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CULTURA & SOCIETA'

Quando 118 anni fa il Vescovo di Ischia Mario Palladino donò la lapide Marmorea alla casa natale del Santo e il monumento al Redentore sul Porto d’Ischia

LE STORICHE PAROLE DEL VESCOVO SCRITTORE E POETA SUA ECC. MONS. MARIO PALLADINO DEL 1903:“ Ed è bene che questo ricordo marmoreo per la casa natia del Santo sorga contemporaneamente alla statua del Redentore nel porto. Le belle armonie della fede hanno così una nota simpaticissima ed i due monumenti, mentre sono omaggio di figli devoti, saranno scuola permanente alle nuove generazioni isolane. Così la ridente cittadina di Ischia è messa in una cornice che ne fa anche più e meglio risplendere le bellezze ed è per essa scudo di sicura difesa e segnacolo di sicure glorie: Gesù Redentore, dal porto, innalza maestosa la Croce a diffondere lo spirito del Vangelo, che è risurrezione e vita per tutte le appartenenze sociali; e Giovan Giuseppe, dall’altro lato, umile ed alto nella sua gloria, ripete alle nuove generazioni il grido dei secoli

Translazione e accoglienza con tocco e fuga. Da ieri sabato20 febbraio in un affascinate e surreale Borgo di Celsa del Centro Storico di Ischia Ponte, svuotato della sua vita quotidiana all’aperto, allegra e vociante per l’ingombro della Pandemia che condiziona tutte le attività; nonostante ciò, nella vecchia Ischia all’ombra del Castello, è tornata quell’atmosfera gioiosa e di devozione che solo la “presenza” dell’illustre Santo concittadino San Giovan Giuseppe della Croce sa generare e diffondere .

Infatti, sia pur con un apposito mezzo di trasporto, per evitare l’assembramento della rituale processione, ha avuto luogo l’attesa translazione dell’urna dorata con le spoglie mortali di San Giovan Giusepp della Croce dalla Chiesa Conventuale di Sant’Antonio alla Mandra alla Chiesa Santuario dello Spirito S, dove da mercoledì prossimo 24 febbraio prenderà avvio il solenne Novenario in onore del Santo Patrono. Quindi aria di festa contenuta nel paese, senza processione, senza luminarie come per gli anni passati, senza banda musicale, ma con molte cerimonie religiose solenni in Chiesa programmate dal parroco Don Carlo Candido, con la gradita partecipazione il 5 marzo giorno del San, di Sua Eccellenza Mons. Pietro Lagnese nuovo Vescovo di Caserta e temporaneo Amministratore Apostolico in “ sede vacante” della nostra Diocesi. Non mancherà l’atteso motivo tradizionale della Diana pirotecnica di mezzogiorno.

Ha attinenza con la ricorrenza di San Giovan Giuseppe Della Croce di quest’anno 2021, il 118° anniversario di due storici avvenimento della chiesa di Ischia, quello della erezione della grande bronzea statua del Redentore sulla banchina del Porto d’Ischia davanti alla Reale Chiesa di Portosalvo e l’apposizione di una lapide marmorea sulla facciata della casa natale di San Giovan Giuseppe in via Luigi Mazzella ad Ischia Ponte a due passi dal Castello aragonese. Tutto accadde nel novembre dell’anno del Signore 1903 per volere del Vescovo dell’epoca Sua Ecc. Mons. Mario Palladino scrittore e poeta finissimo.Al riguardo la storia ci consegna a 118 anni di distanza da quell’evento popolare-religioso, il ricordo indelebile di un evento di grande incidenza sociale e spirituale che va affiancato ad un altro momento solenne di fede e devozione verso il proprio Santo Concittadino Giovan Giuseppe della Croce, accaduto nello stesso anno 1903, esattamente il giorno dopo la festa per il Redentore. Infatti il 9 novembre di quell’anno il Vescovo Mons. Mario Palladino fece apporre sulla facciata esterna della casa natia di San Giovan Giuseppe in Ischia Ponte, una lapide di marmo bianco così citata in una speciale pubblicazione da lui diretta, data alle stampe e fatta uscire in concomitanza con i due eventi.

