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Lacco, fogne: più ombre che luci

Di Quinto Fabio Massimo il Temporeggiatore

LACCO AMENO – Con un certo trionfalismo il Sindaco di Lacco Ameno ha dichiarato: “È un’occasione da non perdere. Non è la classica opera pubblica con tempi biblici, perché dovremo tassativamente terminare i lavori e  rendicontarli entro il 31.12.2015, altrimenti perderemo i finanziamenti.” . Si riferiva alla costruzione delle fognature, del costo di un milione e 850 mila euro, che l’ing. Gaetano Grasso ha affidato alla I.C.I. Impresa Costruzioni Industriali Srl, di Venafro, il 21 settembre con propria determina n. 18.

Ma è un trionfalismo che troviamo ingiustificato perché, come vedremo più avanti, comporterà un salasso per le casse del Comune e un facile arricchimento per l’impresa che, secondo alcuni, sarebbe proprietà di un amico del senatore De Siano. Questa impresa deve fare miracoli, infatti promette di realizzare un lavoro per il quale occorrevano 11 mesi (tale era la sua offerta in sede di gara) in soli 90 gg.  e lo ha fatto con una lettera dell’11 settembre che al protocollo è arrivata il 14 e che è stata veramente illuminante per l’ing. Grasso. Infatti nulla era accaduto dalla fine dell’esame delle offerte, cioè dal 12 dicembre 2014. Ma appena la I.C.I. ha annunciato il miracolo, questa impresa, che fino a quel momento era aggiudicataria provvisoria si è vista aggiudicare l’appalto milionario. Veramente può credere l’ing. Grasso, che è un tecnico anziano e navigato, che quelli sono lavori da farsi in 3 mesi? I tempi non saranno biblici perché così ha promesso la ditta dei miracoli? Ci vogliono o non ci vogliono gli 11 mesi che tutti i concorrenti e lo stesso ing. Ungaro che ha fatto il Bando hanno ritenuto il tempo minimo necessario?

Perché tutto fallirà? Quali sono i punti critici? E’ presto detto:

UNO. I tempi tecnici necessari per la realizzazione dell’opera sono molto più lunghi dei 90 giorni promessi. Lo sanno bene gli abitanti di via Leonardo Mazzella a Ischia che tribolano da aprile e protestano vivacemente riversando urina sull’ex vice sindaco; così come lo sanno a Barano dove i lavori iniziati a febbraio non sono ancora finiti. Anche a Forio hanno iniziato in pieno agosto per riuscire a farcela entro dicembre e non è detto che ce la faranno. Poi ci sono problemi burocratici, c’è da presumere che al 31 dicembre sarà arrivata dalla Regione solo l’anticipazione del 30%. La Regione paga il primo acconto quando riceverà dal Comune tutta la documentazione (inclusa la pubblicazione sui quotidiani nazionali dell’esito di gara, che non è ancora avvenuta) e il verbale di consegna lavori. Con quest’anticipazione si pagherà solo il 1° stato d’avanzamento e l’impresa fermerà i lavori per mancanza di ulteriori somme. Poi farà causa al Comune e chiederà il 10% del mancato utile e incasserà la bellezza di 180.000 € oltre a quanto effettivamente realizzato. E al Comune di Lacco Ameno resterà qualche centinaio di metri di tubo sotto il suolo e dovrà pure restituire l’anticipazione alla Regione. Eppure il sindaco si compiace che I.C.I. “si è resa disponibile ad effettuare tali opere, mediante riduzione dei tempi offerti in sede di gara, passando dai previsti undici mesi a soli novanta giorni”. Si è chiesto come avverrà il miracolo? Davvero crede di fare chilometri di tubazioni e vasche di sollevamento in 3 mesi?

