CRONACA

Ischia e Procida, il costo del mare: quando l’insularità diventa un sovrapprezzo

Negli ultimi anni il trasporto marittimo è diventato sempre più caro. Se attraversare il mare diventa un peso economico, Ischia rischia di perdere turisti e di compromettere la qualità della vita dei residenti: la mobilità non può trasformarsi in un lusso

I collegamenti marittimi da e per Ischia e Procida non sono un servizio accessorio: sono l’unica infrastruttura possibile. Senza navi e aliscafi non esiste turismo, non esiste economia, non esiste vita quotidiana.

Eppure oggi attraversare quel tratto di mare è diventato sempre più costoso. Per i turisti è una voce di spesa che può scoraggiare. Per i residenti è un costo strutturale che incide sul bilancio familiare.

Abbiamo simulato un preventivo online. Un traghetto da Napoli a Ischia per un non residente costa circa 16,20 euro, diritto di prenotazione incluso, con Caremar.

I collegamenti marittimi di Ischia e Procida sono essenziali per turismo e residenti, ma i costi elevati trasformano l’accesso alle isole in un peso economico crescente

Se una famiglia di quattro persone viaggia con un’auto di 4,5 metri con Medmar, il costo è di circa 70,50 euro a tratta. Tradotto: quasi 270 euro andata e ritorno.

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Con Caremar la cifra complessiva è sostanzialmente analoga. Prima ancora di prenotare un hotel o entrare in un ristorante, una famiglia spende quasi 300 euro solo per il passaggio marittimo.

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L’aliscafo non alleggerisce il conto. Con Alilauro, un biglietto per non residenti costa circa 16,80 euro a tratta più 3,50 euro per il bagaglio. Andata e ritorno: circa 40 euro a persona.

Per una famiglia, oltre 150 euro senza auto.Sono cifre che incidono sulle scelte, soprattutto nei ponti di bassa stagione. E infatti mentre Napoli, Amalfi e Sorrento registrano il tutto esaurito nei weekend festivi, Ischia fatica a riempire.

I prezzi dei traghetti e aliscafi per i non residenti superano i 16 euro a tratta e possono arrivare, in bassa stagione, a quasi 300 euro per una famiglia con auto, rendendo il viaggio marittimo un lusso

Il confronto con Salerno è impietoso: 30 minuti di Frecciarossa, treni regionali continui, autobus frequenti, costi che partono da 5–8 euro.Ischia ha una sola porta d’ingresso: il mare. E il mare si paga.

Ma tralasciamo per un attimo le tariffe per i non residenti e passiamo a quelle riservate a noi residentiche sono diverse e più basse. Le compagnie Caremar, Alilauro e SNAV, applicano fasce dedicate.Ma anche qui qualcosa è cambiato.In passato un aliscafo per residenti poteva costare poco più di 5 euro. Oggi si arriva anche a 9 euro. Il traghetto residenti resta più contenuto, ma tra diritti di prenotazione e costi accessori la spesa complessiva cresce.Per un residente l’aliscafo o il traghetto sono una necessità.L’ischitano prende il traghetto come un napoletano prende la metropolitana: per lavoro, per una visita medica, per accompagnare un figlio, per sbrigare pratiche. In media un ischitano che non lavora a Napoli e non ha grandi interessi con la terraferma si sposta mediamente dalle 6 alle 8 volte al mese affronta una spesa che incide in modo concreto sul reddito. L’insularità diventa così un sovraccosto permanente.

Noi capiamo che le compagnie sostengono costi reali come carburante, personale, manutenzione. Ma l’insularità è una condizione strutturale, non una variabile imprevista.

A confronto con la terraferma, come Salerno, Ischia è penalizzata: un solo accesso via mare rende il collegamento più lento, costoso e meno competitivo

La Regione Campania ha il compito di garantire equilibrio tra sostenibilità economica delle aziende e diritto alla mobilità. Il neo assessore regionale ai Trasporti, Mario Casillo ha un ruolo centrale nella pianificazione dei servizi minimi e nell’eventuale introduzione di strumenti correttivi.

Le strade possibili esistono un fondo regionale vincolato alla riduzione effettiva delle tariffe non residenti nei periodi di bassa stagione, incremento delle corse invernali, revisione dei contratti di servizio, maggiore concorrenza su alcune tratte e investimenti tecnologici e trasparenza tariffaria.

Non si tratta di sussidi indiscriminati, ma di politiche mirate per ridurre il divario tra isola e terraferma.

Le tariffe agevolate per residenti esistono ma non bastano: gli aumenti recenti rendono il trasporto quotidiano una spesa significativa per famiglie e lavoratori isolani.

Il punto non è polemizzare contro le compagnie. Il punto è decidere se l’insularità debba trasformarsi in una penalizzazione economica stabile.

Se arrivare a Ischia costa più di quanto una famiglia sia disposta a spendere per un weekend, il turismo rallenta. Se per un residente attraversare il mare diventa una spesa pesante ogni mese, la qualità della vita si abbassa.Il rischio è silenzioso ma concreto: un’isola meno accessibile diventa un’isola meno competitiva.Il mare non può essere una barriera economica.Perché quando la mobilità diventa un lusso, l’isola smette di essere una comunità e inizia a diventare una destinazione per pochi.

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Un commento

  1. Prima si criticano le strutture a 40€ al giorno tutto compreso e poi si vuole ridurre le tariffe di aliscafi e traghetti, cosi facendo si alimenta ancora di più il turismo mordi e fuggi, quelli con la busta della merenda e la bibita da casa “mazzamma” e sul posto non rimangono niente solo la spazzatura.
    Le tariffe aliscafi e traghetti per i turisti vanno aumentate solo cosi si fa selezione, si ha un isola vivibile d’estate e con persone che possono permettersi ristoranti e shopping.

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