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CRONACA

FOCUS Riguardo la proprietà dei Frati Domenicani Villa Scotto di Pagliara

Nei giorni scorsi, in modo particolare attraverso i social, si è aperto un fronte di discussione su alcune opere edilizie che dovrebbero interessare gli immobili di proprietà dei Frati Domenicani in via Marcello Scotti. A lanciare il sasso nello stagno il dott. Roberto Gabriele e il dott. Giacchino Romeo, personaggi certamente qualificati ed in buona fede, che hanno espresso dubbi sulla legittimità dell’operazione, dall’altro il dott. Antonio Crescenzo,  rappresentante e tutore dell’opera dei padri domenicani a via Marcello Scotti, che ci ha inviato una lettera che di seguito pubblichiamo con l’auspicio che possa essere utile a chiarire le posizioni e proseguire un confronto propositivo nell’esclusivo interesse della comunità locale.

“Sono mio malgrado costretto a rispondere sul suo profilo non avendo altri recapiti principalmente per rispetto del suo elettorato ed in quanto noto dalle pubblicazioni varie fatte sui social che quale rappresentante della politica locale, come è giusto che sia, è ben attento alla salvaguardia del territorio e del benessere dei cittadini dell’isola.

Voglio tranquillizzarla e rassicurare anche il dott. Romeo sulla legittimità delle opere in realizzazione nell’immobile di via Scotto di Pagliara 18 (non 24, quello è il civico dell’associazione) autorizzate con regolare permesso a costruire e nel rispetto dei vincoli previsti sia dalla Soprintendenza che dallo stesso comune di Procida.

Il dott. Roberto Gabriele, è “insorto” con una missiva inviata un pò a tutti, a seguito di una richiesta fatta dal sottoscritto alla disponibilità di un sopralluogo nei locali condotti dall’associazione per una verifica strutturale resasi necessaria dopo la rimozione della pavimentazione ai piani superiori della Villa che ha portato alla luce delle lesioni ai solai in alcune parti dell’immobile. Nella stessa richiesta il dott. Gabriele è stato invitato ad evitare di usare le parti a lui non locate al fine di evitare pericolo alle persone per lo stato degli intonaci pericolanti e per il materiale da cantiere alloggiato in tutto il giardino.

Le affermazioni fatte nella missiva inviata dal dott. Gabriele, riguardo alle reali intenzioni della proprietà sull’ipotesi ventilata di una demolizione degli immobili con ricostruzione di nuove strutture, sono alquanto svianti, inesatte e prive di fondamento.

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I Padri Domenicani, ripercorrendo le volontà di “zia Matilde” (così affettuosamente ricordata da loro) mi hanno incaricato di dare nuovo lustro alla struttura con un’opera di restauro che dia la possibilità di utilizzarla come Ostello per i giovani, per il ritiro spirituale dei novizi e dei Padri stessi ogni qual volta lo desiderano, destinando i fondi ricavati dalla vendita di altri beni a reddito sull’isola proprio a questo progetto.

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Nella qualità di delegato dalla proprietà per la gestione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare, sono comunque disponibile ad un confronto teso a verificare la realtà dei fatti direttamente sul posto in modo da fugare ogni dubbio. Cordialità Antonio Crescenzo”.

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