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Il caso – Il dissuasore impazzito e l’inerzia del “palazzo”

Magari non siamo un popolo di filosofi e pensatori. In quanto ad un certo approccio comico alla vita, bisogna riconoscerlo, siamo bravi come pochi. Ed è naturale, allora, che anche chi amministra il paese si adegui a questa peculiarità così tipicamente isolana. L’ultimo episodio, denunciato da Gennaro Savio, si è verificato ieri nel comune di Ischia. Tanto per cambiare, poi, c’è di mezzo un pilomat, quello di piazza degli Eroi e la cronica incapacità dell’amministrazione del comune capoluogo di farli funzionare senza che si verifichi, ogni anno con una puntualità disarmante, una ecatombe di auto.

Nella primissima mattina di lunedì il reporter, armato di macchina fotografica, si reca a piazza degli Eroi per documentare l’ennesimo malfunzionamento del pistoncino che impedisce alle auto di accedere nella zona pedonale del corso. «Ecco come si presenta una parte esce per alcuni centimetri dal selciato e costituisce un grave pericolo per pedoni, automobilisti e scooteristi» denuncia poi in un post lanciandosi in una serie di considerazioni su chi amministra Ischia e «si assume ancora la responsabilità di tenerli attivi».

Una denuncia legittima, anche perché Gennaro Savio, armato di una santa pazienza, aveva anche cercato di avvertire il comando vigili del malfunzionamento del dispositivo senza tuttavia riuscire a mettersi in contatto con nessuno. Del problema ne è a conoscenza anche il vicesindaco Enzo Ferrandino, che nel frattempo, a scanso di equivoci, viene informato del problema dallo stesso Savio.

A questo punto ci si immagina due possibili soluzioni. La prima: il vicesindaco informa il comandante dei vigili che dispone il piantonamento della Ztl con vigili oppure la sua chiusura per mezzo di una magari antiestetica ma sicuramente efficace transenna fino alla soluzione definitiva del problema; la seconda: si apre la Ztl al traffico – di vigili pare che non ce ne siano mai a sufficienza per la gestione ordinaria del territorio, figurarsi per quella straordinaria – e si chiama la ditta che si occupa della manutenzione dei dispositivi chiedendo un intervento celere.

L’amministrazione di Ischia, però, sceglie una terza via: quella di non intervenire. Ed eccoci alla macchietta. Perché, puntuale come al solito, alle 11 spaccate il pilomat entra in funzione. Solo che, mentre Enzo Ferrandino, poverino, è seduto al bar di famiglia intento a sorseggiare un caffè, l’ennesima macchina si incastra giusto sul pilomat di cui Savio aveva denunciato il malfunzionamento. Risultato? Traffico paralizzato, olio per strada, vigili urbani costretti a correre per cercare almeno di contenere la situazione e l’ennesimo meccanico baciato da questa manna istituzionalizzata che si chiama pilomat. E Savio? Si scatena, come al solito.

«Vista l’inerzia dell’amministrazione comunale – annuncia – segnaleremo al Prefetto di Napoli la pericolosità dei pilomat disseminato lungo le strade ischitane per chiederne la disattivazione ad horas. Basta mettere a repentaglio l’incolumità degli ischitani e dei nostri figli».

Morale della favola? La solita. Enzo Ferrandino continua a fare da parafulmine al lassismo generalizzato di una maggioranza attentissima solo sui pochissimi punti dov’è ancora possibile una qualsivoglia forma di speculazione politica ma che demanda sempre a lui – ormai riconosciuto agnello sacrificale del Pd – il compito di risolvere quei piccoli problemini che, in un paese normale, cioè non ad Ischia, sarebbero di stretta competenza dei consiglieri comunali. È vero, essere al centro della scena politica significa accettarne gioie e dolori. Ma con questi compagni di avventura, al povero vicesindaco non resta che accettare l’idea che, almeno fino a maggio, gli toccherà solo soffrire. Intelligenti pauca.

 

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