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Sotto Tiro di Mizar LA CISGENETICA

Con la desertificazione delle coste per il cambiamento climatico in atto nel mondo, ad Ischia corriamo il rischio che in pochi anni si può perdere la possibilità di coltivare la vite e molti tipi di frutta che sono le uniche cose che in economia possono essere anche di aiuto al turismo. La cisgenetica e la trans genetica intervenendo su geni della stessa specie o provenienti da altre famiglie è il futuro dell’agricoltura ad Ischia.

Se partiamo dal voler eliminare qualsiasi tipo di inquinamento da terra visto che il Governo italiano non riesce a costruire i depuratori, dopo aver eliminati i saponi non bio e le micro plastiche e le nano plastiche dal mare potremmo avere una isola alla quale le nostre future generazioni potrebbero guardare con più fiducia.

Attualmente il livello culturale dei più non ci permette ancora di affrontare con vera coscienza queste problematiche. Il 21 Agosto il GAL Terra protetta di cui fanno parte Barano e Serrara Fontana inizia con un incontro a spiegare la terza fase del Progetto Agricolo per l’isola. In sostanza il Gal ha 8 milioni di euro da investire in sei misure.

L’idea di fare di Ischia una isola con agricoltura biologica è fattibile. Basta solo che alcuni dei Sindaci dell’isola incomincino a pensare diversamente da come hanno fatto fino ad ora. Francesco Del Deo e Rosario Caruso con la loro seconda consiliatura hanno smesso di  dover cercare voti clientelari per accontentare “cumpari e cumparielli” per avere un consenso e potrebbero dunque recepire questo discorso.

Se convinciamo i due che sulla carta hanno i requisiti intellettuali per affrontare un tema estremamente difficile come quello proposto, forse potremmo avviare un percorso virtuoso. Sui Gal possono intervenire tutte le aziende agricole dell’isola spostando una succursale delle proprie ditte a Barano o Serrara Fontana ed operare anche nei loro comuni.

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La presenza nel Consorzio di Anna Fermo, ischitana doc, ci dà la possibilità di avere una interlocutrice di valore che è abituata a essere al servizio degli ischitani per il ruolo che occupa. Non perdiamo occasioni che non tornano più e come dice Andrea d’Ambra in agricoltura non si va più solo a zappare ma occorrono giovani con studi profondi.

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