LE OPINIONI

«Caffè Scorretto» «O Signore liberaci da amministra-tori e amministra-mucche»

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Forse è semplicemente una questione di tempi e volontà, elementi ancora poco maturi dal punto di vista amministrativo, oppure si tratta di assoluta mancanza di metodo se non riusciamo a realizzare una programmazione nel periodo invernale (dando per buona l’esistenza di qualcosa di simile in estate) che sia in grado di “riempire” i mesi che vanno dall’autunno alla primavera passando per l’inverno.

Forse è semplicemente una questione di tempi e volontà, elementi ancora poco maturi dal punto di vista amministrativo, oppure si tratta di assoluta mancanza di metodo se non riusciamo a realizzare una programmazione nel periodo invernale (dando per buona l’esistenza di qualcosa di simile in estate) che sia in grado di “riempire” i mesi che vanno dall’autunno alla primavera passando per l’inverno

Il sindaco d’Ischia Enzo Ferrandino

La maggior parte delle responsabilità, in questo scenario sempre più apocalittico di strade deserte già dalle 17 o di attività commerciali chiuse mentre altre impegnate a pagare gli affitti, fare i conti col caro energia e bollette con un aumento vertiginoso dei costi di gestione, passa dall’inconsistenza di alcuni Comuni e relativi “amministra-tori” . I quali, spesso lasciano cadere qualunque proposta come non idonea o addirittura non perseguibile in inverno (“fa freddo” oppure “ma chi viene d’inverno a Ischia”, sono le scuse più usate) per tornare, così, nel tranquillo cantuccio dell’immobilismo.

Come si può immaginare, la condizione per chi si aspetta grandi risposte e progetti da un territorio che non ha niente da invidiare ad altre località pure per le sue risorse naturali, non escludendo quelle economiche e in parte umane, e fare passi sul terreno della competitività, rimane complicata

Giacomo Pascale, sindaco di Lacco Ameno

E qui, come si può immaginare, la condizione per chi si aspetta grandi risposte e progetti da un territorio che non ha niente da invidiare ad altre località pure per le sue risorse naturali, non escludendo quelle economiche e in parte umane, e fare passi sul terreno della competitività, rimane complicata. Per farla ancora più breve, da un amministratore ci si aspetterebbe una serie di soluzioni non un percorso ad ostacoli o problemi. Se d’estate organizzare un evento è per lo più semplice, d’inverno le difficoltà aumentano pure a causa dell’assenza di una vera “stagionalizzazione” da imbottire con un calendario di manifestazioni o utile per sviluppare un periodo – alternativo all’estate – in grado di attrarre turisti. La mentalità isolana, purtroppo, è ancora legata alla divisione tra un periodo di attività, sovrapponibile di solito a quello estivo, e uno di stallo invernale causando un ciclo che segna l’impalpabilità di sindaci, assessori o consiglieri (con delega al turismo o alla cultura come alla promozione), cui andrebbe chiesto di non rimanere fermi.

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Oltre a iniziare a leggere il mercato abbandonando le vecchie categorie, anche solo per tenere in allenamento i neuroni per sviluppare un modo diverso di ragionare, una tra le soluzioni adottabili su cui gli “amministra-tori” dovrebbero cominciare a riflettere seriamente è lasciar stare le visioni elementari che li governano. Senza questo passaggio il rischio di restar immobili e dividere i 12 mesi in un periodo di dinamismo e l’altro d’attesa per il successivo, l’isola continuerà a regredire pure con il sostegno di enormi risorse economiche che resterebbero, di fatto, inutilizzate

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Un obbligo che chiama sulla scena tutti gli Enti locali e introduce nuovamente la necessità di realizzare una «unità d’intenti» tra i sei Comuni. Oltre a iniziare a leggere il mercato abbandonando le vecchie categorie, anche solo per tenere in allenamento i neuroni per sviluppare un modo diverso di ragionare, una tra le soluzioni adottabili su cui gli “amministra-tori” dovrebbero cominciare a riflettere seriamente è lasciar stare le visioni elementari che li governano. Senza questo passaggio il rischio di restar immobili e dividere i 12 mesi in un periodo di dinamismo e l’altro d’attesa per il successivo, l’isola continuerà a regredire pure con il sostegno di enormi risorse economiche che resterebbero, di fatto, inutilizzate. Se è questa la barriera che contribuisce alla cristallizzazione del circolo improduttivo che Ischia alimenta da se stessa per non seguire ciò che sembra difficile, allo stesso modo si può contrastarla con sfide possibili per intercettare il “turista culturale”, matrice di nuove opportunità, proponendo soluzioni versatili o pacchetti ad hoc anche d’inverno. Dovremmo poi ricordarci delle terme che abbiamo, utili anche per espandere una nuova cultura termale perduta intrecciandola con nuovi modelli. Il discorso sulla “stagionalizzazione” va fatto con la collaborazione tra settore pubblico e i privati cercando di usare il più possibile un nuovo algoritmo per sostenere l’economia e il turismo e uscire una buona volta da questo recinto che ha sempre più le fattezze mortifere dell’oltretomba.

Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

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