ANTICA MASCHERA DI CERA REALIZZATA APPENA DOPO LA MORTE DI SAN GIOVAN GIUSEPPE

Questo lo scritto:“ Ed è bene che questo ricordo marmoreo per la casa natia del Santo sorga contemporaneamente alla statua del Redentore nel porto. Le belle armonie della fede hanno così una nota simpaticissima ed i due monumenti, mentre sono omaggio di figli devoti, saranno scuola permanente alle nuove generazioni isolane. Così la ridente cittadina di Ischia è messa in una cornice che ne fa anche più e meglio risplendere le bellezze ed è per essa scudo di sicura difesa e segnacolo di sicure glorie: Gesù Redentore, dal porto, innalza maestosa la Croce a diffondere lo spirito del Vangelo, che è risurrezione e vita per tutte le appartenenze sociali; e Giovan Giuseppe, dall’altro lato, umile ed alto nella sua gloria, ripete alle nuove generazioni il grido dei secoli: – Andate a Lui !”. La lapide marmorea a memoria della nascita del piccolo Carlo Gaetano Calosirto poi San Giovan Giuseppe della Croce fu ufficialmente inaugurata e scoperta la mattina del lontano 5 marzo 1903 direttamente dal Vescovo Mario Palladino alla presenza di tutta la cittadinanza del Centro Storico di Ischia Ponte, delle autorità municipali, dei sacerdoti della Chiesa dello Spirito Santo e dei Canonici della Cattedrale vicina.

ANTICA MASCHERA DI CERA REALIZZATA APPENA DOPO LA MORTE DI SAN GIOVAN GIUSEPPE

Fu quello un giorno di festa particolare per l’importanza dell’evento a futura memoria e in omaggio al “Più Bel Fiore d’Aenaria” come titola un appassionato libro della sua collana che Mons. Onofrio Buonocore autore dedicò poi al Santo Concittadino. L’evento del monumento al Re Redentore a Porto d’Ischia va oggi ricordato nella sua itierezza perchè è strettamente collegato alla lapide marmorea che soltanto il giorno dopo fu collecota sulla facciata della casa natale di San Giovan Giuseppe a Ischia Ponte. Cosa accadde oltre di parecchio un secolo fa sulla banchina centrale del Porto d’Ischia ? Centodicioto anni fa, esattamente l’8 novembre del 1903, , gli ischitani del tempo, esultanti plaudirono in quella location all’inaugurazione del monumento dedicato a Gesù Redentore, il Re dei mari. Fu un avvenimento di grandissimo rilievo per la storia e per la religiosità dell’intera comunità isolana.

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IL PARROCO DEL BORGO DON CARLO CANDIDO

L’evento, ignorato dalle autorità nelle varie celebrazioni degli anniversari del porto borbonico, oggi merita una doverosa rievocazione pubblica, in memoria di una importante iniziativa, quella voluta e promossa dal Vescovo Mario Palladino del 1903, che ebbe eco anche fuori dell’isola, come dimostrano i numerosi attestati di partecipazione pervenuti al Vescovo di Ischia del tempo da parte del Papa Leone XIII e del suo successore Pio X (nello stesso anno 1903 morì il Papa Leone XIII e fu eletto il nuovo pontefice nell’augusta persona del Patriarca di Venezia, per l’appunto Pio X), di Cardinali, Vescovi, artisti intellettuali di tutta Italia. Questi attestati sono stati raccolti e riportati in una speciale pubblicazione a numero unico, uscita quasi in contempora nea pochi giorni dopo la festosa e solenne cerimonia dell’inaugurazione del monumento al Redentore e direttamente curata dal Vescovo poeta e scrittore isolano con il suo articolo di presentazione.

