LE OPINIONI

IL COMMENTO E se diventassimo persone migliori?

Ci troviamo a combattere una guerra contro un essere invisibile ad occhio nudo, e che aleggia in mezzo a noi, ma è spietato e non guarda in faccia a nessuno, ricco, povero, intelligente, stupido. Non rispetta nulla, se non la distanza, il distacco, ed è così che ci troviamo ad essere soli e con il sospetto che questa guerra è stata creata come arma, e poi è sfuggita di mano, troppo mirata, troppo intelligente. Oppure è scoppiato perché la natura si è ribellata, siamo troppi, l’abbiamo strozzata questa terra, l’abbiamo soffocata e aveva bisogno di respirare, ma il prezzo da pagare comunque sia andata è altissimo, non ha misura. Sta strappando via come fili d’erba i nostri affetti senza poterli abbracciare un’ultima volta, senza poter stringere le loro mani, mani che hanno sempre dato, accarezzato, confortato e sono diventati solo un numero, caricati sui camion dell’esercito per essere cremati e la famiglia lo saprà solo dopo qualche settimana. E non è la trama di un film, sta accadendo per davvero. Stiamo rinchiusi in casa perché è l’unica cosa che ci può salvare e intanto va a rotoli tutto quello che abbiamo costruito compreso le nostre conquiste. Siamo sicuramente più liberi di pensare, e siamo più liberi di apprezzare, liberi dalle mode e dagli stereotipi che ci inculcano per renderci tutti uguali. E dopo? Ci pensiamo a che cosa sarà di noi? È un salto nel buio, una cosa è certa ci porterà avanti solo dando uno sguardo indietro, a tutto il percorso che abbiamo fatto per arrivare fin qui, un ritorno alle origini, alla nostra tradizione contadina, forse, all’allevamento, alla pesca. Il ritorno ad una vita semplice dove lo spreco è bandito. Quanto cibo abbiamo buttato nella spazzatura perché avanzato e il cibo avanzato non è più buono e quindi via, prima lo avremmo mangiato la sera, oppure il giorno dopo o ancora lo avremmo dato agli animali, alle galline che hanno sempre ricambiato con le uova fresche.

Il pane non si buttava mai, quando troppo duro si spugnava e si dava ai conigli, nei miei ricordi infantili mia nonna diceva che era peccato buttare il pane e gli davamo un bacetto. Poi siamo stati ingoiati dal vortice del cosiddetto benessere, senza apprezzare più nulla. Abbiamo dato tante cose per scontato e abbiamo inventato mestieri che non esistono, che si reggono sulle bugie eppure, fanno diventare ricchi senza saper fare nulla, a discapito di tanti che lavorano duramente. Stando tanto tempo a casa dobbiamo convivere senza poter scappare anche dalle piccole cose, però se litighiamo magari cerchiamo di capire perché, con i figli sempre in casa, che non danno respiro, ma in fondo è una risorsa, impariamo a conoscerli meglio, e se li sai ascoltare sono dei contenitori pieni e se sfruttassimo questo momento per essere migliori? “ La quarantena è un periodo speciale, misterioso, sacro, è un periodo che fa nascere grandi cambiamenti e bisogna prepararsi ai cambiamenti con azioni semplici e genuine, di cura. Ogni mattina pettina con dedizione i tuoi lunghi capelli , districa tutti i nodi anche quelli più nascosti che hai sempre trascurato. È il momento di far arrivare tutti i nodi al pettine. Già con queste azioni semplici creerai ordine fuori e dentro di te. Sciogliendo i nodi fisici con le tue mani, inizierai a toccare i tuoi nodi interni. Fai morire tutte le parti di te che non sono più fertili, brucia le lettere che non fanno più parte della tua vita, elimina gli abiti che non indossi più da una vita, coltiva pensieri nuovi abbandonando i vecchi, dedicati a creare nuove abitudini, nuove usanze, nuove tradizioni.” È una vecchia lettera di mio nonno, indirizzata alla sorella tra la prima e la seconda guerra mondiale, sono perle di saggezza, un salto indietro lungo quasi cento anni, ci ritroviamo ad attraversare una tempesta proprio come allora. Facciamoci svuotare da tutte le negatività che abbiamo assorbito e rivoluzioniamo il nostro modo di essere e cerchiamo di vedere il mondo con occhi nuovi.

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