Da scuola ad alloggi, il nuovo volto dell’Ibsen
42 appartamenti per le famiglie sfollate dopo sisma e frana, tre nuovi edifici, parcheggi, giardini e spazi aperti alla collettività. Presentato il progetto che ridisegnerà l’area dell’ex scuola dove sono cominciate le demolizioni. Un intervento che cambierà radicalmente l’aspetto di una parte del territorio casamicciolese, con un complesso residenziale progettato nell’ambito della ricostruzione post calamità

Dove per decenni ha trovato posto uno degli edifici scolastici più conosciuti di Casamicciola sorgerà un nuovo insediamento residenziale destinato ad accogliere le famiglie che hanno perso la propria abitazione a causa del terremoto del 21 agosto 2017 e della frana del 26 novembre 2022. L’ex istituto Ibsen si prepara a cambiare completamente volto e, con esso, una porzione significativa del tessuto urbano del paese. Non si tratta semplicemente di sostituire una struttura ormai destinata alla demolizione con nuovi fabbricati, ma di ridisegnare un’intera area attraverso la realizzazione di quarantadue appartamenti, spazi verdi, parcheggi, percorsi pedonali e ambienti destinati alla socialità. Un intervento che entra nel programma di ricostruzione e ricollocazione abitativa avviato dopo le due calamità che hanno segnato profondamente la storia recente del comune termale. Il progetto è stato illustrato venerdì mattina a Palazzo Reale, nel corso di un evento al quale tra gli altri oltre al ministro Nello Musumeci erano presenti anche il commissario straordinario alla ricostruzione Marcello Feola, l’Agenzia del Demanio, il Comune di Casamicciola Terme e i progettisti dello studio Tecnicaer, ai quali si deve l’elaborazione della proposta architettonica. Le tavole, i rendering e gli elaborati presentati consentono di osservare quella che potrebbe essere la nuova configurazione dell’ex complesso scolastico, la cui demolizione è già cominciata. Le immagini restituiscono uno scenario profondamente diverso da quello attuale: al posto della struttura esistente, caratterizzata da diversi corpi di fabbrica collegati tra loro, compariranno tre edifici residenziali distribuiti attorno a spazi aperti, con un’organizzazione pensata per distinguere le aree riservate agli abitanti da quelle accessibili anche al resto della cittadinanza.
5.600 METRI QUADRATI DESTINATI A CAMBIARE FACCIA
Per comprendere la portata della trasformazione occorre partire dalle dimensioni e dalle caratteristiche dell’area interessata. L’ex istituto Ibsen occupa una superficie complessiva di 5.625 metri quadrati e presenta una configurazione edilizia articolata, sviluppatasi attraverso cinque corpi di fabbrica ai quali si aggiungono una palestra e una vasca destinata al canottaggio. Le costruzioni raggiungono un’altezza massima fuori terra di circa dodici metri. Un insieme di strutture che sarà completamente eliminato per lasciare spazio a un nuovo complesso abitativo. La scelta progettuale, dunque, non prevede il recupero parziale degli edifici esistenti, ma la loro sostituzione integrale, con una diversa disposizione dei volumi e una nuova organizzazione degli spazi. Il dato centrale dell’intervento riguarda naturalmente le quarantadue unità immobiliari che saranno realizzate. Si tratta di alloggi destinati alla ricollocazione dei nuclei familiari coinvolti nelle vicende del sisma e della frana, nell’ambito delle politiche abitative connesse alla ricostruzione. Il progetto presentato individua tre distinti corpi di fabbrica, concepiti secondo un sistema distributivo centrale e disposti in maniera da creare spazi aperti tra gli edifici. Non una sequenza compatta di costruzioni, quindi, ma un insediamento articolato, nel quale le abitazioni si affacciano su corti, percorsi e aree verdi. Accanto ai quarantadue appartamenti sono previsti altrettanti posti auto, con un rapporto di un parcheggio per ogni unità abitativa. La superficie coperta indicata negli elaborati è pari a circa 1.900 metri quadrati, mentre gli spazi comuni raggiungono complessivamente gli 880 metri quadrati. Particolarmente significativo è anche il dato relativo alla superficie permeabile, quantificata in 3.650 metri quadrati. Quest’ultimo elemento assume rilievo nella configurazione dell’intervento, perché la proposta punta a conservare ampie porzioni di suolo capaci di assorbire le acque meteoriche, attraverso l’impiego di materiali permeabili e porosi e la presenza di aree sistemate a verde.
LA SCELTA DEL LINGUAGGIO ARCHITETTONICO
Il rapporto con il contesto urbano e paesaggistico è stato preso in considerazione nella scelta dell’orientamento dei fabbricati. L’asse principale del complesso segue la direttrice della strada di accesso e privilegia la percezione della Grande Sentinella, uno degli elementi naturali che caratterizzano il territorio di Casamicciola. La montagna diventa così un riferimento visivo nella composizione architettonica, mentre l’organizzazione degli edifici permette di ricavare affacci panoramici e aperture verso il paesaggio circostante. Un altro elemento distintivo riguarda la scelta del linguaggio architettonico. I progettisti hanno individuato nell’arco, presente in numerose costruzioni storiche dell’isola d’Ischia, uno dei riferimenti principali per definire l’aspetto dei nuovi edifici. Non si tratta tuttavia di riprodurre fedelmente le forme dell’edilizia tradizionale, ma di reinterpretarle attraverso soluzioni contemporanee. Nei prospetti compaiono infatti aperture arcuate, logge profonde, balconi e sistemi di ombreggiamento che conferiscono alle facciate un disegno riconoscibile. Particolare attenzione è riservata alla corte centrale, destinata a diventare uno dei principali luoghi di relazione tra gli abitanti. Lo spazio, delimitato dai nuovi edifici, sarà attrezzato con percorsi pedonali, sistemazioni a verde e aree di sosta. Le tavole progettuali prevedono l’impiego di specie arboree autoctone, con l’obiettivo di inserire vegetazione coerente con il contesto ambientale isolano. Accanto agli alberi troveranno posto aiuole, superfici pavimentate con materiali permeabili e piccoli spazi verdi privati. La corte avrà una funzione prevalentemente residenziale e sarà distinta dagli spazi pubblici collocati in prossimità dell’ingresso principale. Proprio la separazione tra le diverse modalità di utilizzo rappresenta uno dei criteri seguiti nella progettazione. Gli accessi saranno organizzati attraverso percorsi riconoscibili, in modo da differenziare i flussi diretti alle abitazioni da quelli destinati alle aree collettive. Una soluzione che emerge anche dalle planimetrie, nelle quali sono individuati gli ingressi alle residenze, le zone attrezzate e i collegamenti con la viabilità circostante.
