LE OPINIONI

«Caffè Scorretto» «Il coraggio di riprendere il paese, mentre affonda»

Parliamo di sicurezza stradale e del turismo come della sua qualità. Due persone di spicco, da sempre in prima linea per suggerire la costruzione di un decoro isolano all’altezza, l’ingegner Giancarlo Carriero e l’avvocato Mario Goffredo, rispettivamente hanno tracciato le linee guida che ci possono aiutare nella risoluzione dei problemi in questi due settori strategici. La mancanza di ascolto e l’assenza di sensibilità a certi temi da parte di chi, politici e amministratori in testa, ha il dovere di tutelare il bene comune sono la difficoltà maggiore.

La situazione è resa più critica dall’assenza di dialogo tra le amministrazioni e tra i sindaci dei sei comuni. Questo gap, enorme, non accenna a diminuire. Anzi, sembra aumentare nell’attribuzione del diritto, ovviamente riconosciuto ai primi cittadini, di seguire ciò che fa più comodo nel territorio in cui insiste il proprio governo locale. Qual è però la finalità se non la tutela dell’isola d’Ischia? Mentre da un lato ci ricordiamo di Roger, il coniglio preso a sassate per scommessa da un manipolo di scimmie, attraverso manifestazioni di piazza, dall’altro di fronte alla maleducazione diffusa, al corpus di regole incivili che sostituiscono un po’ alla volta quelle civili, alla delinquenza che si palesa a suon di pugnalate e bottiglie e pistole cariche di proiettili, la classifica potrebbe allungarsi e di molto, ciò che sconcerta è che non c’è alcun tipo di sommossa “popolare”.

Anche solo nel tentativo di arginare a suon di slogan il degrado o per dire ai sindaci “svegliatevi”. Dove è la tutela del bene comune collettivo la cui risultante corrisponde ai “singoli beni comuni” di ogni parte dell’isola? Dove è la discussione sui grandi temi, il trasporto pubblico o la sanità innanzitutto, cui si associano la sostenibilità e la difesa dell’ambiente? Dov’è e chi tiene il tavolo di concertazione tra le amministrazioni più volte sventolato ai media ma che, finora, non ha prodotto un solo risultato tangibile, neppure la possibilità di mettersi insieme per accedere ai fondi della Città Metropolitana e della Regione Campania? Certo, c’è chi vi accede ma singolarmente e in forma limitata. Ai fini del bene comune isolano, quello più vasto ed esteso, però, l’impressione, perché d’impressione si tratta, è che a nessuno interessi la visione di Ischia nel suo insieme.

Inarrestabile, perciò, appare lo scollamento tra politica amministrativa e cittadini e la forza della disgregazione su più piani. Nemmeno se ci fosse bisogno di sottolinearlo. Sono anni che lo facciamo e lo faremo ancora. E la necessità sta ancora una volta, per l’ennesima volta, nel sottolineare l’esistenza di una sordità politica che spesso si trasforma in inadeguatezza vera e propria. Forse è l’unico strumento, e lo possiamo riconoscere a noi stessi. O magari è quello che ci possiamo permettere oggi perché domani, in futuro, l’utensile sarà il voto. Avere a che fare con questo grosso asilo isolano, in cui prevalgono faide bambinesche e personalismi alla ricerca di caramelle, si tratta dell’ennesima impressione, è difficile. Molto.

A complicare il gusto triste di un cocktail annacquato dalla politica, vi è la mancanza di coraggio nelle scelte. Nessuno che sappia separare le cose e decidere se dare più peso al consenso, in previsione di quello elettorale, o preferire di attribuire un valore alla propria personale posizione per il bene di tutti. Nessuno che sappia scegliere da che parte stare. Per opporci a questa scala di trasversale ignoranza serve un miracolo. Buona fortuna.

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Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

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