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DUE. Il vincitore della gara, se le cose fossero state fatte in regola, non doveva essere I.C.I. bensì la ditta Di Maio geom. Francesco srl che aveva offerto uno sconto di 299 mila euro. Invece a Lacco Ameno fanno vincere I.C.I. che ha fatto lo sconto di 51 mila euro perché è stata applicata una formula che sottovaluta l’offerta economica e non è quella dell’allegato “G” della legge. La formula lacchese per la valutazione dello sconto non rispetta il principio base secondo il quale chi offre di meno come sconto deve avere 0 punti e chi offre il massimo ribasso deve avere il punteggio pieno. Con la formula lacchese, invece, pochi punti a tutti e senza molte differenze. Nei prossimi 30 giorni a partire dalla comunicazione del 24 settembre prot. 7338, la ditta Di Maio potrebbe fare ricorso contro questa disfunzione del Bando di Gara. Se il TAR le darà ragione, la procedura di gara viene annullata e il contratto con I.C.I. dovrà essere necessariamente rescisso dal Comune. Così il Comune di Lacco Ameno dovrà pagare un indennizzo alla ditta Di Maio e il mancato utile ad I.C.I. perché le colpe sono tutte dell’UTC. Cosa farà il Comune? Stipulerà il contratto d’appalto o aspetterà la scadenza del termine dei ricorsi, cioè oltre il 22 ottobre? Questa storia della formula farlocca al Comune di Lacco Ameno la sanno benissimo, infatti una ditta concorrente lo ha segnalato il 18 dicembre 2014. E lo ha segnalato anche all’Autorità Anticorruzione, che potrebbe pure svegliarsi da un momento all’altro.

TRE. Ma da dove esce I.C.I., ditta che non ha mai lavorato a Ischia? E, soprattutto, chi ha effettivamente fatto il progetto che l’UTC di Lacco Ameno (dirigente ing. Crescenzo Ungaro) ha firmato nel 2014? Sappiamo bene che gli uffici tecnici non hanno il tempo, né le attrezzature, per fare progetti in proprio e – di solito – firmano progetti fatti da professionisti privati che poi vengono compensati con una direzione lavori o un collaudo. Inoltre Ungaro è un ingegnere edile, non idraulico e non pare abbia progettato mai fognature in vita sua. Accade ovunque, sull’isola e fuori, che i progetti siano di professionisti nell’ombra.  A proposito, vorremmo sapere dal Sindaco chi è il Direttore dei Lavori che procederà alla consegna? C’è chi dice, ma non abbiamo risultanze che lo dimostrano, che il vero estensore del progetto sia un ingegnere di sesso femminile di circa 35 anni che lavora in un certo studio baranese legato ad I.C.I.; Che in questo studio ci lavora stabilmente il fratello, ingegnere anch’esso. Queste voci circolano nell’ambiente tecnico isolano, tra quei professionisti che gravitano intorno alle amministrazioni comunali e che, come Grasso e Ungaro, vengono chiamati – alla bisogna – da questa o quella amministrazione. Ne saprebbe qualcosa anche l’ing. Francesco Trani, dirigente dell’EVI che avrebbe dato molte notizie a questa signorina quando elaborava il progetto. Notizie indispensabili per la conoscenza delle tubazioni esistenti. Poi Trani le ha date anche ad altri tecnici in fase di presentazione delle offerte, in quanto questi tecnici lavoravano per le altre imprese concorrenti e chiedevano a lui; questo DOPO che il Bando è stato pubblicato. Se tutto questo venisse fuori da un’indagine della polizia giudiziaria salterebbero tutti gli altarini. Ma I.C.I., anche se indagata penalmente, riuscirebbe in sede civile ad incassare il suo bel mancato utile. Non sarebbe difficile per la polizia giudiziaria sentire l’ing. Trani che, in buona fede, direbbe senza indugio a chi ha dato le notizie utili per l’allaccio della fognatura all’impianto di sollevamento di corso Rizzoli. Poi la polizia giudiziaria potrebbe sentire i tecnici firmatari delle 5 imprese concorrenti e verificare chi ha fornito loro certi dati e quando. Forse si capirebbe che I.C.I. aveva acquisito certe notizie quando ancora la signorina stava facendo il progetto e quindi molto prima che il Bando di gara fosse pubblico. In questo consisterebbe il vantaggio che le ha fatto presentare la migliore proposta tecnica migliorativa del progetto.

Tutte queste storie le poniamo all’attenzione della Polizia Giudiziaria, che potrebbe svolgere i primi accertamenti preliminari e trasmetterli alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti unitamente a questa pagina, come notizia di reato.

In definitiva, se la Regione concede la proroga ai tempi e se nessuno fa ricorso, tutto andrà bene. Ma se le cose non andranno per il verso giusto su quest’isola ci sarà qualche altra puntata di ‘Presa Diretta’ a Rai3…

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