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Niente ambulanze con pazienti sui traghetti, insorgono anche i grillini

Il Meetup Amici di Beppe Grillo dell’isola d’Ischia ha indirizzato una nota al ministro della Sanità, al vicepremier Di Maio ed a senatori e deputati di riferimento: ecco le soluzioni invocate e richieste

Continua a tenere banco sull’isola la questione legata al divieto di imbarco per le ambulanze con pazienti a bordo, che allo stato dell’arte è negato a causa della norma che impedisce ad ogni passeggero di poter sostare in garage all’interno dei mezzi di trasporto durante la navigazione. Una legge valida per tutti e dunque pure per i malati, gli infortunati e gli infermi che da una lettiga proprio non possono muoversi. Sembra paradossale eppure è così e senza una deroga alle normative vigenti il rischio è che davvero non se ne esca. Le reiterate proteste di Rosa Iacono, però, se non altro sono servite ad accendere i riflettori sulla surreale problematica e nella giornata di ieri sono intervenuti sulla questione anche gli attivisti del meetup Amici di Beppe Grillo dell’isola d’Ischia che hanno trasmesso una nota (avente ad oggetto “richiesta di abolizione al blocco di imbarco per la autoambulanze nel tratto di mare Ischia/Napoli/Pozzuoli”) al ministro della Sanità Giulia Grillo, al vicepremier Luigi Di Maio, ai senatori Pierpaolo Sileri e Silvana Giannuzzi, ai deputati Andrea Caso e Teresa Manzo ed al consigliere regionale Valeria Ciarambino.

Il documento – firmato da Caterina Iacono, Maria Maltempo, Stefano Stendardo e Antonello Impagliazzo – si apre con il racconto di quanto sta accadendo sulla nostra isola: “ La battaglia di Rosa Iacono presidente di Associazione per i disabili dell’isola di Ischia passa tra l’assoluta indifferenza del Sindaco Giovan Battista Castagna di Casamicciola Terme e di tutti  sindaci dell’ isola di Ischia, del governatore della Campania, del direttore dell’ASL e del sindaco metropolitano. Siamo i soli a combattere come Meetup Amici di Beppe Grillo di Ischia, unitamente  a Rosa Iacono ad altre  associazioni come il Cudas affinché i cittadini delle isole minori, campane e non solo, non subiscano l’assoluto stop all’imbarco delle autoambulanze sui traghetti di linea che collegano, appunto, le isole con la terraferma. La normativa di settore, infatti, impedisce la presenza di passeggeri nel ponte garage dei traghetti, che devono restare chiusi e impone alle compagnie marittime di verificare, anche durante la navigazione, che nessun passeggero violi questa disposizione.

Così, prima Medmar, poi Caremar, poi Gestour si sono dovute adeguare al rispetto della normativa (qualcuna anche dopo alcuni verbali elevati dalle Capitanerie di Porto) e hanno bloccato l’imbarco dei mezzi sanitari. Un blocco che penalizza le prestazioni sanitarie che riceviamo noi isolani. In media, con un dato molto approssimativo, sono oltre 200 i trasferimenti in ambulanza che vengono eseguiti, ad esempio, dall’Ospedale Rizzoli di Ischia”.

La nota prosegue con i firmatari che ricordano come “ad oggi risultano bloccati sia indagini specialistiche come risonanza magnetiche o altre indagini che non si eseguono sul territorio isolano, sia i possibili ricoveri in strutture specializzate in terraferma” e poi aggiungono: “Il problema è più grave di quello che possiamo comprendere. All’uopo  informiamo e denunciamo  che a far data dal 22 maggio 2019, prima la società di navigazione Medmar poi la società di navigazione Caremar e infine la società di navigazione Gestur impediscono l’imbarco di ambulanze sulle navi con persona infortunata e personale sanitario in virtù, a loro dire, della legge decreto n. 28 del 02.02.2001. Oggi chiunque ha necessità di utilizzare l’ambulanza per recarsi in terraferma e viceversa (compreso i trasferimenti ospedalieri) non può raggiungere la destinazione in quanto non può in alcun modo usufruire delle navi perchè in virtù del decreto citato i passeggeri non possono restare in garage durante la navigazione (applicazione della legge a distanza di diciotto anni dalla promulgazione!). A tal punto, a noi isolani, non resta che morire e tutto questo sotto gli occhi e l’indifferenza delle autorità locali che nulla hanno fatto per risolvere la problematica accennata. Mi appello a voi affinchè provvediate ad una deroga del divieto, alla modifica del decreto e ad impartire nuove disposizioni per la tutela della salute di noi isolani che alla fine siamo cittadini italiani e facciamo parte dell’Italia”.

Da qui le conclusioni della Iacono, della Maltempo e di Stendardo e Impagliazzo: “Restiamo ed auspichiamo in un immediato intervento delle SS.VV. tenendo conto che al momento vi sono isolani che non possono fare radioterapia, controlli quali risonanza magnetica ecc: ricoveri ospedalieri presso centri specializzati che sulle isole non vi sono. Giova specificare che il tratto di navigazione è minimo ovvero solo dodici miglia ed il tempo di percorrenza assomma a circa 55 minuti. Alternativa alla modifica del decreto è quella di imporre alle società di navigazione di utilizzare navi di nuova costruzione con ascsensori, salette per i malati ed infortunati (e quindi applicare alla lettera il decreto 28/2001, dando la giusta collocazione all’infermo allettato ed infortunato) vietando l’impiego di navi obsolete e vetuste. Ringraziando per la attenzione  restiamo in attesa di riscontro”.

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