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Pascale non ci sta: «Non ho commesso nessun reato, le istituzioni le rispetto»

L’ex primo cittadino di Lacco Ameno respinge le accuse di strumentalizzazione dell’iniziativa scolastica “sindaco per un giorno”, dietro cui intravede la mano degli avversari politici che decretarono la caduta dell’amministrazione

In questi mesi di emergenza sanitaria provocata dal Covid-19, cosa sarebbe cambiato nella gestione emergenziale se al timone del Comune di Lacco Ameno ci fosse stata un’amministrazione eletta dai cittadini?

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«Innanzitutto ci sarebbe stata una migliore interlocuzione con gli altri cinque sindaci isolani, per presentare un progetto comune che tenesse conto dell’emergenza attuale e soprattutto della crisi sociale ed economica i cui effetti più duri si manifesteranno in autunno. È chiaro che un sindaco eletto è più portato ad avere il polso della situazione, ma è andata come sappiamo. Ad esempio, adesso il paese è di nuovo pieno di strisce blu, mentre è noto che uno dei miei obiettivi è quello di eliminare il problema del traffico veicolare dal centro del paese. Questi tuttavia sono argomenti che concernono l’ordinaria amministrazione. Ribadisco: quello che un sindaco dal punto di vista amministrativo e politico avrebbe potuto fare è collaborare maggiormente con gli altri per partorire un progetto isolano per ripensare alcune tematiche e soprattutto per operare scelte che solo in emergenza puoi operare. Invece, a me pare di assistere a una sorta di attesa durante la quale si prega che il momento passi e che tutto torni come prima, cosa che non potrà essere. Personalmente, con l’esperienza dell’emergenza-sisma, avrei potuto dare un contributo per il citato progetto comune e tentare di risolvere alcuni atavici problemi, ad esempio avrei proposto la riduzione delle camere d’albergo a favore di maggiori spazi, visto anche l’odierno necessario distanziamento fisico, rivedere la disciplina dei taxi con una cooperativa unica senza confini amministrativi per l’intera isola. Penso anche alle numerose problematiche scolastiche, ed è già tardi in prospettiva del prossimo anno scolastico, e a quelle che esploderanno alla scadenza del limite per l’erogazione dei Cas agli sfollati».

Lei è d’accordo sulla data di settembre per le elezioni? Oppure avrebbe preferito una data differente?

«De Luca? Un uomo del fare, che ha gestito positivamente l’emergenza. Insieme al mio gruppo valuteremo un eventuale avvicinamento in chiave politico-elettorale»

«Personalmente ritengo che non sia da escludere un picco di ritorno della pandemia, come affermano numerosi esperti: quindi prima si vota, e meglio è. Pensiamo che la Cina ha chiuso di nuovo l’aeroporto di Pechino per una recrudescenza del virus. Poi comunque per me non cambia molto: l’importante è trovare la prima data utile, e svolgere le elezioni, altrimenti si rischia di scivolare fino alla primavera ’21. Spero venga accolta la proposta di Zingaretti di installare i seggi nelle caserme: sarebbe assurdo sanificare le scuole prima della riapertura il 14 settembre, per poi chiuderla e accogliere gli elettori, e poi procedere nuovamente a una sanificazione per riaccogliere gli studenti».

Veniamo alla dura reazione del Commissario Carbone alla cerimonia per l’iniziativa “sindaco per un giorno” dedicata agli alunni delle classi quinte della scuola primaria.

