LE OPINIONI

Qualità fisiche da allenare nei giovanissimi

Più saranno i movimenti che il giovane atleta sarà in grado di ben padroneggiare, migliore sarà l'apprendimento e l'adattamento a nuove situazioni motorie

Riferendoci all’allenamento dei giovanissimi, tecnici e preparatori devono tenere sempre presente, che è dai 6 agli 11 anni che si può intervenire sui processi coordinativi dei bambini.

Più saranno i movimenti che il giovane atleta sarà in grado di ben padroneggiare, migliore sarà l’apprendimento e l’adattamento a nuove situazioni motorie che man mano gli si presenteranno nel corso della pratica sportiva. Non è un caso che la fascia di età compresa tra i sei e i tredici anni è quella più indicata per migliorare la rapidità. I bambini tra i sei e gli otto anni possono addirittura eguagliare la frequenza di falcata raggiunta dai centometristi di fama mondiale. Per questo, occorre allenare la velocità fin da piccoli. La struttura delle fibre muscolari, la trasmissione degli impulsi nervosi e la biomeccanica non possono essere modificate con gli allenamenti. Attitudine: un atleta può migliorare la rapidità del gesto tecnico solo grazie ad un lavoro duro e costante.…coordinazione/tecnica: per compiere con rapidità un gesto motorio, le fibre muscolari di ogni singolo muscolo devono essere coordinate fra di loro (coordinazione intermuscolare). Coordinati devono pure essere i singoli gruppi muscolari (coordinazione intramuscolare). Un perfetto svolgimento del gesto tecnico contribuisce inoltre ad aumentarne la sua velocità di esecuzione.

La destrezza sottostà ad ogni gesto sportivo

Solo un allenamento mirato permette di migliorare la velocità. Ciò significa conoscere il rapporto tra i tempi di carico e di recupero. Come diceva il Prof. Carlo Vittori, la destrezza è il risultato di tre componenti neuromuscolari. A) Sensibilità, profonda facoltà di conoscere le posizioni dei segmenti corporei rispetto ai piani dello spazio. B) Tempismo esecutivo, capacità di stimolare al momento opportuno il muscolo nella giusta intensità e nell’esatta successione temporale. C) Intelligenza motoria, realizzazione nel più breve tempo possibile del movimento nella giusta cinematica e dinamica. Si può proprio dire che non vi può essere destrezza senza agilità, sensibilità neuromuscolare e prontezza di riflessi. Il prof. Vittori, come altri scienziati, aveva intuito che i movimenti automatizzati non riescono a sviluppare ulteriormente questa capacità, si deve quindi ricorrere ad esercitazioni che creino artificialmente delle situazioni sempre nuove e diverse alle quali l’atleta dovrà rispondere con adattamenti e risoluzioni.

Esercitazioni simili al circo e mulfunzionale

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In pratica la destrezza è: 1) capacità di coordinare movimenti precisi; 2) capacità di apprendere rapidamente nuovi movimenti; 3) capacità di adattare velocemente le esperienze motorie precedenti a nuove situazioni. E’ una qualità essenziale a condizionare la possibilità di un corretto utilizzo delle altre e quindi di un perfetto rendimento tecnico nelle situazioni motorie che si presentano. Padroneggiare la destrezza consente economicità nel gesto atletico sia nelle traiettorie descritte dalle leve corporee, sia nella migliore forma di estrinsecare forza, velocità e resistenza. Non ci stancheremo mai di ricordare che l’età migliore per intervenire sui processi coordinativi va dai 6 agli 11 anni, dopo si tende ad una stabilizzazione o regresso nei soggetti non allenati. Un ruolo importante è dato dall’assunzione delle informazioni attraverso gli analizzatori, ovvero: A) analizzatore tattile, ci informa sulle pressioni cutanee nelle diverse parti del corpo. B) analizzatore visivo, raccoglie le immagini dello spazio intorno al corpo; C) analizzatore vestibolare, ci informa sulle accelerazioni del corpo e sulle posizioni di esso rispetto ai piani dello spazio: orecchio con i canali semicircolari (per la accelerazione angolare) e l’utricolo e il sacculo (per la accelerazione lineare). D) Analizzatore acustico, permette la percezione dei rumori. E) Analizzatore cinestetico, permette la percezione delle tensioni muscolari e della loro modulazione (fusi neuromuscolari, corpuscoli del Golgi, corpuscoli di Ruffini etc.). L’informazione da parte degli analizzatori consente l’elaborazione di un’organizzazione e controllo del movimento come: “ Capacità di combinazione e accoppiamento dei movimenti, permette di collegare tra loro le abilità motorie automatizzate”.

