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LE OPINIONI

IL COMMENTO L’amore non ha confini, e invece si continua a sporcarlo

“Sei pentito?”, Le sue parole uscirono rapide da lui, un unico respiro. “No”, risposi. “Neanch’io “. Poi segui un silenzio. Il suo sguardo era risoluto, verde screziato d’oro. Una certezza salì dentro di me, mi rimase impigliata nella gola. Non lo lascerò mai. Sarà così per sempre, per tutto il tempo che me lo permetterà. Se avessi avuto le parole giuste, le avrei pronunciate. Ma non ce n’erano, nessuna sembrava abbastanza potente, capace di contenere una verità così immensa. Come se avesse letto i miei pensieri, lui mi prese la mano. Non avevo bisogno di guardarla; le sue dita erano scolpite nella mia memoria, sottili e venate come petali, forti e rapide e mai un errore. “Patroclo” disse. Era sempre stato più bravo di me con le parole.” Ho finito di leggere questo libro in questi giorni, “La canzone di Achille” di Madeline Miller. Una storia lunga e antica quanto il mondo, dove non esiste la vergogna, il pregiudizio, ma esiste l’amore, quello che non ha colore, quello che non si sceglie, quello che accade, quello che non sente ragione, se è giusto oppure se è sbagliato. Non esiste errore quando si ama, è sempre stato così, il 30 ottobre nel 130 d.C. annegato nelle acque del Nilo, morì Antinoo.

il ragazzo triste, amato da Adriano, della storia romana. Ci sono uomini che divengono immortali per aver vinto battaglie, ucciso nemici, fondato o affossato imperi. Antinoo no, deve la sua fama alla sua bellezza, che fece perdere le testa all’imperatore Adriano. Adriano che era l’uomo più potente dell’impero e molto più grande di lui. A quei tempi avere per amante un ragazzino non era uno scandalo nella buona società romana, e quindi l’imperatore lo elesse a suo favorito se lo trascinò dietro nei suoi viaggi, per tutto l’impero e lo volle sempre accanto. Adriano era probabilmente convinto di aver trovato il grande amore della sua vita, lui ne fu travolto. Antinoo divenne l’ombra di Adriano, dentro a quella storia si perse. La corte lo odiava e lo tollerava poco, lui solo, giovane, prigioniero di qualcosa di troppo grande in fondo si comportò con grande eleganza. Non era interessato al potere, ai privilegi, non intrigò per avere cariche o per ritagliarsi un ruolo ufficiale. Avrebbe potuto chiedere tutto, ma non lo fece mai. Rimase schivo e in disparte. Forse davvero amava Adriano e ci teneva a restare solo il suo compagno, forse semplicemente era disinteressato ai meccanismi della corte, alle invidie, ai giochi politici. Di certo nelle statue che lo ritraggono sembra bellissimo, ma non felice. Sul suo volto si leggono una malinconia feroce, una tristezza che ti mangia l’anima, un vuoto dentro che nessun lusso e forse nemmeno l’amore possono riempire. Cadde nel Nilo una notte di Ottobre, i gorghi del fiume lo ingioiarono per sempre, non è chiaro se si buttò, annegò per caso, o qualche mano invidiosa gli diede una spinta. Certo è stato l’immenso dolore che l’imperatore Adriano provò per la prematura scomparsa del suo amato compagno, tanto da divinizzarlo, Adriano fondo’ una città in suo onore che chiamò Antinopoli, furono coniate monete con la sua immagine e ordinò una quantità impressionante di statue, busti e rilievi del giovane, da posizionare in tutte le città dell’impero.

Un amore eterno che ha attraversato il corso dei secoli, affascinando di volta in volta, scrittori, poeti ed artisti che ha incarnato in Antinoo l’essenza della bellezza. La lista è lunghissima e parla solo d’amore, ma troppo spesso è negato, deriso, come se non fosse autentico, finto, un vizio, da insultare, denigrare, da trattare sempre con inferiorità. Vergogna, affossare il ddl Zan, e nel modo più meschino nascondendosi dietro il voto segreto, se la legge non era perfetta, si poteva modificare, ma andava approvata per tutelare quello che non è una vergogna. Pagliacci, da che era un punto di forza, siamo tornati indietro, ai tempi del nazismo, quando nei campi di concentramento gli omosessuali venivano riconosciuti con il triangolo rosa, mentre le lesbiche con il triangolo nero, e nessuno ritornò, trattati come una razza inferiore. Dice Giorgio Armani “Del gregge m’infastidisce la supponenza. È inutile che io mi sforzi di essere come gli altri. Non lo sono. Non sporcate ciò che è bello, ciò che è vero, viva la libertà, basta con l’ipocrisia e il bigottismo e poi da parte di chi? Fantocci al potere, che cambiano continuamente colore politico pur di mantenere la poltrona! E ancora Mika, “Quella che abbiamo visto ieri, non è l’Italia che io amo, quella che mi ha accolto e difeso in questi ultimi anni. Penso che là fuori ci sono tante persone capaci di accogliere e amare e io in quell’Italia voglio continuare a credere”. E Tiziano Ferro che dice “Non pensavo che uno scroscio di applausi potesse essere così doloroso“. A schiaffi in faccia ancora una volta, ci hanno illuso di vivere in un paese libero e invece ancora una volta dimostriamo di essere prigionieri delle nostre scelte politiche.

“Ancora una volta l’Italia è rimasta indietro, ancora una volta l’Italia ha dimostrato la sua ignoranza, ancora una volta noi giovani, siamo succubi di un sistema arrugginito e medievale. Lo stesso sistema che dovrebbe tutelarci e ci deride, crede che l’omotransfobia non esista, che tutte le persone vittime di violenza non esistano. Sono profondamente delusa, il nostro paese non fa altro che creare condizioni di discriminazione rendendo invivibile la nostra bella Italia, che poi con quest’odio non è più così bella. Abbandonati e derisi dai nostri rappresentanti, un senato che ha dimostrato di essere codardo e discriminatorio ancora una volta. Personalmente non mi sento tutelata dal mio paese, abbandonata e discriminata. Il DDL Zan anche se un piccolo inizio, poteva segnare l’inizio della svolta per l’Italia ma tristemente non è stato così per colpa di bigotti anziani corrotti”, questo è quello che pensa Alessandra Altomare appena diciottenne, frequenta il Liceo, ha le idee ben chiare sulla libertà di chi amare. Soni gli altri a sporcare i sentimenti, a gettare fango e ad impedire di vivere in un mondo libero e uguale per tutti, dove non esiste l’amore diverso, l’amore non ha colore. Con l’affossamento in Senato della legge, che avrebbe tutelato le vittime dell’omotransfobia, continua invece sulla loro pelle la discriminazione, l’odio, gli insulti. Un Paese che non protegge e non tutela, i bambini che hanno i genitori dello stesso sesso, che li considera di serie B nonostante sono stati voluti fortemente, purtroppo è una storia comune per tante famiglie che avrebbero visto nell’approvazione del ddl Zan un riconoscimento atteso da troppo tempo. Il ddl Zan era la voce di tutte le persone che non accettano più di essere insultate, minacciate, picchiate, uccise semplicemente perché esistono, non approvandolo, hanno soffocato il loro grido di speranza, ma a quanto pare un mondo migliore non lo vogliamo, non interessa, mantenere le poltrone in parlamento è molto più importante!

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