LE OPINIONI

IL COMMENTO Se anche il paese reale litiga e si spacca

In settimana è scoppiata la polemica, peraltro ricca di argomentazioni, tra i professionisti del turismo escursionistico e i volontari della Pro Loco di Panza. Con un lungo editoriale-pamphlet del geologo Aniello Di Iorio sul Golfo di martedì scorso, si è elevata una contestazione nei riguardi del Cai-Ischia e della Pro Loco Panza. Riassumo, per comodità dei lettori, la sostanza della contestazione. Il Cai, dice Di Iorio, riceve soldi dallo Stato, la pro Loco incassa i contributi delle quote annuali dei soci, per cui sarebbe doveroso pagare i volontari. Se, invece, si pretende il lavoro completamente gratuito, si finisce col penalizzare chi quel lavoro lo fa per professione e con competenza. Il geologo ha insistito molto sulla peculiarità del territorio isolano che richiede conoscenza della vulcanologia e della geologia. Ed è stata una strana coincidenza che questa polemica sia scoppiata quasi in contemporanea con la ricorrenza della Festa del Lavoro del 1° maggio. A proposito della quale Ezio Mauro, editorialista di Repubblica, ha avuto modo di evidenziare che oggi è difficile continuare a ritenere l’Italia fondata sul lavoro. Perché il lavoro,  oltre che diminuito, è soprattutto mutato e, con esso, sono mutati anche i diritti. E ben si può comprendere che il geologo ischitano si senta minacciato e insidiato nel lavoro che si è ritagliato con ingegno. Però, nell’ambito di quelli che Mauro definisce “ i diritti mutanti” del lavoro, ci si dimentica di annoverare il ruolo che oggi spetta al volontariato, al terzo settore, alla cooperazione sociale.

Ci sono delle valide ragioni in quel che afferma Di Iorio e mi auguro vivamente che il ruolo delle guide geologico-vulcanologiche abbia tutti i riconoscimenti e le tutele legislative ma anche amministrative locali. Questo, però, non significa che vada buttata a mare la partecipazione attiva di cittadini volontari e volenterosi che amano il proprio territorio ancorché non esperti di geologia e vulcanologia. Parliamo di due cose diverse: un conto è l’andar per sentieri e cantine con gioiosa passeggiata ecologica e con l’avviamento dei turisti all’enogastronomia locale, altro è la guida scientifica per un’approfondita conoscenza del territorio isolano. Uno dei compiti delle Amministrazioni locali e dell’ente turistico è proprio quello di indicare ai turisti le diverse opportunità loro offerte. La pulizia dei sentieri dovrebbe toccare non già alle guide geologiche e nemmeno alle Pro Loco, ma ai Comuni che incassano la tassa di soggiorno. Non è giusto né produttivo che Di Iorio, seppure accampando valide motivazioni, dica che la promozione turistica così come la fa la Pro Loco Panza si può definire catastrofica, senza programmazione, che agisce parassitariamente sui turisti che già sono a Ischia e che, parassitariamente, non fa altro che ripercorrere i sentieri battuti e curati dalle guide geologiche vulcanologiche. C’è un po’ di esagerazione nel sostenere che la pulizia curata dai volontari Cai- Pro Loco viene fatta solo alle soglie dell’estate per ben impressionare i turisti e che poi questi volontari si disinteressano dei rifiuti lasciati proprio dai turisti che essi accompagnano a visitar cantine.

Conosco il Presidente della Pro Loco Panza, Leonardo Polito e il suo attaccamento al territorio che mi fa ritenere ingeneroso il giudizio su di lui espresso. Perché alimentare una guerra tra soggetti che possono entrambi contribuire ad uno sviluppo sostenibile del nostro turismo? Non vi è dubbio alcuno che il turismo escursionistico è un segmento su cui dobbiamo tutti puntare con convinzione. Certo, per muoversi in un territorio complesso come quello ischitano, c’è bisogno di perizia, sicurezza, conoscenza, professionalità e a questo deve essere chiamato chi ha preparazione scientifica e culturale specifica, come i geologi. Paradossalmente l’evento catastrofico del 2017 potrebbe dare anche nuova linfa a questo settore. Si pensi, ad esempio, se si seguisse il suggerimento e l’idea del prof. Giuseppe Luongo per la creazione, nella zona epicentrale del sisma 2017, di un Parco Scientifico per Studi Internazionali di Terremoti e Vulcanologia, delocalizzando le abitazioni in zone più tranquille. Allora sì che si potrebbe coniugare scienza a scienza, perizia a perizia, conoscenza a conoscenza, col massimo della valorizzazione dei geologi locali. Però non è vero che è del tutto da escludere il contributo gratuito e disinteressato di singoli volontari cittadini. La società moderna, con la sua diversa organizzazione del lavoro, lascia ampi margini al tempo da dedicare gratuitamente alla collettività. Si pensi, ad esempio, a quanti pensionati, ancora in brillanti condizioni fisiche ed intellettuali, possono contribuire, senza alcuna remunerazione, ad integrazione di chi svolge attività analoghe in maniera professionale.