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La scelta delle esercitazioni

Si sviluppano con esercizi di coordinazione segmentaria tra arti superiori e inferiori eseguiti in forma simultanea, successiva, alternata, con movimenti simmetrici, incrociati, su piani diversi, asincroni. Capacità di orientamento spazio-temporale, consente di modificare la posizione e il movimento del corpo nello spazio e nel tempo, in riferimento a un campo d’azione definito. Il movimento è più inerente all’intero corpo che ai segmenti e si estrinseca nei giochi sportivi e negli sport di combattimento.

Per migliorare queste capacità le aree di gioco usuali sono ristrette o ampliate, è variato il numero e il ruolo dei componenti la squadra, si adoperano attrezzi di diverse dimensioni, si impiegano posizioni e movimenti inconsueti ecc. * Capacità di differenziazione, permette di realizzare in modo finemente differenziato i parametri dinamici, temporali e spaziali del movimento sulla base di percezione dettagliata del tempo, dello spazio e delle forze. Questa capacità si sviluppa mediante esercizi con aumento graduale del livello di precisione esecutiva come ad es. salti ad altezze e distanze diverse e prefissate, tiri al bersaglio da varie distanze e posizioni etc. * Capacità di equilibrio, consente di mantenere il corpo in equilibrio o di recuperare la posizione idonea dopo ampi spostamenti e sollecitazioni. L’equilibrio statico si distingue per i movimenti lenti regolati essenzialmente dall’analizzatore cinestetico e tattile, l’equilibrio dinamico si inserisce in rapidi ed ampi spostamenti con accelerazioni angolari sottoposti alla prevalente regolazione delle informazioni vestibolari.

Esercitazioni per migliorare l’equilibrio

Metodi elettivi di sviluppo delle capacità di equilibrio sono gli esercizi di preacrobatica, tuffi, salti sul trampolino elastico, avanzare girando come nel lancio del disco, lanci col paracadute, ecc. Capacità di reazione, permette di reagire a stimoli eseguendo, in risposta a un segnale, azioni motorie adeguate. Se le risposte sono date a un segnale già noto e in forma di movimento già definito, in anticipo sono dette semplici, si dicono complesse se le risposte dell’organismo non hanno azione motoria predeterminata e il segnale non è noto. La capacità di reazione è poco allenabile e si sviluppa creando situazioni di risposta a stimoli visivi, tattili, cinestetici, etc. Capacità di trasformazione del movimento, è la possibilità di adattare o trasformare il programma motorio della propria azione a movimenti improvvisi e del tutto inattesi della situazione, tali da richiedere un’interruzione del movimento programmato e la prosecuzione con altri schemi e programmi motori. Tale capacità si evidenzia soprattutto nei giochi sportivi e negli sport di combattimento. Si sviluppa creando situazioni di gioco con improvvisi cambiamenti di azioni, con la realizzazione di percorsi poco noti etc. Capacità di ritmizzazione, rende organizzabili gli impegni muscolari di contrazione e di decontrazione secondo un ordine cronologico e un particolare andamento ritmico. Tipico è l’adattamento ad un ritmo stabilito o di mutarlo improvvisamente. Questa capacità si sviluppa con variazione di ritmo e frequenza dei movimenti.

Riassumendo possiamo dire che i metodi di miglioramento della destrezza essenzialmente sono:

* esecuzione degli esercizi in condizioni inconsuete;

* esecuzione speculare da entrambi i lati;

* mutamento della velocità e del ritmo esecutivo;

* aggiunta di movimenti complessi all’esercizio base;

* mutamento dei carichi usuali;

* giochi di squadra in genere, specialmente su campi ridotti;

* circuiti specifici per la destrezza.

  • Tecnico FIDAL – Preparatore Atletico

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