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Il mio buen retiro, tra mare e politica

Quattro chiacchiere con l’avvocato Alessandro Sacchi, innamorato come pochi dell’isola d’Ischia. Presidente dell’Unione Monarchica Italiana spiega perché – della monarchia – sogna il ritorno…

E’ il dilemma di sempre, quello che tutti almeno una volta si pongono, dopo aver rimesso piede sull’isola verde. È cambiata Ischia o siamo cambiati noi? Forse sono vere entrambe le cose, l’isola asseconda il trascorrere degli anni e muta in base al ricordo di chi l’ha vissuta, in passato e continua a viverla in questo controverso presente. L’avvocato Alessandro Sacchi è uno dei personaggi di ieri e di oggi, legati all’isola come pochi. Presidente dell’Unione Monarchica Italiana, che sull’isola ha un suo feudo attivo e prestigioso. Una vita trascorsa tra le notti bagnate dal gin, accompagnate dal suono della chitarra, dalle canzoni napoletane. Duilio e la Meridiana, il Dai Tu e il Corallo Nero, il Vizietto e la Pinetella. Luoghi della memoria che tornano alla mente e toccano le corde del cuore. Il Golfo lo rincontra, a distanza di due anni dall’ultima intervista. 

Avvocato Sacchi, siamo ancora qui, nel suo buen retiro, qualche ruga in più ma con la stessa, immutata voglia di vivere le emozioni ischitane, come una volta. 

“È vero! Torniamo ogni anno perché in realtà, da questo posto, non riusciamo veramente ad andare via. L’inverso non è un distacco ma  una parentesi, una breve pausa, rispetto ad una vita che in maniera inevitabile ci lega ad Ischia”.

Eppure gli anni passano e l’isola non in tutto è invecchiata bene.

“Per noi che siamo Ischitani nell’animo, l’isola è sempre quella della dolce vita, dei personaggi che hanno fatto la storia del cinema e della cultura italiana e che ti capitava di incontrare in piazzetta o nel borgo di Ischia Ponte. È sempre l’Ischia di Indro Montanelli e di Giovanni Agnelli, seduti al bar del centro, quella del cinema all’aperto e delle carrozzelle, quella del Rangio Fellone e dell’eleganza femminile. Quella dei motoscafi Riva che sfrecciavano al largo e quella del panuozzo di Ferrara Fontana. Anche se forse questa immagine di Ischia vive solo nella nostra mente”.

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Ora è stata riscoperta anche dagli americani. L’hanno definita ‘l’isola  più bella del mondo’. 

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“Ma noi questo lo abbiamo sempre pensato. Nessun termine di paragone è possibile con Ischia. Anche il luogo in cui stiamo facendo questa intervista, (noto bar del centro di Ischia Porto) è unico, irripetibile, un angolo di pace”.

Quindi Ischia non ha bisogno di null’altro, può bastare a se stessa così com’è?

“Questo purtroppo non è del tutto vero. La gestione di un territorio così importante, di una tale risorsa, turistica ed economica, avrebbe bisogno di una guida politica all’altezza, del contributo di tutti, della sinergia piena tra le istituzioni locali e quella centrale. Ischia è patrimonio di tutti e l’indifferenza con la quale sono state condotte le politiche di gestione del territorio, non sempre sono state all’altezza della situazione”.

È una considerazione che vale per tutto il Paese?

“La politica in Italia vive un momento di crisi totale. Mancano i punti di riferimento, le idee, gli uomini e i valori”.

È per questo che lei crede fermamente nel ritorno della Monarchia?

“Contrariamente a quello che qualcuno vorrebbe far credere, in Italia ci sono milioni di persone che attendono il ritorno della Monarchia. C’è un sentimento comune che lega tante persone e un potenziale di partecipazione alla vita politica che dovrebbe essere sfruttato, per il futuro dell’Italia”.

Potremmo annunciare allora proprio da Ischia, la sua sfida per il futuro del Paese. 

“Perchè no?

Ed in effetti si parla di lei come possibile candidato alle prossime Politiche, si dice con la Lega.

“L’ho sentito anche io…”  

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