L’AREA APERTA AL PUBBLICO E I POSTI AUTO
L’area aperta al pubblico sarà collocata vicino all’accesso al complesso e comprenderà uno spazio giochi destinato ai bambini. Non sarà quindi riservata esclusivamente alle famiglie che abiteranno nei quarantadue appartamenti, ma potrà essere utilizzata anche da persone esterne. L’area sarà collegata agli spazi chiusi previsti per attività pubbliche e comunitarie, creando una continuità tra le funzioni interne agli edifici e quelle svolte all’aperto. La proposta introduce infatti anche una distribuzione degli ambienti comuni su due livelli. Al piano terra sono previste funzioni aperte al pubblico, mentre il primo piano sarà destinato ad attività riservate ai residenti. Una distinzione che consentirà di ospitare iniziative collettive mantenendo separati gli ambienti maggiormente legati alla vita quotidiana del nuovo insediamento. Gli 880 metri quadrati di spazi comuni indicati nel progetto costituiscono, sotto questo profilo, una componente importante dell’intervento, destinata ad affiancare la funzione strettamente abitativa. Anche la mobilità interna è stata oggetto di una specifica organizzazione. I quarantadue posti auto saranno distribuiti lungo la viabilità perimetrale, evitando di concentrare il parcheggio all’interno della corte destinata ai residenti. La scelta permette di mantenere gli spazi centrali prevalentemente pedonali, separandoli dalle aree di circolazione e sosta dei veicoli. Sono inoltre previsti punti per il parcheggio delle biciclette, percorsi di collegamento e spazi attrezzati. La viabilità seguirà quindi il perimetro del complesso, mentre il cuore dell’insediamento sarà dedicato soprattutto alla fruizione pedonale e alle attività comuni.



L’attenzione alla permeabilità del terreno costituisce un altro aspetto della proposta, soprattutto considerando le caratteristiche idrogeologiche del territorio di Casamicciola e le conseguenze della frana del novembre 2022. Il progetto indica una superficie permeabile di 3.650 metri quadrati e prevede l’utilizzo di materiali porosi nelle sistemazioni esterne. Si tratta di caratteristiche progettuali che dovranno naturalmente essere accompagnate dalle verifiche tecniche e dalle prescrizioni previste per un intervento edilizio in un territorio particolarmente delicato sotto il profilo sismico e idrogeologico. La trasformazione dell’ex Ibsen assume un significato particolare anche per la destinazione degli appartamenti. Le quarantadue abitazioni sono infatti previste nell’ambito delle iniziative finalizzate a dare una risposta alle esigenze delle famiglie costrette a lasciare le proprie case in seguito alle calamità. La ricollocazione abitativa rappresenta uno dei capitoli più complessi del percorso di ricostruzione di Casamicciola, perché riguarda non soltanto la disponibilità di nuovi immobili, ma anche la possibilità di garantire una sistemazione stabile ai nuclei familiari che non possono rientrare nelle abitazioni originarie. In questo quadro, l’utilizzo di un’area già occupata da un complesso pubblico consente di concentrare un numero significativo di nuovi alloggi in un unico intervento.
TEMPI E RISORSE PER COMPLETARE I LAVORI
Un altro capitolo riguarda naturalmente i tempi e le risorse necessarie per completare l’operazione. La demolizione dell’ex istituto rappresenta il primo passaggio materiale di un percorso che dovrà proseguire con le successive fasi di realizzazione del nuovo complesso. Nella documentazione progettuale presentata il 9 ottobre non figurano tuttavia un cronoprogramma dettagliato dei lavori, una data prevista per la consegna degli appartamenti o un quadro economico complessivo dell’intervento. Elementi che saranno determinanti per comprendere quando le quarantadue unità abitative potranno essere effettivamente disponibili e quale sarà l’investimento necessario per portare a termine l’intera trasformazione. La proposta elaborata da Tecnicaer consente intanto di osservare come cambierà la configurazione di una delle aree più riconoscibili di Casamicciola. Le fotografie dello stato attuale, confrontate con i fotoinserimenti del nuovo complesso, evidenziano la differenza tra l’impianto edilizio esistente e quello previsto. Ai cinque corpi di fabbrica dell’ex istituto, con la palestra e la vasca per il canottaggio, subentreranno tre edifici residenziali circondati da percorsi, corti e spazi verdi. Il nuovo insediamento avrà una doppia destinazione: da una parte quella abitativa, legata alla ricollocazione delle famiglie sfollate, dall’altra quella collettiva, attraverso la realizzazione di spazi pubblici, ambienti comunitari e aree ricreative.







