POLITICA

La sanità che non funziona, il duro affondo di Giosi Ferrandino

L’eurodeputato del Pd non risparmia qualche frecciata al riconfermato D’Amore («Ha lavorato bene in terraferma ma fatto poco per l’isola» e poi scrive a De Luca lamentando le tante criticità del settore

Lavori al Rizzoli che stentano a prendere il via, e non si capisce il perché. Ma anche un’altra serie di criticità che hanno a che fare con l’ospedale di Lacco Ameno ma con il sistema sanità in generale. Su uno dei “punti dolenti” del sistema Ischia irrompe anche l’europarlamentare ischitano Giosi Ferrandino, che ha indirizzato una nota al presidente della Regione Campania nella sua veste istituzionale. Un documento che è stato sintetizzato dall’eurodeputato sui suoi canali social nei quali non ha risparmiato una frecciatina al manager della ASL NA 2 Nord Antonio D’Amore, fresco di rinnovo dell’incarico: l’esponente politico non le manda a dire e lo giudica un manager che ha bene operato in terraferma ma che ha dedicato poca attenzione all’isola d’Ischia.

Sul Rizzoli sono tanti i punti toccati da Giosi, che rivolgendosi al governatore chiede per Ischia e di conseguenza per il presidio ospedaliero lo status di zona disagiata. Vengono elencati una serie di motivi, in primis il punto nascita: “Il riconoscimento comporta delle agevolazioni importanti come il punto nascita, che può essere anche inferiore ai 500 nati l’anno. La ginecologia di Ischia ha effettuato 320 parti quest’anno e, se venisse riconosciuta la zona disagiata, il reparto non rischierebbe la chiusura, che invece è già stata programmata per il prossimo anno con notevoli proteste da parte della cittadinanza”. Poi si passa alle palesi carenze di personale, elencate analiticamente da Ferrandino: “Ogni reparto presenta croniche carenze di tutti i profili sanitari (medici-infermieri- operatori socio-sanitari) come per esempio: U.O.C di Anestesia: 4 unità mediche in meno; U.O.C. di Pediatria: 4 unità mediche in meno; U.O.C. UTIC e Cardiologia: 4 unità mediche in meno; U.O.C. di Radiologia e Diagnostica per immagini: 2/3 unità mediche in meno”. Poi c’è spazio per i disagi nel reparto di cardiologia (“Quando un paziente viene trasferito all’eliporto, il reparto stesso ed il Pronto Soccorso restano senza la presenza del cardiologo mettendo in grave pericolo la salute dei pazienti. Di notte c’è un solo cardiologo per tutte le urgenze ed emergenze che si potrebbero presentare nei vari reparti”) così come in sala operatoria. Problemi anche nella fase pre-ricovero, poi l’esponente del Pd parla diffusamente delle carenze del personale sanitario.

A riguardo Giosi Ferrandino è minuzioso: “I dipendenti che vengono dalla terraferma (che sono circa l’80%) sono demotivati dal fatto che la mattina per essere presenti in Ospedale alle h 9:30, devono partire dal proprio domicilio alle h 5:30 – 6:00 del mattino. Inoltre devono sostenere spese extra come: 100 euro di abbonamenti aliscafo/traghetti; 15/29 euro a notte per il parcheggio; 10 euro per il vitto visto che in Ospedale non è presente un servizio di mensa per il personale Quindi oltre al disagio fisico, c’è anche quello economico. Nei giorni festivi come la Vigilia di Natale e lo stesso giorno di Natale (vedi interruzioni collegamenti in terraferma per avverse condizioni meteo-marine anno 2018) il personale in turno è stato costretto ad effettuare turni di 24h per mancato smonto. Altra anomalia, sempre per i collegamenti sono gli orari di turno di lavoro. In chirurgia per esempio i medici effettuano turni giornalieri che vanno dalle h 8:00 alle 18:00 e notturni che vanno dalle h 18:00 alle 8:00 quindi con un turno di notte di 14 ore continue. Negli ospedali di tutto il mondo si effettua un turno diviso in 3 momenti: h. 8:00/14:00, h. 14:00/20:00, h. 20:00/8:00. Per poi avere il giorno di riposo dopo lo smonto. Nel presidio “A. Rizzoli” invece per garantire una continuità assistenziale, capita che il giorno dopo lo smonto puoi anche essere di turno la mattina e quindi saltare il giorno di riposo. Tutto questo è a perfetta conoscenza della direzione ma mai nessun provvedimento è stato mai adottato. Anzi, va sempre peggio”.

C’è poi il caso dei pazienti psichiatrici: “Per le carenze del servizio di psichiatria, (sensibilmente ridimensionato sull’isola dalla attuale direzione), ad esempio durante le ore notturne nei giorni feriali e notturno e diurno nei prefestivi e festivi, il Pronto soccorso è costretto ad accogliere e gestire qualsiasi tipo di urgenza ed emergenza psichiatrica non riuscendo a garantire l’appropriata assistenza a questo tipo di utenza e costringendo i medici presenti a prendere decisioni sulle urgenze ed emergenze psichiatriche pur non avendo le competenze specialistiche del settore. Spesso per l’impossibilità di contattare i consulenti psichiatrici nei giorni suddetti, i pazienti psichiatrici vengono allocati impropriamente ore e notti nei locali del Pronto soccorso creando disagi ai presenti ed al paziente stesso che vive la sua condizione di salute precaria in ambienti non idonei. Nell’ultimo caso della morte del ragazzo per incidente stradale, la donna ritenuta colpevole è stata portata in ospedale e da sabato pomeriggio fino a lunedì mattina nessuno ha fatto niente perché il servizio psichiatrico non lavora il week end e la notte”. Giosi parla anche di elisuperficie, tac rotta, idroambulanze e non risparmia un passaggio su Villa Mercede: “Situazione precaria con dipendenti in agitazione a causa della mancate indizione del nuovo bando di gara per tempo, che di fatto ha comportato ritardo per mesi nei pagamenti per i dipendenti, notevoli disagi per l’utenza, caduta di immagine per l’isola e per la sanità regionale a causa della pubblicità negativa derivante dalle cronache giornalistiche. Inoltre da settembre sono previsti licenziamenti a causa della riduzione prevista dei servizi. (Non si tiene mai conto che siamo su un’isola). L’ASL sbaglia per 3 volte il bando. Perde 3 volte contro le cooperative e ha annullato anche l’ultimo bando dal quale si evince sia la riduzione dei servizi che il declassamento della struttura. I pagamenti, in parte, fino a settembre sono coperti, in attesa del nuovo bando che è stato annullato in autotutela. L’Asl è stata condannata dal TAR più volte. Pericolo taglio personale e riduzione servizi. Forse anche cure per alzheimer o altre patologie gravi non verranno più eseguite”.

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