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PROMOZIONE Scotti: «Ischia? Si sperava almeno nei play off»

L’ex dirigente storico gialloblù fa il punto della situazione in merito in merito alla mancata conquista degli isolani e spiega: «A mio parere, è mancato, come più volte detto, il territorio»

Ischia. Si torna a parlare di Ischia, della prima della classe o meglio dell’isola che, come è ovvio che sia, fa più che parlare di se. Un’annata importante questa per i gialloblù che ha segnato e che segnerà l’inizio di una nuova era sotto la guida di patron D’Abundo. Un anno per qualcuno zero da dove sarebbe dovuto ripartire tutto e in un certo senso così è stato.

L’Ischia, dopo un campionato, fatto di alti e bassi dove si credeva che, gli obiettivi finali potevano essere mutati facilmente, da dicembre in poi, considerando appunto i nuovi innesti, torna per così dire coi piedi in terra, o meglio tira in barca i remi e rinvia si spera il tutto alla prossima stagione.

Di questo e altro ne abbiamo parlato con l’ex dirigente storico della squadra gialloblù, Enrico Scotti: «In effetti – dichiara – quello che è accaduto, è sotto gli occhi di tutti e indubbiamente è stata una grande delusione per l’intera piazza. Ci si aspettava e si credeva in qualcosa in più considerando anche i nuovi innesti arrivati a dicembre. E’ stato davvero un peccato che non si sia riusciti a raggiungere i play off e credo che in tutto ciò, il presidente Emanuele D’Abundo sia la persona meno responsabile di tutte. La mancata convocazione per gli spareggi credo che possa essere attribuita a tutti, tranne che a lui, vista la disponibilità economica dimostrata e la presenza costante della società in tutto quanto riguarda il buon funzionamento e organizzazione di ciò che ruota intorno alla squadra».

Cosa, allora secondo lei, è mancato per provare a sognare attraverso i play off? In cosa si è sbagliato?

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«Non sto e non voglio dare colpe alla squadra, non conosco dall’interno le situazioni perché oltre a essermi tirato fuori dalla nuova società e aver preso le distanze quest’anno, per motivi prettamente personali e di salute oltre il fatto che ritengo che sia giusto che si incominci a camminare da soli e ad avere un certo cambio di generazioni, c’è anche da dire che ho seguito le partite dell’Ischia attraverso la stampa e alla tv. Mi sono in un certo senso vietato di andare al campo perché credo che nel momento in cui si conceda la possibilità di vedere gratuitamente la partita si toglie allo spettatore la sua funzione principale ovvero quella di poter dire la propria opinione, esprimere un giudizio e/o un commento che possa essere negativo o positivo, quindi ho preferito astenermi e guardare alla tv quella che è smepre stata  e sarà la mia squadra. A parte questa piccola parentesi quasi necessaria per spiegare appunto che on poso dare un giudizio completo sulla questione perché non ho avuto modo di seguire da vicino le vicende, posso soltanto dire che per quanto mi concerna e per quel che ho visto, ciò che  a mio parere è venuto a mancare o meglio, mi correggo ciò che è venuto fuori sono delle diverse incongruenze mancanze, che anche una squadra di Promozione ha bisogno.  Sono venute meno secondo me alcune certezze e ciò ha portato inevitabilmente all’assenz adi una direzione unica alla quale tutti bisognava tendere»

Quando parla di certezze, a cosa si riferisce?

«Solitamente, soprattutto in queste categorie si fa riferimento alle incertezze dal punto di vista economico. Nel caso dell’Ischia, come detto pocanzi non sussistono, anzi tanto di cappello al presidente D’Abundo e all’intera società che non hanno mai fatto mancare nulla ai ragazzi, ma secondo il mio modesto parere ciò che è venuto meno è il territorio. La squadra stava là, si allenava, c’era tutto, ma forse è mancata una presenza fondamentale il territorio, gli isolani, gli ischitani che dessero la giusta spinta ai giocatori. In tutta sincerità, dopo quanto visto e dopo i sacrifici immagino fatti dalla stessa società anche se si è sempre parlato di salvezza tranquilla, è triste non essere lì fra quelle tre squadre a giocarsi gli spareggi.

È triste dover ammettere che neanche i play off si sono fatti. Stando a quanto si vocifera non si chiederà per l’anno prossimo neppure il ripescaggio per l’Eccellenza essendoci tra l’altro tutte le possibilità per poterlo fare e parlo sia quelle economiche che quelle a livello di numeri».

Abbiamo assistito forse quest’anno ad una delle situazioni più uniche che rare che potesse mai accadere sull’isola e in generale in categorie come questa: cosa pensa della proclamazione del nuovo mister Billone ancor prima che la stagione fosse finita?

«Assolutamente concordo in pieno una situazione più unica che rara quella di aver designato il nuovo allenatore così tanto tempo prima. Non vorrei che sia stato solo una trovata o che comunque Monti sia stato un paravento per nascondere quello che invece accadeva in squadra, nello spogliatoio tra il mister e i ragazzi e quel malcontento che più volte si è lasciato trapelare. Io ritengo che non sia stata una buona idea, seppur ci fossero degli accordi, bisognava aspettare. Non ho nulla ne contro Bilardi che Billone, che sia chiaro. Anzi meno mai contro Monti che conosco da quando era giocatore anzi sono stato io ad andarmelo a  riprendere quando fu dato in prestito all’Avellino. Con lui posso dire che abbiamo vinto tante battaglie una delle più importanti e più significativa è sicuramente quella di Bacoli quando riuscimmo a salvarci, eravamo in serie D. Giuseppe Monti lo conosco bene, come uomo e come giocatore e allenatore. Indubbiamente è uno dalle grandi capacità e soprattutto guidato da un forte sentimento per ciò che rappresenta la sua terra, la sua gente, la sua maglia. Quando si è allenatori si è purtroppo degli uomini soli e bisogna essere supportati. Quest0anno forse ciò è mancato. Io mi auguro che sulla scorta di ciò che è avvenuto quest’anno, si migliori sotto ogni punto di vista in modo da poter davvero riportare l’Ischia su quei palcoscenici che le spettano. Detto ciò io non ho dubbi che questa società ci riesca, anzi ne sono più che sicuro, il problema è che non ci è dato sapere quando».

Nel frattempo il Procida, i cugini dirimpettai, tornano a giocarsi il tutto per tutto attraverso i play off…

«Anche qui  non conosco i motivi, ma la cosa più grave secondo me è stata quella di aver esonerato il vecchio allenatore. Non conosco il nuovo e non ho nulla contro lui, ma non è pensabile a mio parere che una persona come Iovine che ha fatto un lavoro eccezionale per due anni alla guida della squadra, poi venga esonerato dall’oggi al domani. I play off sono una  lotteria, sono complicati. Io spero che tutto si concluda al meglio per loro e che riescano nel proprio intento.  Mi auguro che riescano ad andare avanti il più possibile, visto che l’anno scorso sono rimasti a terra».

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