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Trasporto rifiuti, non si placa la “guerra dei mari”

Il conflitto tra compagnie si combatte lontano dai riflettori a colpi di PEC e carta bollata ma resta un dato di fatto: le corse di linea garantiscono maggiori opzioni e soprattutto un risparmio a dir poco “clamoroso” per le società che gestiscono il servizio

DI GIOSUE’ ROSACROCE

Non è bastata la multa dell’Antitrust per mettere pace e soprattutto ordine nel settore dei trasporti marittimi dei rifiuti: l’autorità marittima isolana infatti continua ad essere inondata di denunce tra vettori e che hanno sempre lo stesso oggetto, l’imbarco degli automezzi delle aziende ischitane monnezzare diretti alle discariche della terraferma. Da quanto ci è stato riferito il flusso delle carte bollate, anzi, delle PEC non si era arrestato neppure quando gli armatori si erano messi insieme nel Cotrasir, il consorzio creato per gestire i trasporti di gas, benzina e rifiuti per le isole del golfo in (apparente) armonia ed ora che è stato sciolto per input dell’autorità garante della concorrenza e del libero mercato non c’è pace per gli uomini delle capitanerie di porto. La questione è semplice: diverse tipologie di rifiuti non pericolosi possono essere trasportate con i mezzi di linea oltre che con le navi dedicate ai rifiuti con un duplice vantaggio per le varie Ischia Servizi, AmCa, Super Eco eccetera.

Il primo è operativo: viaggiando con corse di linea c’è possibilità di poter ottimizzare i tempi di attività delle aziende ed i turni di lavoro degli autisti vista la gran quantità di corse operate dalle compagnie, di notte e di giorno, mentre i collegamenti speciali dedicati al solo trasporto dei rifiuti sono comprensibilmente pochissimi al giorno ed effettuati ad orari fissi e senza contare che con molte più navi a disposizione c’è un rischio molto basso di non partire per mancanza di posti a bordo. Il secondo vantaggio è ben più evidente, per le aziende monnezzare in primis e per tutti gli ischitani indirettamente: il trasporto di linea costa enormemente meno che quello dedicato ad una sola tipologia di veicoli. Per essere chiari un camion di 10 metri viaggia per Pozzuoli a 90 euro sulle corse di linea mentre lo stesso automezzo se trasporta rifiuti paga più del doppio (213 euro e rotti) se imbarca sulle corse della nave dedicata ai rifiuti.

Proprio l’aumento esponenziale delle tariffe negli ultimi anni ha aumentato la percentuale di automezzi imbarcato con le navi di linea, con indubbi vantaggi: ma troppo spesso lasciano perplessi denunce, diffide e segnalazioni che portano a controlli e verifiche incrociate

Detta così la vicenda sembra semplice ma a complicare le cose intervengono le norme di sicurezza sul trasporto marittimo dei rifiuti che, emanate per tutelare la salute dei passeggeri, costituiscono alle nostra latitudini il casus belli da cui scaturisce il fiume in piena di PEC alle capitanerie di porto. Per imbarcare infatti su navi di linea i camion coi rifiuti devono essere in regola con le normative che disciplinano una gamma vasta di fattispecie come le condizioni del veicolo, la tipologia del rifiuto da trasportare in discarica, la provenienza. Anni addietro le aziende monnezzare isolane non si erano attrezzate (salvo qualche eccezione) per il trasporto dei propri automezzi in promiscuità mentre oggi, forse anche a causa del deciso aumento delle tariffe del trasporto dedicato, stanno progressivamente aumentando la percentuali di rifiuti imbarcati con le navi di linea con un indubbio vantaggio per i loro bilanci ma pure per le tasche degli ischitani visto che il risparmio sui costi di gestione non può non riverberarsi positivamente sui costi della “immondizia” per i contribuenti.

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Al di là dei bilanci delle varie ditte monnezzare restano però le guerre tra le compagnie, combattute a mezzo di denunce, diffide e segnalazioni che ingolfano la posta certificata delle capitanerie isolane e continentali. Negli ultimi anni sono state segnalate decine e decine di presunti trasporti illegali di camion monnezzari effettuati sulle navi di linea, sono stati avviati una messe di accertamenti, controlli incrociati e verifiche che a onor del vero, non hanno però prodotto alcun risultato degno di nota. A quanto è dato sapere fino ad oggi non è stata infatti emessa alcuna sanzione da parte della autorità marittima per il trasporto coi passeggeri degli automezzi coi rifiuti ma nei prossimi giorni potremmo assistere ad un altro capitolo della “guerra dei mari”: qualcuno infatti sussurra che starebbero per partire carte bollate, pardon PEC, aventi ad oggetto il trasporto di passeggeri, generi alimentari, turisti e veicoli comuni con navi che sarebbero – teoricamente – utilizzabili solo per i rifiuti.

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