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Il monito ai ciclisti indisciplinati: «Rispettate le regole»

Mario Goffredo, avvocato del comitato “La strada del buon senso” lancia l’appello: «State trasformando la bici elettrica da fondamentale possibilità di risoluzione del traffico automobilistico ad elemento di pericolo e scostumatezza in strada»

Finita l’estate ad animare le polemiche sull’isola rimane il traffico. Ma come potrebbe essere altrimenti? Man mano che la presenza turistica diminuisce ci troviamo a dover fare i conti con una congestione di auto che avvicinandoci verso l’inverno fa svanire l’idea di isola turistica e dipinge sul territorio isolano l’aspetto grigio e triste di un territorio che sembra avere velleità da piccola metropoli. Alternative? In tanti hanno compreso quante e quali opportunità ci siano nella mobilità attraverso le biciclette: un mezzo ecologico, sano, economico, perfetto per un’isola che vorrebbe ricordare al mondo intero che la locuzione “isola verde” non è solo uno slogan per attirare i turisti, ma una vera e propria missione, nonché un obiettivo di sviluppo.

Ma quella che potrebbe rappresentare un simbolo di rivoluzione green per l’isola sta lentamente diventando invece un emblema di negatività e a sottolinearlo è l’avvocato Mario Goffredo del comitato “La strada del buon senso”, gruppo di cittadini che si è posto l’obiettivo, tutt’altro che semplice, di rendere quanto più sicure le strade dell’isola. «State trasformando la bici elettrica da fondamentale possibilità di risoluzione del traffico automobilistico ad elemento di pericolo e scostumatezza in strada. Rispettate il Codice, incollatevi sulla destra e non superate. Ho tanto faticato per promuovere questo mezzo di spostamento e arrivate voi mentecatti a rovinare tutto. Per non parlare di quegli altri deficienti che se la prendono con le bici con un rancore e livore che basterebbe un decimo contro la giunga automobilistica».

Che ci sia una certa anarchia è innegabile. Animati dalle lacune del Codice della Strada che non è ancora riuscito a mettersi al passo con i tempi e con le nuove potenzialità delle potenti bici elettriche, qualche furbetto che aggira le più elementari regole della strada c’è. Inoltre si sta lentamente creando una certa invidia che sta creando due partiti ben contrapposti. Da un lato gli automobilisti, costretti loro malgrado, perchè magari hanno una famiglia o perché temono le due ruote che si trovano costretti a continuare a usare il proprio mezzo con i relativi oneri: benzina, bollo e assicurazione. Un salasso che costa a chi ha il lusso di avere un auto in famiglia una bella fetta del budget familiare. Dall’altro lato i ciclisti che possono non usare il casco, non hanno bisogno di benzina e non sono obbligati a pagare alcuna tassa. Un vero paradiso. Ma i casi di incidenti che coinvolgono anche i mezzi a due ruote aumentano e non pochi sono i mezzi coinvolti che montano quei motorini elettrici che consentono la pedalata assistita. Tra una bici elettrica e uno scooter c’è ormai differenza?

Ma tornando al problema principale, possibile che i ciclisti siano sempre più accostati a dei pirati che a un simbolo di buona condotta che non solo contribuisce a diminuire il traffico, ma anche l’inquinamento. A causa di qualche indisciplinato la demonizzazione totale è ormai a un passo. Come risolvere il problema? Sicuramente con maggiori controlli – suggerisce l’avvocato Mario Goffredo. “La totale assenza di controlli, che sia in macchina, moto, bici o anche a piedi è il vero problema. Qui – aggiunge l’avvocato che sta diventando il paladino della mobilità sana e intelligente – si può fare ciò che si vuole. E non è una questione di bici o meno. E in effetti, nonostante la presenza delle istituzioni che seppur lentamente stanno provvedendo ad aggiornare la segnaletica, il vero problema rimane la crescente indisponenza alle regole da parte di chi si immette in strada e il più delle volte crede di poter fare ciò che vuole. Stop alle rotatorie, frecce mai usate, sorpassi azzardati e ora ci si mettono anche le nuove e pericolose infrazioni sulla sopraelevata dove nonostante la doppia striscia continua i sorpassi azzardati e le invasioni di corsia sono ormai una costante.

Aggiornamenti del Codice della Strada: Casco obbligatorio per i ciclisti

Ad ogni modo, viste le tante richieste che provengono da tutto il Paese e non soltanto dalla nostra isola, il nuovo Governo sta pensando di inserire quanto prima possibile l’obbligo di indossare il casco anche per i ciclisti, così da migliorare l’incolumità di chi sceglie di muoversi in bici. Una decisione saggia e doverosa tenendo conto che ormai siamo arrivati al paradosso che gli scooteristi sono ormai costretti a indossare il casco, pagare assicurazione e altri balzelli, mentre i ciclisti, anche minorenni, hanno libertà di sfrecciare senza troppi limiti

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