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Senza polizza assicurativa, a Procida fioccano i sequestri di motorini

PROCIDA – Non è stata la caccia ad un pericoloso latitante né tantomeno un inseguimento spettacolare a qualche ladro per i vicoletti suggestivi sparsi sul territorio, ma un’operaziione che evidenzia in modo inequivocabile come il rispetto delle regole fosse assolutamente un optional, con uno stato di cose che a giudicare dalla dinamica con cui si sono svolti i fatti andava avanti anche da diverso tempo. Ed era talmente lampante perché lo stato dell’arte era davanti agli occhi di tutti, segno evidente di un controllo del territorio non propriamente dei più adeguati da parte delle autorità locali e preposte. E questo è stato dimostrato in maniera implacabile ed inequivocabile da un’operazione che è stata condotta dai carabinieri, che hanno davvero messo a nudo le carenze di un sistema e di certi cittadini che probabilmente credevano di poter fare quello che volevano rimanendo anche impuniti.

Un maxisequestro di ciclomotori e motocicli è avvenuto nella giornata di ieri sull’isola di Procida, a seguito di una serie di controlli disposti sul territorio dai militari della Compagnia di Ischia, guidati dal cap. Andrea Centrella, oltre naturalmente ai carabinieri in servizio presso la locale Stazione. I tutori dell’ordine hanno esaminato attentamente la “posizione” di diversi ciclomotori e motocicli – nella stragrande maggioranza dei casi ubicati addirittura nella centralissima location del porto di Marina Grande, ed un numero davvero considerevole di questi è risultato sprovvisto della regolare copertura assicurativa, mentre in altri casi sono state riscontrate irregolarità di altra natura. La cosa più clamorosa, secondo quanto è emerso, è che mentre alcuni di questi motocicli appartenevano ad altrettante persone che li usavano e li avevano parcheggiati temporaneamente, molti altri erano abbandonati in alcuni casi da anni, sprovvisti del regolare tagliando di assicurazione prevista dalle normative vigenti. Erano lì, a portata di mano, a vista d’occhio, anche perché la zona di Marina Grande – dal porto fino alla Piazza – è di fatto il cuore pulsante del paese. Eppure, in tutto questo tempo, nessuno ha visto niente, nessuno si è reso conto che c’erano motorini gettati lì da tempo immemore ed in alcuni casi anche in divieto di sosta, Possibile che a nessuno sia mai venuto in mente di procedere alla loro rimozione, di elevare verbali di contravvenzione quotidianamente o quantomeno di verificare la posizione assicurativa e non solo di detti motocicli? Niente, silenzio assoluto, stranamente nessuno si è accorto di nulla. Ma è Procida, non la Sicilia…

Il sequestro di mezzi a due ruote è stato talmente imponente che il carro gru della ditta Aci di Muscariello, giunto dalla vicina isola d’Ischia, non ce l’ha fatta nemmeno a caricarli tutti con un solo viaggio prima di trasportarli nel deposito di via Michele Mazzella dove resteranno custoditi. L’operazione dei militari dell’Arma, peraltro, non è ancora conclusa e non si esclude che i numeri, al termine dei controlli sul territorio isolano, rischino seriamente di entrare nel guinness dei primati. Per adesso, infatti, i controlli sono stati limitati alla sola zona portuale ma c’è anche un altro aspetto che lascia riflettere non poco: se – al di là di quelli in disuso – i motorini senza assicurazione erano davvero tanti in una zona in ogni caso circoscritta del territorio, il sospetto (suffragato dalla statistica) da parte delle forze dell’ordine è che quella di girare senza copertura assicurativa possa essere un’abitudine radicata sull’isola di Arturo, magari specialmente nel periodo invernale.

Ma i numeri registrati oggi evidenziano un particolare che non può essere sottaciuto e che ci pone dinanzi ad un interrogativo, e cioè su come su questo aspetto siano impegnati i vigili urbani, a partire dal suo comandante Giuseppe Trotta che forse – a giudicare dai numeri messi a segno dai carabinieri – farebbe bene a presidiare un pò di più le strade procidane ed un pò di meno il social network, dove in passato (e lo ripetiamo fino alla noia) si è lasciato andare a commenti, giudizi e considerazioni assolutamente fuori luogo per un pubblico ufficiale che riveste la sua funzione, e non soltanto contro i giornalisti (i quali certamente non perdono il sonno per le sue considerazioni…). Tutto questo con la complicità del sindaco Dino Ambrosino, che dinanzi ad un atteggiamento “discutibile” – e l’abbiamo trattato, al comandante – non si è mai preso la briga di aprire un procedimento disciplinare. Chissà, prima o poi capiremo (e spiegheremo) anche il perché.

 

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