«Non comprendo tale reazione, né in punta di fatto né in punta di diritto. Non ho avuto modo di parlare con il Commissario, e fino ad oggi non ho ricevuto nessun avviso né provvedimento. La situazione del resto l’ho ampiamente spiegata. Si è trattato di una manifestazione spontanea: l’anno scorso avevo patrocinato questa iniziativa. A Natale ero stato invitato a scuola dai bambini per gli auguri, e alla mia precisazione sul fatto che io non ricoprivo più la carica di primo cittadino loro hanno risposto che ne erano a conoscenza. Presi l’impegno di donare loro una fascia tricolore originale, poi scattò il lockdown con conseguente sospensione di ogni iniziativa. Dopodiché, visto che ogni promessa è debito, all’ultimo giorno di scuola ci siamo rivisti in piazza per la consegna delle fasce, e loro mi hanno chiesto una foto ricordo vicino al Municipio. Non ho certo voluto sfruttare l’iniziativa come “pubblicità elettorale”, visto che mi sono presentato senza alcuna carica né simboli di partiti o movimenti, da semplice cittadino. Dunque non capisco di cosa potrei essere accusato, tanto più che eravamo su un’area pubblica, non all’interno di uffici. I bambini ci tenevano ad avere una foto con la scritta del Municipio alle spalle, tutto qui. Se ho sbagliato, chiedo umilmente scusa. Chiaramente, prendo atto che dal punto di vista culturale, democratico, del vivere civile, abbiamo raggiunto il punto più basso, ma non mi sorprende, perché conosco i miei avversari: questo è il loro modo di intendere la politica…».

Lei dunque crede che tutto sia dovuto all’iniziativa dei Suoi avversari politici?

«Ma è chiaro: non c’è la loro firma, ma queste bassezze sono sempre figlie delle stesse persone. Passano gli anni, ma a Lacco Ameno certe cose non cambiano. Qualcuno pensa di poter carpire in tal modo la buona fede dei cittadini e di orientare il risultato delle elezioni, ma io sono sereno, vado avanti per la mia strada, non ho commesso reati. Fra l’altro mi sembra davvero paradossale parlare di “senso delle istituzioni” a me, che per cinque anni ho incarnato tali istituzioni ricevendo ovunque complimenti, dalla Presidenza del Consiglio alla Presidenza della Repubblica, quindi non mi sarei mai sognato di offendere nessuno».

L’onorevole Maria Grazia Di Scala ha dichiarato che, nonostante l’amicizia con Giacomo Pascale, a Lacco Ameno voterebbe per Domenico De Siano.

«Beh, è ovvio. Maria Grazia Di Scala, consigliere uscente nelle file di Forza Italia, si ricandiderà naturalmente sotto tali insegne, quindi non vedo la notizia. La ringrazio della stima e dell’amicizia, in bocca al lupo a lei e a Forza Italia: io da sindaco di FI l’avevo votata, poi sono stato sfiduciato e nessuno del partito ha stigmatizzato questo comportamento del coordinatore regionale, ad eccezione dell’eurodeputato Fulvio Martusciello. Maria Grazia ovviamente sceglie chi la supporta e la ricandiderà, le faccio i miei migliori auguri, e avrà nuovamente il mio voto, per quello che può valere».

Lei ha spesso giudicato positivamente l’operato del Presidente della regione Vincenzo De Luca.

«Cinque anni fa, è noto, io votai per Caldoro presidente, con preferenze per Cesaro e Di Scala: come uomo di partito ho sempre fatto il mio dovere. Come uomo delle istituzioni, ho comunque apprezzato molto l’operato di De Luca, che al di là delle appartenenze politiche è un decisionista, uno che mette in atto la politica del fare, non del fare chiacchiere. Me ne sono reso conto sin dalla notte del terremoto di tre anni fa. Da allora mi sono spesso confrontato con lui, con risultati molto positivi, e ho apprezzato anche la sua recente gestione dell’emergenza sanitaria».

Tale apprezzamento potrebbe preludere a un avvicinamento politico?

«Vedremo. Io non ho preclusioni a priori, valuto l’impegno, la capacità e i risultati degli amministratori. Se De Luca oggi è un presidente di regione che ci invidiano e apprezzano in tutta Italia, significa che ci sono buoni motivi. Chiaramente una valutazione elettorale, di schieramento o appoggio politico andrà fatta come gruppo, e come gruppo decideremo la strada da seguire, che sarà la più vantaggiosa per la risoluzione dei problemi di Lacco Ameno e dell’isola».

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