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LE OPINIONI

LO DICO A IL GOLFO Un giorno ad Ischia con Luciano Bondavalli

Egregio direttore, ecco un’altra estate forse la più amara per il funereo Covid, ammesso che si chiami così, agli sgoccioli. Nonostante i collassi economici e i vari lutti isolani imputati a questa epidemia, Ischia resta sempre un piccolo Eden dalle suggestive meraviglie e di preziose cure termali. Venni ad Ischia – da Napoli (via Posillipo) – appena ventenne nel Giugno 1965. Alloggiai in un piccolo albergo con la mia ragazza, l’austriaca Helga. Tuttora mia moglie. La sera, uno spuntino alla Riva Destra e poi al cinema a vedere uno degli ultimi e peggiori TOTO’ e in RITA LA FIGLIA AMERICANA con Rita Pavone. Era l’epoca degli urlatori alla sbarra. Dello scatenato ADRIANO CELENTANO che furoreggiò a S.Angelo. Corsi a vederlo. Tra tanti giovani, LUCIANO BONDAVALLI. Che sarebbe diventato, con il fratello MARCELLO, tra i re delle discoteche by night. Feci immediata amicizia con lui.

Aveva circa 26 anni. Già si presentava animo contestatore, rivoluzionario e contestatore di quanti ostacolavano le sue idee “rumorose”. Che avrebbe applicato vent’anni dopo con i locali notturni VALENTINO, CHARLY, e poi il NEW VALENTINO. Il terzo locale, collegato dal 1995 all’ECSTASY, che – a causa della musica (che dovette provvedere a collocare all’interno del locale, insonorizzandolo). In quell’estate di ormai 45 anni fa. Luciano Bondavalli si dimostrò cordiale, animo signorile ma le sue contestazioni negli anni successivi con i vicini e qualche politico venduto lo resero protagonista delle cronache che seppe avversarie. Luciano, in quella giornata estiva, mi raccontò della sua infanzia, dei suoi genitori tanto assidui lavoratori, dei rapporti con i primi anni con i cantanti divenuti assi del diapason musicale, della sua stima con gli autentici e onesti sindaci. Dei suoi rapporti di lavoro con RICCARDO FOGLI e ROCKY ROBERTS. Dei suoi iniziali rapporti esclusivamente cordiali con i concorrenti delle discoteche. Ritornato a Napoli, non lo vidi più. Ma nei decenni successivi appresi dei suoi successi – grazie anche all’aiuto di Marcello, osso duro e generoso con i giovani impiegati. Quindi delle sue avventure più diverse che lo indicavano come casinaro della notte. Che mai fu, per molti estimatori. E appresi poi della sua morte qualche anno fa. Un giornalista gli dedicò un articolo dal titolo “ADDIO AL LEONE BIANCO”. Perché tale fu. Un leone bianco dal cuore di Pollicino che Ischia MAI dimenticherà!

F.to Pippo Rossi

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