Rizzoli, la FIALS assicura: Ma dov’è la fotografia reale dell’ospedale?
Il sindacato parla di ricostruzioni giornalistiche parziali e strumentali, ma non fornisce dati su personale, turni, reparti e servizi. Il problema non si risolve contestando chi racconta le criticità: servono risposte documentate.

La sanità ischitana merita un dibattito serio. Su questo siamo perfettamente d’accordo con la FIALS. Ma un dibattito serio, per essere tale, deve partire dai fatti, dai numeri e dalle condizioni in cui medici, infermieri e operatori sanitari sono chiamati a lavorare ogni giorno.
Per questo abbiamo letto con attenzione la nota diffusa il 19 ottobre dalla FIALS, firmata dal segretario aziendale dell’ASL Napoli 2 Nord, Guido Amato, e dal segretario generale Antonio Grimaldi. Una comunicazione indirizzata agli organi di stampa e, per conoscenza, ai vertici istituzionali della sanità campana.Il documento contiene affermazioni importanti. Proprio per questo merita una risposta altrettanto concreta.
La FIALS dice che non ci sono problemi di organico. Sulla base di quali dati?
Il passaggio più significativo della nota è quello in cui il sindacato sostiene che, attualmente, non si evidenzino problemi di organico, né per il personale del comparto né per la dirigenza.
Un’affermazione netta, che non può essere liquidata come una semplice opinione. Se la situazione del personale del Rizzoli è effettivamente adeguata, la FIALS può contribuire a dimostrarlo pubblicando i dati che sostengono questa valutazione.Quanti medici sono effettivamente in servizio nei diversi reparti? Quanti posti risultano coperti rispetto alla dotazione prevista? Quanti turni vengono coperti senza ricorrere a soluzioni straordinarie? Qual è la situazione degli anestesisti? E quali sono le condizioni operative del Pronto Soccorso, della Chirurgia, della Pediatria e degli altri servizi essenziali?
Sono domande precise. Non polemiche, non strumentali e soprattutto non diffamatorie.
Sono le domande che un giornale ha il dovere di porre quando si occupa di un presidio ospedaliero dal quale dipende la tutela della salute di un’intera comunità insulare.
I problemi non si cancellano con una nota
La questione, infatti, non è stabilire chi abbia ragione ma risolvere le criticità denunciate e le preoccupazioni espresse sul funzionamento dell’ospedale che non possono essere liquidate genericamente come il risultato di una “confusione mediatica”. Se le ricostruzioni pubblicate sono sbagliate, si indichino gli errori, si presentino i dati corretti e si chiariscano i fatti contestati.
È il metodo più semplice e trasparente.Anche perché, quando le preoccupazioni arrivano dagli stessi ambienti sanitari e da chi lavora quotidianamente nei reparti, non basta richiamare il senso di responsabilità dei professionisti per chiudere la discussione. Occorre ascoltarli, verificare le loro segnalazioni e confrontarle con la documentazione ufficiale.Medici, infermieri e operatori sanitari non sono spettatori esterni della vita del Rizzoli: sono tra i primi a conoscere le difficoltà concrete dell’organizzazione quotidiana. Le loro eventuali denunce meritano verifiche puntuali, non generalizzazioni.
I primari mancanti: basta che qualcuno li sostituisca?
La FIALS sostiene inoltre che la presenza o l’assenza di singole figure apicali, come i primari, non possa essere considerata da sola un indicatore sufficiente della qualità dell’assistenza, ricordando che le funzioni organizzative e gestionali possono essere garantite dai dirigenti incaricati delle sostituzioni.In linea generale, è corretto distinguere la presenza di un primario dalla capacità di garantire un servizio. Ma questo non esaurisce la questione.La domanda è se, nei singoli reparti, le sostituzioni assicurino davvero tutte le funzioni necessarie, con quali responsabilità, con quali risorse e con quali effetti sull’organizzazione del lavoro.Un reparto non si valuta soltanto contando i dirigenti presenti sulla carta. Si valuta anche verificando se le attività vengono svolte regolarmente, se i turni sono coperti, se le prestazioni sono garantite e se i cittadini riescono ad accedere alle cure nei tempi necessari.Se la FIALS ritiene che tutto questo sia assicurato, lo dimostri con elementi verificabili.
I lavori non possono diventare una risposta universale
Anche sulle criticità strutturali il sindacato richiama il quadro generale delle ristrutturazioni legate agli interventi di ammodernamento finanziati dal PNRR, sottolineando che la continuità assistenziale viene garantita nonostante i disagi temporanei.Ma il fatto che molti ospedali siano interessati da lavori non chiarisce automaticamente quale sia la situazione del Rizzoli.Quali interventi sono in corso? Quali disagi comportano? Quali misure sono state adottate per garantire la sicurezza di pazienti e operatori? E quali servizi risultano concretamente condizionati?Sono questioni che richiedono risposte riferite al nostro ospedale, non considerazioni generali sul sistema sanitario.
Il diritto di cronaca non è una strumentalizzazione
Nella sua nota, la FIALS mette in guardia dal rischio di ricostruzioni giornalistiche parziali e strumentali, capaci di alimentare polemiche sulla gestione della Direzione Strategica aziendale e della Direzione del presidio.È un richiamo che prendiamo sul serio. Il giornalismo ha il dovere di verificare le notizie, distinguere le responsabilità e dare spazio alle repliche. Proprio per questo, però, chiediamo che alle contestazioni generiche seguano indicazioni precise: quali notizie sarebbero inesatte? Quali fatti sarebbero stati rappresentati in maniera parziale? Quali documenti consentirebbero di correggere il quadro?La critica alla stampa non può sostituire la risposta alle domande.E il diritto di cronaca, quando esercitato sulla base di fatti verificati e con il necessario rispetto delle persone coinvolte, non è una strumentalizzazione. È parte essenziale del controllo democratico sulle istituzioni e sui servizi pubblici.
La FIALS risponda con i numeri
Non chiediamo al sindacato di condividere ogni articolo pubblicato sul Rizzoli. Gli chiediamo qualcosa di più utile: contribuire a fare chiarezza.Per questo rinnoviamo le domande: qual è la dotazione organica effettiva dei singoli reparti? Quanti posti sono coperti e quanti restano vacanti? Qual è la situazione dei turni? Quali servizi sono pienamente operativi e quali presentano criticità? Quali dati documentano la continuità assistenziale richiamata nella nota?
Se il Rizzoli non presenta problemi di organico, i numeri potranno dimostrarlo. Se esistono criticità, riconoscerle è il primo passo per affrontarle.
La salute degli ischitani non appartiene a una sigla sindacale, a una direzione aziendale o a una testata giornalistica. Appartiene ai cittadini.E proprio per rispetto dei cittadini, la discussione non può fermarsi a una nota che invita tutti alla responsabilità senza fornire gli elementi necessari per verificare le proprie affermazioni.A una domanda documentata si risponde con fatti documentati. Il resto è soltanto una presa di posizione.




