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CULTURA & SOCIETA'

Questa notte arriva la Befana: politici in allarme col terrore del carbone Attenzione a non demolire il rito fiabesco tanto amato dai nostri bambini

IL RICORDO DELLA “BEFANA POVERA” A ISCHIA DAGLI ANNI ‘20 AGLI ANNI ’50. Nelle calze i bambini trovavano poche cose: qualche mandarino, fichi secchi, delle caramelle, dello zucchero d’orzo fatto in casa, delle castagne, delle noci, dei lupini e della marmellata d’arance ed anche qualche fetta di pane con il sanguinaccio spalmato sopra , come accade a noi in un lontano 5 gennaio notte del 1947, subito dopo la seconda guerra mondiale. All’epoca, pur avendone la possibilità, c’era poco da comprare e la befana se la cavò con veramente poco per i nostri…gusti

Diciamolo subito, questa notte arriva la Befana e ad Ischia si ha una paura matta del… carbone. Gli “agitati” ed i possibili “colpiti” lo sanno, sono “adulti” e politici. Sono quelli che si battono per il Comune Unico, sono tutti quelli che lo scoro anno avevano avversato l’opera pubblica del nuovo parcheggio “Jolly” di Porto d’Ischia. Temono altresi il carbone coloro che hanno tentato, senza riuscirvi, di rendere la vita difficile al Comandante della Capitaneria del Porto di Ischia, perchè impediti a fare i propri comodi nel nostro mare es alòa largo delle niostra spiagge.

Temono il carbone tutte quelle persone avide ed insensibili che non hanno teso una mano a chi ne aveva bisogno. Temono il carbone i ”senza Dio” locali con Vuoso in testa che rifiutono il presepe in faglia , nelle scuole e sulla balconata del Comune d’Ischia. Teme il carbone l’avv. Mario Santaroni per la incomprensibile vicenda dell’incompiuto parcheggio della Siena a Ischia Ponte di cui è responsabile . Temono in fine il carbone che ha lasciato che lo storico Ponte aragonese cadesse a pezzi e tutti quegli amministratori comunali dell’isola che nell’arco dell’’anno che è andato via, non hanno fatto appieno il proprio dovere per il bene della comunità. Ma questa notte del 5 gennaio a cavallo col 6 gennaio, ossia domani giorno festivo dell’Epifania, la Befana, la vecchietta tanto amata dai bambini e dai genitori che devono impersonificarla, e che, la befana, nel buio della tarda sera e della notte, idealmente si calerà nel nero camino per penetrare nelle camerette dei piccini, per lasciare accanto al loro letto i doni che si saranno meritati e qualche pezzo di carbone (non manca mai) per chi ha fatto il cattivello o la cattivella.

E’ il rito secolare della Befana, che anche noi adulti aspettiamo per “farci la Befana” a modo nostro. Per questo i negozi di tutta l’isola chiuderanno questa sera oltre l’orario stabilito. Specie le boutique di alta moda e le gioiellerie dove signori e signore, fidanzati e fidanzate si concederanno una “Befana” ad elevato gonfiore dell’altrui portafoglio o carta di credito aperta a tutto spiano con i tanti complimenti della straordinaria ricorrenza. Naturalmente la “spesa” è consentita solo a chi potrà. Chi invece non potrà, dovrà accontentarsi di un paio di pantofole…all’ultima moda. E sarà lo stesso Befana. Tempo addietro la si faceva ai Vigili Urbani, ma è storia vecchia e dimenticata.

Ora, però vorremmo capire la provenienza della Befana e spiegarvelo nel modo più riassuntivo possibile. Ci proviamo. Non sappiamo in che paese o regione italiana è “nata” la Befana, ma si comincia a trovarne delle tracce nel XIII secolo. E già da allora, questa festa è divenuta una delle più importanti e attese per i bambini. Possiamo dire che la ricorrenza di recente, ossia qualche decina di anni fa, fino ad oggi, si è decisamente rilanciata da sola, sfidando momentanee soppressioni ed attacchi continui dallo stesso Babbo Natale che vuol fare da padrone. Ma i bambini, le mamme, i padri ed i nonni che amano la tradizione e l’affascinante favola della befana, non ci stanno e sostengono questa festa dalla tenuta intramontabile. L’isola d’Ischia è ben allineata e fedele su questo fronte.

