CRONACAPRIMO PIANO

“Pacco” della pergotenda, una truffa lunga 20 anni

Arriva il terzo racconto al nostro giornale, a parlare un ischitano che venne truffato dal titolare della stessa azienda diversi lustri fa: gli furono promesse delle tende di marca e gli furono installate – in modo grossolano e poco ortodosse – strutture di dubbia qualità. Ecco come il commerciante capì di essere stato raggirato

Vi abbiamo raccontato un caso, poi è giunta la testimonianza di un nostro lettore che ha confermato come quello del titolare di un’azienda ubicata sull’isola d’Ischia fosse un modus agendi scorretto e anche seriale. Ma siccome l’antico adagio recita che non c’è due senza tre, ecco che adesso arriva un’altra storia ad arricchire l’ampio capitolo che Il Golfo ha aperto relativamente a quello che abbiamo ribattezzato “pacco della pergotenda”. Perché vuoi per vetri inseriti in un pacchetto e poi non installati, vuoi per pratiche afferenti a super bonus o attività di altra natura, l’impressione è che l’”azienda pergotenda” (che chiameremo così con un nome di fantasia, è bene sottolinearlo) la truffa ce l’abbia proprio nelle vene, nel dna. Perché il terzo episodio che raccontiamo – diverso nella forma ma non nella sostanza, ossia con il cliente che alla fine si trova ad essere raggirato – si perde addirittura nella notte dei tempi, risalendo a circa 20 anni fa. E allora è lecito chiedersi come abbia fatto un’attività commerciale improntato ad un modo di lavorare inefficace e truffaldino (spregiudicato sarebbe oggettivamente un complimento) a continuare ad operare su un territorio circoscritto come quello isolano, dove il “passaparola” da sempre rappresenta una efficace forma di pubblicità sia in termini di recensioni positive che negative. 

A raccontarci una storia che sembra tanto la scena di un film già visto è un noto commerciante di Ischia, che preferisce rimanere nell’anonimato e che chiameremo Gianni. Bene, sentite cosa ci racconta: «Chiamo questo signore che viene qui per un sopralluogo, prende delle misure e poi ritorna. Sul mio pc mi mostra le tende che verrà a montare e il preventivo che ammontava a complessivi 12.000 euro. Ricordo che le tende che mi furono mostrate erano Arquati, che poi capii non avrebbe mai potuto fornirmi perché a seguito di successive verifiche venni a scoprire che quella marca a Ischia era trattata da un’altra azienda per giunta come esclusivista. Versai un acconto e degli assegni poi dopo un paio di settimane mi vengono montate le tende». E non ci vuole molto a capire che qualcosa non fila per il verso giusto, come racconta lo stesso Gianni: «Qualcosa da subito non andava, il materiale non era di primissima qualità e il modo di lavorare degli operai rasentava la sciatteria. Le tende venivano trascinate per terra come fossero spazzatura, danneggiandole non poco. Ma il peggio arriva a tende avvenute: il cristal non era affatto di qualità ma opacissimo, era impossibile alzare ed abbassare le tende con tutti i disagi che ne derivavano per la nostra clientela. Espressi più volte le mie rimostranze a questo soggetto, che però ogni volta non trovava mai il tempo di venire a riparare il danno prodotto in sede di montaggio. Ma la verità era un’altra, il prodotto era scarsissimo e montato pure peggio…».

«Espressi più volte le mie rimostranze a questo soggetto, che però ogni volta non trovava mai il tempo di venire a riparare il danno prodotto in sede di montaggio. Ma la verità era un’altra, il prodotto era scarsissimo e montato pure peggio…»

A quel punto Gianni decide di vederci chiaro e veste i panni del detective. Va sul suo pc, scava nella cronologia cercando sul browser e riuscendo a risalire all’azienda che avrebbe dovuto fornire delle tende Arquati. Sentendosi ovviamente rispondere che il soggetto in questione non era un loro rivenditore. Poi chiama il suo installatore che prova a giustificarsi: «No, sai, quelli non mi conoscono, io le ho acquistate su sub commissione di un tizio. Sembrava il classico modo per arrampicarsi sugli specchi, ma decido di andare fino in fondo e chiamo anche questo tizio, che naturalmente parimenti mi dice di non conoscere proprio il mio rivenditore, anzi lo contatta anche facendogli un sonoro rimbrotto». Poi la sua triste ammissione: «Tutto quello che vi ho raccontato mi è accaduto circa 20 anni fa ed è un’esperienza che ricordo come fosse ieri. Ecco perché a leggere oggi che questo signore continua a truffare gente come se niente a distanza di così tanto tempo mi lascia davvero allibito». Poi ovviamente l’ultimo dettaglio, che pure ha la sua importanza: «Anni fa dovetti rivolgermi ad un’altra azienda, stavolta serissima, che mi installò nuove tende, stavolta Arquati originali: sono ancora al loro posto, e perfettamente funzionanti». Insomma, il “pacco” della pergotenda a Ischia è davvero infinito e soprattutto senza tempo. Se ci sono altre storie da raccontare, beh, avanti il prossimo. 

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