contribuendo al restauro con 20 euro al mese nonostante la crisi che stiamo affrontando; vi chiedo uno sforzo per chi può di continuare a sostenere questa iniziativa per un altro anno e chiedo anche ad altre famiglie, se è possibile, di aggiungersi a questa iniziativa encomiabile portata avanti da Ortensia Castaldi. Fino ad ora abbiamo raccolto in un anno 30000 euro e ne abbiamo bisogno di altrettante per chiudere e pagare tutti”.. Per la cronaca va detto che ai lavori alla chiesa hanno preso parte con notevole impegno e serietà le ditte che con il loro contributo hanno aderito all’iniziativa.

Dietro tutto quanto elencato , oltre alle ditte citate , ci sono tantissimi volti che hanno accompagnato non solo il lavoro ma che hanno sostenuto tanti passaggi delicati, tante scelte non sempre facili ma coraggiose in particolare dell’Architetto Sonia Iacono,dell’Ing. Mauro Pizzuti Miragliuolo e del l Dott. Antonio Nardelli per aver questi lavorato con scrupolo me competenza e fiamcheggiato il dinamico parroco della Chiesa panzese don Cristian Solmonese. Altra presenza concreta e fattiva . è stata quella del consiglio pastorale per gli affari economici nelle persone di Ciro Messina, Silvestro Iacono, Francesco Anelli,Giovanni Iaccarino e Ortensia Castaldi- A questo punto si ritiene doveroso riportare l’intervento di saluto e di ringraziamento del parroco don Cristian Solmonese pronunciato prima della solenne celebrazione dell’Eucarestia presieduta dal Vescovo Lagnese. Don Cristian Solmonese che è stato la colonna portante di tutta l’operazione di restauro della chiesa panzesi, rivolgendosi ai parrocchiani presenti ed in particolare al Vescovo Lagnese ed al sindaco De Deo, si è così espresso: “Sig. Sindaco di Forio, carissimi amici che avete lavorato nel tempio parrocchiale, carissimi amici tutti a nome della nostra comunità vi do il benvenuto questa mattina in questo tempio per innalzare il nostro “Grazie”.

Questa mattina abbiamo tanti motivi per dire grazie! Condividere insieme questo grazie significa condividere la gioia con noi di riavere il tempio parrocchiale per poter radunarci come cristiani e non, e fare esperienza di Dio. Ieri in una meditazione di Sant’Ignazio che la chiesa ci regalava leggevo: “Riecheggiano ora più che mai nella tua Comunità le parole di Giovanni (Gv,2,17: Lo zelo per la tua casa mi divorerà) ed è pur vero che l’ Evangelista non faceva riferimento al tempio di pietre, ma come ci ricorda Sant’Ignazio anch’esso deve accompagnarci ad entrare in contatto con il mistero. Infatti non siamo qui ad esaltare le mura per quanto belle ma a fare esperienza di Dio. Un versetto del Siracide può sintetizzare molto bene il momento che stiamo vivendo. In questo libro Ben Sira ci dice: “Custodite santamente le cose sante”. Questo luogo è Santo (dovremmo ricordarcelo molto più spesso preservandolo dal chiacchiericcio), custodisce una presenza: Dio. Quando il vostro predecessore Mons. Antonio Pagano il 14 settembre 1991 impregnò del Santo olio del Crisma l’altare coram Deo e i pilastri di questo tempio le cui croci impregnate di olio non sono state sostituite ma inserite nelle mura del tempio e rese visibili dalle croci rivestite dalle luci per indicare la presenza dell’olio santo, hanno reso questo luogo impregnato della presenza di Dio, una fontana del villaggio, un luogo in cui si può trovare la presenza di Dio.

I CENNI STORICI AULLA CHIESA DI SAN LEONARDO Le origini della chiesa, dedicata a S. Leonardo, patrono della frazione di Panza, sono antiche, infatti la chiesa risale al 1536. Fu costruita e ampliata su una cappella cinquecentesca. L’esistenza di una cappella dedicata a S. Leonardo è documentata per la prima volta nel 1566. Nel XVI secolo il villaggio di Panza non aveva una parrocchia autonoma ed era sotto la giurisdizione di S. Vito di Forio. La chiesa fu elevata a parrocchia tra il 1601 e il 1604, come si evince dalla relazione di Mons. d’Avalos di quest’anno. Fu rifatta a spese dell’Università di Forio nel 1737 e terminata nel 1744., A Panza i fedeli della parrocchia festeggiano il loro Santo Patrono San Leonardo Abate il 6 novembre di ogni anno, con solenni funzione religiose in chiesa, processione della statua del santo per le vie del,paese, del luminaria strali, bancarelle in strada e fuochi d’artificio finali. Per il prossima ricorrenza di San Leonardo che ormai è vicina, i festeggiamenti in onore del Santo Patrono avranno luoghi tutti nella chiesa restaurata di fresco. Quindi non vi saranno processione, luminarie stradali e fuochi pirotecnici per l’emergenza sanitaria del Coronavirus covid-19 ancora in atto e dal quale bisogna difendersi, osservando tutte le regole che le autorità hanno imposto- Quindi in Chiesa per venerare il santo protettore rigorosamente in mascherina.

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