Nella convinzione-fantasia popolare, la Befana è una piccola vecchia strega bisbetica che intimidisce i bambini ma allo stesso tempo è una donna di buon cuore che porta dei doni ai bambini buoni. Ci sono più versioni sulla leggenda della Befana: la prima è legata ai tre re Magi. Un giorno, i re Magi sono partiti carichi di doni (oro, incenso e mirra) per donarli al Bambino Gesù. Hanno attraversato molti paesi guidati da una stella cometa e in tutti i posti che passavano, gli abitanti accorrevano per conoscerli e unirsi a loro. Solamente una piccola vecchia si è rifiutata di seguirli. La mattina seguente, pentita, ha deciso di raggiungere i tre Magi ma che erano già lontani. Per questa ragione la vecchia non ha mai visto il Bambino Gesù e, allora, ogni anno, tra la notte del 5 e il 6 gennaio, ossia questa notte, volando su una scopa con un sacco sulle spalle, passa nelle case portando ai bambini buoni i doni che non ha potuto donare a Gesù.

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Un’altra leggenda dice che la Befana rappresenta l’anno vecchio che dopo le feste natalizie, nel periodo della nascita del nuovo anno, passa portando dei regali. Per confermare questa idea c’è un detto popolare che sull’isola ed altrove è molto usato, che dice:” l’Epifania tutte le feste porta via”. La Befana è una vecchietta che vola su una scopa; indossa uno scialle sulla testa e i suoi vestiti sono bucati e coperti di carbone, perché, per entrare nelle case, scende nei caminetti. Questa piccola vecchia, la notte del 5 gennaio, quando le persone dormono, porta i regali ai bambini: pupazzi, macchinine, libri e altri tipi di giocattoli e anche dolcetti. Se qualche bambino è stato disubbidiente, troverà del carbone, della cenere, delle cipolle o dell’aglio. Una settimana prima della festa, i bambini cercano di essere buoni, vanno a letto presto e preparano una calza di lana attaccata al camino. Sono molto emozionati, curiosi di vedere i loro regali, ansiosi per l’arrivo della Befana e qualche volta un po’ timorosi. Il giorno della festa i bambini sono molto felici, contenti dei regali ricevuti o un po’ delusi se non sono stati accontentati e per il carbone che non manca mai nella calza di lana.

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Molti bambini credono che la Befana sia la moglie di Babbo Natale e che abita al Polo Sud, mentre suo marito vive al Polo Nord. Sulla nostra fin dagli anni ’20 agli anni ’50 la befana era attesa tra fantasia e realta.. All’epoca si credeva molto alla Befana, più di oggi. I bambini le scrivevano una lettera dove esprimevano i loro desideri che per la maggior parte, non potevano essere esauditi perché, a quei tempi c’era molta povertà. Quando i doni della Befana arrivavano, tutti i bambini erano molto contenti, perché era l’unica festa dove essi ricevevano dei dolci. Nelle calze i bambini trovavano poche cose: qualche mandarino, fichi secchi, delle caramelle, dello zucchero d’orzo fatto in casa, delle castagne, delle noci, dei lupini e della marmellata d’arance ed anche qualche fetta di pane con il sanguinaccio spalmato sopra , come accade a noi in un lontano 5 gennaio notte del 1947, subito dopo la seconda guerra mondiale. All’epoca, pur avendone la possibilità, c’era poco da comprare e la befana se la cavò con veramente poco per i nostri…gusti. Oggi è tutt’altra storia. La Befana viene, lascia e se ne va. Fiaba e realtà si nascondono in una calza piena e colorata.

antoniolubrano1941@gmail.com

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