LE OPINIONI

IL COMMENTO Anche il cielo ha pianto per Sara

Nel giorno più triste, anche il tempo non ha retto, è piovuto a dirotto, non accennava a smettere, il cielo si è lacerato di fulmini e ha tuonato paurosamente. Tristezza infinita, no, non si può accettare, non si può. Ho aspettato che calasse il sipario su una delle pagine più brutte di sempre. Ho aspettato, ho avuto rispetto di Sara, della sua famiglia e della sua bimba che comunque crescerà ma senza la sua mamma, perché un destino crudele ha voluto che il giorno più bello si tramutasse in tragedia. Sara, hanno spento i tuoi occhi, il tuo sorriso, la tua luce, quanto amore avresti avuto e quanto ne avresti dato. E invece ti ha abbracciato il freddo e il gelo di una morte che non doveva accadere. Sara lascia una bimba e un giorno la sua famiglia dovrà trovare tutto il coraggio per darle delle spiegazioni, del perché la sua mamma non c’è più e lei si, magari si porterà dietro quel senso di colpa per essere nata. Anche la famiglia di Sara grida giustizia per una morte che non ha spiegazione, che non doveva succedere e oltre a tutto il dolore che nessuno può consolare, Sara lascia una bimba da crescere, e cercheranno nel migliore dei modi di darle tutto l’amore e il calore che avrebbe avuto dalla sua mamma. Ma, purtroppo è successo l’irreparabile perché non si può morire di parto nel 2021!

Sono diverse le cause che possono provocare l’atonia uterina, tra le principali risulta un travaglio prolungato e ci sono dei fattori a rischio, quali un eccesso di liquido amniotico e un bambino più grande della media. Anche se in misura ridotta ci sono casi in cui l’atonia uterina, è stata riscontrata anche a seguito di parto cesareo. Ed è proprio l’assenza di tono muscolare che colpisce l’utero dopo la nascita di un bambino, la principale causa per il 90% dei casi di emorragia-post partum. Un problema molto serio che è potenzialmente pericoloso per la vita della mamma e che merita una particolare attenzione. Non appena viene fatta la diagnosi di emorragia del post-partum deve essere attivata l’emergenza, devono essere posizionati degli accessi venosi, devono essere eseguiti degli esami di laboratorio e l’emogasanalisi, devono essere rilevati di continuo i parametri vitali e anche lo stato di coscienza della paziente, deve essere fatta la richiesta di sacche di sangue per averle pronte nel caso in cui si rendesse necessaria la trasfusione, si deve evitare l’ipotermia e l’acidosi e deve essere ricercata e trattata la causa dell’emorragia. Allora chiedo? È stato fatto tutto questo a Sara? Difficile dirlo. Potrebbero anche essere arrivati tardi, magari, e sapete perché? Perché Sara era magari sola in un letto di ospedale, felice di aver avuto finalmente la sua bimba e assaporava già quando l’avrebbe stretta tra le sue braccia, ma piano piano Sara inconsapevole è scivolata in un sonno profondo, non aveva nemmeno la forza di chiedere aiuto e questo perché causa COVID, non può esserci nessuno accanto e nessuno ha potuto vedere come stavano andando le cose, un familiare accanto avrebbe notato, avrebbe chiesto aiuto e sarebbero venuti in tempo per salvare Sara. Vittima innocente ai tempi del COVID! Non voglio puntare il dito e accusare nessuno, ma per me le cose sono andate così. Forse non è stato possibile prestare a Sara le attenzioni che meritava e Sara è andata via, veloce come un battito di farfalla.

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