Farò un esempio che è sotto i nostri occhi ma che sarà percepito ancor di più a luglio. Riguarda la 30° edizione dell’Universiade a Napoli, nella quale saranno impegnati 8.000 atleti, 18 discipline sportive, 124 nazioni, 550 ore di produzione televisiva, 222 cerimonie di premiazione. Ebbene, è ovvio che per tale organizzazione ci sono voluti e ci vogliono fior fiori di professionisti, un investimento della Regione Campania di ben 127 milioni di euro, ma è altresì vero che gli organizzatori di Napoli 2019- 30° Summer Universiade hanno ritenuto necessario lanciare una campagna di reclutamento di volontari ( ben 10.000) che saranno impegnati tra il 3 e il 14 luglio, per un massimo di 5 giorni con turni di 6/8 ore. I prescelti sono cittadini di almeno 18 anni di età e senza limite di anzianità. Dunque la competenza e la professionalità retribuita può convivere con la gratuita e volontaria collaborazione della cittadinanza attiva. Credo fermamente che la società moderna abbia bisogno di una dinamica partecipazione di tutti, con ruoli e responsabilità ovviamente diversificati. In tutte le principali città del mondo si va diffondendo la pratica di interventi gratuiti di cittadini per mantenere  il patrimonio urbano in condizioni decenti. C’è chi contribuisce al mantenimento del verde, chi pulisce fondali ed arenili, chi rattoppa le strade. Ovviamente previa autorizzazione, controllo e indirizzo pubblico. In tal modo non si carica la collettività di ulteriori costi e si rende più coeso e solidale il corpo sociale. Non trasferiamo, per carità, alla società reale le stesse logiche antropofaghe (homo homini lupus) della politica e dell’attività amministrativa.

Non cerchiamo, come la maggior parte di quelli che scendono nell’agone elettorale, i motivi di scontro più che i motivi d’incontro. Non tentiamo di costruire le nostre fortune sulla demolizione dei concorrenti. Faccio un esempio di affievolimento della coesione sociale: la polemica di alcuni albergatori contro i Bed & breakfast e gli affitti di Airbnb. Una cosa è pretendere una regolamentazione e un controllo degli obblighi fiscali, altro è scatenare una vera e propria campagna di demonizzazione di moderne forme di accoglienza che si diffonde in tutto il mondo. Anche perché, se parliamo di evasione fiscale, i fatti immediatamente ci presentano l’altra faccia della medaglia ( eloquente la recente scoperta di lavoratori alberghieri non inquadrati). Allora un po’ di sana autocritica, prima della critica, forse farebbe bene. Il Comune di Napoli ha istituito una prima tiepida regolamentazione degli affitti brevi, con l’istituzione di un apposito Albo. E’ un provvedimento parziale, ma in direzione giusta. Di fronte a fenomeni nuovi di accoglienza, prima della repressione, si deve rispondere con una catalogazione, con un censimento e quindi controllo. Altrimenti creiamo la società dell’odio, del livore, dell’operatore contro l’operatore, E strozziamo sul nascere forme  nuove di economia e di redistribuzione del reddito. Quando agli albori del turismo a Ischia si diffuse il fitto di case ai forestieri si pensò forse ad un’immediata repressione? E quando mai ci sarebbe stata la distribuzione della ricchezza sull’isola?

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Meno male che, a livello scolastico, si sta portando avanti, in maniera corale, un progetto multidisciplinare, in collaborazione con la Regione Campania (referente Lucilla Monti) sulla conoscenza del territorio da parte dei ragazzi. E’ un progetto partito nell’anno scolastico 2017/2018 e che ha visto concludere a Barano ( protagonista la Dirigente Maria Rosaria Mazzella dell’Istituto Comprensivo Anna Baldino, con la partecipazione del Comune di Barano) la “ Mostra di Cultura del Territorio e Scuola” che costituisce solo la fase preliminare del progetto più complessivo. Tale progetto tende a rendere consapevoli i giovanissimi cittadini di trovarsi in un’isola eccezionalmente bella ma, nel contempo, isola vulcano-attiva, con tutti i suoi risvolti. Spero che gli operatori privati, i professionisti, i volontari e il mondo della scuola vogliano integrare le loro iniziative, per un’isola che si muova in maniera coesa e coordinata.

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