CULTURA & SOCIETA'

Napoli Pride, l’appello del LGBT+ di Ischia: «Marcino con noi anche i sindaci dell’isola»

Il neonato collettivo di Ischia parteciperà alla manifestazione in programma sabato e chiede il sostegno delle istituzioni di casa nostra

Parteciperà anche il neonato collettivo  Ischia LGBT+ al  Mediterranean Pride in programma sabato a Napoli. Dopo la presentazione ufficiale del collettivo, capitanato dal presidente Fabio Pilato e dal vicepresidente Simone Coda, avvenuta lo scorso mese di Maggio in occasione della giornata mondiale contro l’omobitranssfobia che aveva visto anche il municipio di Ischia illuminarsi, simbolicamente, per una sera, dei colori dell’arcobaleno, il gruppo ischitano, il prossimo 20 Giugno, partirà alla volta della città napoletana per prendere parte alla parata. Un evento, in effetti, questo, unico nel suo genere per Ischia dal momento che fino allo scorso anno la comunità LGBT+ isolana non aveva mai preso parte all’iniziativa- se non come singoli individui- con un vero e proprio collettivo che oggi, invece, è diventato realtà. La partecipazione alla parata, che quest’anno avrà come tema “i diritti legittimi” sarà  per rivendicare i diritti  di lesbiche, Gay, transessuali e bisessuali,  ma anche per far sentire la voce contro le molteplici forme di discriminazione che ancora colpiscono le fasce sociali considerate più deboli rappresentate da migranti donne, anziani e disabili.  

Una parata dunque che  coinvolgerà tutte le minoranze della società a 360 gradi.  La manifestazione, inizierà,alle ore 16.00 e partirà da Piazza Dante per terminare in Via Partenope, all’altezza dell’Università Federico II di Napoli.

 E Proprio dall’isola ,in queste ore, è partito l’appello di Fabio Pilato, affinchè la cittadinanza isolana, ed primis anche i sindaci dell’isola di Ischia partecipino all’evento. «Mi chiamo Fabio Pilato, ho 17 anni- ha scritto il giovanissimo presidente del collettivo isolano in una sorta di missiva social indirizzata alle  sei amministrazioni dell’isola – vivo su quest’isola chiamata Ischia. Posso dire di avere una vita tutto sommato normale. Le mie giornate oscillano fra amici, scuola, qualche impegno di piacere e casa. Eppure come tanti adolescenti conosco bene il significato della parola discriminazione. Ho 17 anni, ma solo da 3 mi chiamo Fabio. Sono, infatti, un ragazzo trans e bisessuale  ed io e tanti ragazzi e ragazze ischitane abbiamo creato il primo collettivo LGBT dell’isola d’Ischia. Noi sappiamo bene che la nostra casa non è un posto di intolleranti e bulli. Coi miei occhi ho visto la dolcezza nei sorrisi dei miei compaesani alla vista di due ragazzi gay che si baciavano o si tenevano per mano. Molti non mi credono, sono convinti che sull’isola verde esistano solo le feste dei Santi ed il mare, eppure lo scorso 17 maggio il Comune di Ischia ci ha dimostrato il suo appoggio, celebrando il 29° anniversario dall’eliminazione dell’omosessualità dalle malattie mentali illuminando come  un arcobaleno le Antiche Terme». «Oggi – ha proseguito ancora Fabio- voglio invitare tutti i sindaci dell’isola a partecipare assieme ai ragazzi del collettivo Ischia LGBTQ+ al Napoli Pride del 22 giugno. Ischia è molto più che un’isola turistica, è la casa di 64 mila persone fra cui molte persone omosessuali, bisessuali, transessuali.

La vicinanza delle istituzioni è di fondamentale importanza visto il clima politico in cui stiamo vivendo». «Confido molto- ha concluso il presidente del collettivo-  nell’esempio che possono dare i primi cittadini in questa lotta contro l’odio e la violenza. Sabato mi troverete al porto pronto a salpare verso la marcia fatta di amore a Napoli».  Difficile dire se i primi cittadini dell’isola accoglieranno l’appello di Fabio, ma nel frattempo chi continua a mostrare una certa sensibilità verso il delicato tema è il Comune di Ischia. Nelle scorse ore, infatti, l’amministrazione guidata dal sindaco Enzo Ferrandino, in occasione del pride month,il mese dedicato alle manifestazioni per rivendicare i diritti della comunità LGBT, ha esposto sulla balconata del municipio la bandiera dell’arcobaleno.«Attraverso questa semplice iniziativa- ha commentato il vicesindaco Luigi Di Vaia-  il Comune si impegna a promuovere la lotta alla discriminazione, all’emarginazione e all’omofobia». «Una società aperta- ha concluso Di Vaia-  è una società che pratica l’uguaglianza, l’inclusione e il rispetto, garantendo a tutti la libertà di scegliere chi essere».

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