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Pulizia dei Canaloni, adesso l’EVI accusa

L’ente che si occupa del servizio idrico e delle fogne lamenta un’attività poco ortodossa per disostruire gli alvei che avrebbe creato non pochi problemi agli impianti. Ecco il report con le contestazioni

La terra “smossa” dagli alvei di Casamicciola Terme senza ora viene trascinata giù a valle senza freni o ostacoli ad ogni timida pioggia. L’EVI costretta a segnalare “gravi inconvenienti e criticità agli impianti”. C’è già stato un primo incontro con il Commissario Giovanni Legnini alla presenza del sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale presso la sede commissariale del Palazzo Reale di Ischia. La terra della montagna oggi dilava in fondo alle valute e verso il mare senza più un freno, ostruendo via via lungo il suo corso le condotte, i sottoservizi e gli impianti gestiti dalla stessa EVI. Opere di urbanizzazione evidentemente progettate per convogliare altro. L’effetto “river” si palesa alle prime piogge che imperversano sul territorio. I pronti critici all’imboccatura del porto di LaccoAmeno e di quella di Casamicciola dove confluisce in gran parte la complessa rete di canali che scolpisce i due territori limitrofi. Stiamo parlando delle opere in corso e riguardanti il piano degli interventi urgenti post Frana disposto dal Commissario delegato Legnini. Le criticità principali riscontrate a valle degli alvei Pio Monte della Misericordia e La Rita. Per le opere sono già stati spesi oltre 3 milioni di euro. Stando alle segnalazioni dell’ente che si occupa del servizio idrico e delle fogne lamenta un’attività poco ortodossa per disostruire gli alvei che avrebbe creato non pochi problemi agli impianti.

La situazione di interferenza tra gli interventi di movimentazione terre prodromiche alla disostruzione dei “canaloni” nei comuni di Casamicciola Terme e Lacco Ameno rischia di creare un corto circuito istituzionale con il rimedio che potrebbe rivelarsi, con l’avanzare della stagione delle piogge, peggiore dei mali. Oggi, li dove c’erano radici e piante, salti naturali, briglie ed opere idrauliche, oltre a tonnellate e tonnellate di detriti da frana e detriti per cosi dire “paliolitici”, ci sono piste carrabili in terra realizzate per far accedere mezzi pesanti, pale meccaniche e camion. Terra incoerente che l’acqua piovana trascina sistematicamente a valle ostruendo gli impianti EVI.  La situazione appare alquanto complessa. 

L’ing. Francesco Trani ha relazionato l’On. Legnini sugli inconvenienti che si stanno ripetendo a valle degli alvei del Pio Monte della Misericordia e Alveo La Rita.In particolare dopo le averse condizioni meteo del 20 e 21 ottobre scorso. Ovveronel caso Pio Monte “si è nuovamente insabbiato il tratto terminale”. Per La Rita il problema sarebbe addirittura “ancora maggiore”. In quanto il terreno trasportato a valle “ha ostruito completamente il derivatore di captazione dei reflui in tempo asciutto. L’intervento di pulizia e disostruzione della tubazione e dell’alveo si è ripetutoperché l’acqua della sorgente naturale laRita, in uno a quelle scaricate dagli alberghi, sta trasportando con continuità terreno a valle determinando gli inconvenienti evidenziati”. Il commissario Giovanni Legnini ha dato specifiche disposizioni affinché i tecnici della struttura potessero interfacciassi con i tecnici EVI e l’Ing.Trani per condividere ogni possibile soluzione per arginare ad horas l’inconveniente che sta“causando danni rilevanti sia per gli ingenti costi di pulizia del sistema a valle, nonché periodica tracimazione dei reflui in battigia dove si pratica ancora la balneazione”. L’Ing.Franco Trani in particolare ha richiesto un sopralluogo congiunto sui luoghi per gli accertamenti necessari a stabilire il da farsi dove essere stato costretto a far intervenire la ditta con l’autobotte e l’idrodinamica oltre agli operai EVI reperibilinei festiviperché c’era la tracimazione sulla battigia verso il mare. Gli interventi dell’ente idrico si sono reiterati nel tempo oltre a portarsi dalla mattina fino alla sera. “Una situazione insostenibile– ha avuto a spiegare Trani agli esperti del commissariato- se non si fanno ad horas le briglie a monte del tratto a cielo aperto dell’alveo”.

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