LE OPINIONI

IL COMMENTO Ischia Ponte e “il tempo sospeso“ dell’inverno

Ci sono borghi che, con l’arrivo dell’inverno, non si spengono: semplicemente si addormentano. Ischia Ponte è uno di questi. Nel cuore dei mesi più freddi rallenta il passo, abbassa le saracinesche, si lascia cullare dal tempo e dal mare. La maggior parte delle attività, pensate soprattutto per i turisti, sceglie la chiusura stagionale: una scelta comprensibile, quasi necessaria. Dopo mesi di lavoro ininterrotto, di giornate lunghe e affollate, è giusto fermarsi, riposare, riprendere fiato. Anche i bar del Piazzale Aragonese, spesso in balìa del mare che nelle giornate di tempesta arriva a sommergere tutto, seguono questo ritmo naturale. In inverno quei luoghi diventano impraticabili, e allora ci si ferma non solo per mancanza di lavoro, ma anche per rispetto di un tempo che chiede silenzio. Del resto, chi lavora in una località turistica lo sa bene: la bella stagione non si gode, si serve. Il mare lo si guarda da lontano, tra un turno e l’altro. È forse anche per questo che sembra giusto che, quando possono, questi lavoratori scelgano di partire, di rilassarsi altrove, di concedersi ciò che per mesi hanno regalato agli altri. Ischia Ponte d’inverno subisce il fascino del tempo.

È un borgo che si lascia attraversare dalla malinconia: l’acqua che invade le strade, il profumo intenso di salmastro, le alghe lasciate dal mare dopo il suo ritiro. Sono immagini vere, non costruite, che raccontano una bellezza ruvida, sincera, fatta di cose che non si possono inventare. E poi ci sono i coraggiosi. Quelli che restano aperti anche quando tutto sembra fermo, diventando punti di riferimento preziosi. Come la libreria Immaginaria, sotto il Palazzo dell’Orologio: il sabato mattina so già che troverò Antonietta. Ci scambiamo due chiacchiere, qualche sorriso, e soprattutto consigli di lettura che valgono più di qualsiasi algoritmo. Poco più avanti il Bar Ideal, con la sua carrellata di dolci fatti in casa, una vera coccola per il palato. E lì, che insieme all’amica pittrice Antonella Buono, nascono pomeriggi creativi: perché anche da uno scarabocchio, tra un prosecco e uno stuzzichino, può nascere un piccolo capolavoro. È l’inverno che è così, nelle località turistiche: ci si addormenta un po’, ma forse si sogna di più, magari su come potrebbe migliorare, con i giusti accorgimenti. Un parcheggio che faciliti l’accesso, una illuminazione più curata, più fiori e meno auto, più artigianato locale. Magari un cinema sotto le stelle. Chissà. Per ora ci accontentiamo delle stelle vere, quelle che l’inverno regala a chi ha il tempo di alzare lo sguardo. E Ischia Ponte, silenziosa e affascinante, state tranquilli che e’ viva, sta solo riposando , aspettando la primavera.

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