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LA VECCHIA LAPIDE SULA CASA NATALE DEL SANTO COLLOCATA 118 ANNI FA

Correva l’Anno Santo proclamato dalla Chiesa di Roma con tutta la solennità che lo straordinario evento richiedeva. In molti paesini e città italiane la storica assise cattolica veniva celebrata glorificando il simbolo maggiore della cristianità universale, ovvero la Croce o addirittura la statua del Cristo Redentore innalzandoli nei punti centrali delle proprie piazze e sulle vette dei propri monti a perenne testimonianza della propria consolidata fede. Ischia attraverso l’opera spirituale del suo pastore Mons. Palladino dedica a Gesù Redentore un maestoso monumento che per quel tempo rappresentò l’orgoglio cristiano delle genti isolane. La sua collocazione in ”riva” al caratteristico porto borbonico a soli 49 anni (1854) dalla sua storica apertura è carica di significati ed è presenza indicativa e rassicurante per tutte le genti del mare, tra naviganti, pescatori e marinai. La prima pietra del Monumento fu posta il primo marzo di quell’anno del Signore e con essa l’epigrafe conservata in un astuccio di ferro murato ad imperituro ricordo di quell’opera magna. L’epigrafe recitava così: “Il giorno 1° Marzo 1903 fu posta questa prima pietra del monumento a Gesù Redentore Re dei mari col festivo concorso del Vescovo del clero del popolo che nel Giubileo Pontificale di Leone XIII vollero insieme glorificare Cristo e il suo vicario”.

L’ALTARE CON BALDACCHINO IN MOGANO NELLA SACRA CASA NATALE DEL SANTO

Otto mesi dopo, ossia l’8 novembre, a lavori completati, ebbe luogo la solenne cerimonia della inaugurazione della statua del Redentore posta alla sommità della massiccia stele a guardia della immensità del mare e del Porto d’Ischia, rifugio ed approdo di ogni nave di linea e di passaggio lungo le amiche coste. La cerimonia, come dimostra la rara e storica foto dell’epoca che qui affianco pubblichiamo, registrò una imponente partecipazione di folla con vistosa presenza di numerose autorità civili, militari e naturalmente religiose, con in testa il Vescovo Mario Palladino e l’intero clero isolano in cui già si facevano strada due giovani ed esemplari sacerdoti locali, l’ischitano di Villa Bagni Onofrio Buonocore ed il foriano del Soccorso Luigi Lavitrano. Fu festa grande sul porto d’Ischia in quel lontano e radioso giorno di novembre di centodiciotto anni fa, dove nell’aria aleggiava una sorta di profumo marino, tipico dei nostri lidi, ma ancor più carico per l’intenso rapporto che il mare ha sempre avuto con la gente d’Ischia, la stessa accalcata sulla banchina del porto per salutare l’insediamento del Redentore Re del mare.

L’ANTICO CAMPANILE DELLO SPIRITO SANTO NEL BORGO DI CELSA

Le cronache dell’epoca parlano di uno spettacolo di folla delle grandi occasioni passato alla storia come secondo soltanto alla festa che si organizzò per l’apertura del Porto d’Ischia sebbene vi mancassero il Sindaco, la Giunta e l’intero Consiglio Comunale per protesta, perché ritenevano, a quel tempo, che la trasformazione del vecchio lago in porto non avrebbe apportato nessun beneficio allo sviluppo del paese. Ebbero torto, perchè i vantaggi di quell’opera pubblica proiettata come è stato verso il futuro, apparvero evidenti già da subito. Con un porto a prova di sicurezza come quello di Ischia appena nato, l’isola potè intensificare il suo traffico marittimo con la costa dirimpettaia e produrre rapporti commerciali di migliore profitto. Il tutto con la benedizione continua di Gesù Redentore onorato e glorificato con uno svettante monumento che a distanza di centodiciotto anni vigila imponente ancora sul porto e ci protegge dai sobbalzi a volte impietosi di una natura non sempre sorridente. La storia ci ha consegnato il ricordo di un evento di grande incidenza sociale e spirituale che va affiancato ad un altro momento di fede e devozione verso il proprio Santo concittadino Giovan Giuseppe della Croce,accaduto nello stesso anno del Signore 1903

Foto Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

antoniolubrano1941@gmail.com

nfo@ischiamondoblog.com

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