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Le persone indispensabili

 

Bisogna stare attenti a non perdere le persone preziose, perché, certe volte, non sono sostituibili. Tutti gli esseri umani sono capaci di apprendere. Il figlio di qualsiasi rozzo contadino, educato da ottimi maestri, laureato in una grande università, può diventare un ottimo medico, un bravo ingegnere, un buon giornalista.

Una buona accademia può farne un bravo pittore. Un ottimo conservatorio un valido musicista. Tutti sappiamo di poter essere più di ciò che siamo. Per questo siamo ambiziosi. Per questo, talvolta, siamo tristi perché ci rendiamo conto che la vita è stata avara con noi.

Per lo stesso motivo, spesso, facciamo fatica ad ammettere che qualcun altro sia veramente più dotato, possegga qualità e capacità superiori alle nostra. Facciamo fatica ad ammettere che una mescolanza misteriosa di fattori genetici, di educazione e di stimoli ambientali, possa produrre individui in grado di fare cose che noi non potremmo mai nemmeno immaginare.

Mi viene in mente una mia vecchia cameriera che, guardando i quadri dei maggiori artisti contemporanei, da Van Gogh a Chagall, a Modigliani a Picasso, diceva che sarebbe stata capace di farli anche lei. In ogni caso che sua figlia dipingeva molto meglio.

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In università, ogni tanto appare uno studioso di genio. Che non è solo più bravo, più brillante, più abile degli altri, ma che ha una potenza di penetrazione maggiore e misteriosa. Come Pasteur, che intuisce che le infezioni sono provocate da microorganismi invisibili.

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Ebbene, in questi casi, i colleghi dapprima sghignazzano poi, quando la scoperta è riconosciuta da tutti, si convincono che avrebbero potuto farla anche loro.

Invece non è così. Loro non ci sarebbero mai potuti arrivare, perché la loro mente seguiva le strade consuete, e l’altra no. L’altra lottava contro l’impossibile.

Anche nelle organizzazioni, spesso, i collaboratori di un grande imprenditore sono convinti che saprebbero fare meglio di lui. Non è vero. Quando lui muore l’azienda sbanda paurosamente, va in rovina. Vi sono migliaia di casi di questo genere. Perché il creatore dell’impero aveva doti che loro non hanno. Sapeva vedere le opportunità, scrutare negli animi, convincere i dubbiosi, intuire i trabocchetti. Sapeva essere umile, sapeva imparare, ascoltare e poi decidere in modo fulmineo ed imprevedibile. Coglieva le misteriose tendenze collettive, i segnali ambigui del futuro. Loro no.

Perfino nei movimenti politici, i luogotenenti del capo carismatico sono spesso convinti di essere come lui, di avere le sue stesse capacità, e pensano di poterlo sostituire. Qualche volta congiurano per abbatterlo. Invece nessuno può sostituire il capo che ha creato il movimento. Senza di lui, tutto si decompone e loro si accorgono di non essere più niente.

La gente dice che nessuno è indispensabile. E’ vero, tutti possiamo essere sostituiti.

E’ connesso alla natura stessa della vita, in cui il mutamento avviene perché gli individui muoiono. Tutto va avanti lo stesso. Ma in quel singolo caso, per quella singola famiglia, città, nazione, che disastri, che catastrofe può provocare la morte di uno solo!

Morto Alessandro Magno, il suo impero va in frantumi. Morto Lorenzo il Magnifico, incomincia la rovina dell’Italia.

Ma non è il caso di pensare solo ai grandi esempi storici. Anche nella nostra vita quotidiana ci sono delle persone da cui dipende la serenità della nostra famiglia, la prosperità della nostra organizzazione, la qualità della nostra vita. Eppure non vogliamo ammetterlo. Non ci rendiamo conto del lavoro psicologico, dei prodigi di equilibrio, di diplomazia che fanno per noi.

 

 

 

 

 

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