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CULTURA & SOCIETA'

Papa Francesco rilancia la solennità di San Giuseppe, simbolo e capo della famiglia universale. Sull’isola da Portosalvo al Fango novenari e zeppole benedette in onore del Santo

RESISTE LA BELLA TRADIZIONE DELLA FESTA DEI PAPA’ NELLE FAMIGLIE. VECCHI RICORDI D’INFANZIA - Il giorno di San Giuseppe, considerato in passato dalla Chiesa e dallo Stato festa liturgica di precetto, ci riporta con i ricordi all’infanzia, quando, dopo la massa mattutina delle 9 in Cattedrale, dedicata ai bambini, ci si affrettava a recarci dalle suore dell’asilo dove una materna Suor Caterina ci aspettava per distribuire a noi bambini giunti di corsa, le tradizionali zeppole di San Giuseppe che mangiavamo in allegria e con particolare gusto.

Già da oggi vigilia e domani, giorno di San Giuseppe, è festa per tutti i papà del mondo, e naturalmente della nostra isola, secondo il messaggio cristiano, per il semplice fatto che il Santo falegname è stato il padre putativo di Gesù e il capo, con Maria, della piccola e universale famiglia di Nazareth. Per giunta Papa Francesco quest’anno lo ha ulteriormente rilanciato nel culto della preghiera, della personalità e della venerazione tanto che in tutte le parrocchie si è celebrato il solenne novenario in onore dell’amato San Giuseppe che si domani giorno della sua solennitò.In sostanza da qui, ovvero dalla Sacra famiglia, Giuseppe, il piccolo Gesù e Maria, parte tutto.

Zeppole

Quindi religiosità e senso della famiglia nella società sana, operosa ed industrializzata si intrecciano e ci portano alla festa di domani 19 marzo su due direttrici: la festa religiosa e quella della famiglia con tutti i risvolti che le due ricorrenze offrono., in cui per un giorno inteso speciale, il papà è considerato il Re del proprio nucleo familiare. Se in questi giorni del Novenario nelle chiese parrocchiali dell’isola e non solo, ed in particolare nella Chiesa Reale di Portodslvo e nella Chiesa-Capannone del post terremoto in località Fango a Lacco ameno si festeggia e si prega San Giuseppe, in famiglia si osanna e si festeggia uguale il papà a cui vanno tutte le lodi che negli altri giorni normali dell’anno moglie e figli non gli hanno elargito con la stessa intensità ed amore, come avrebbe forse meritato. La festa del papà, come la intendiamo oggi, nasce nei primi decenni del XX secolo, complementare alla festa della mamma, per festeggiare la paternità e i padri in generale. La festa è celebrata in varie date in tutto il mondo e spesso è accompagnata dalla consegna di un regalo al proprio padre. La prima volta documentata che fu festeggiata sembra essere il 5 luglio 1908 a Fairmont in West Virginia, presso la chiesa metodista locale.

Zeppole

Fu la signora Sonora Smart Dodd la prima persona a sollecitare l’ufficializzazione della festa, senza essere a conoscenza dei festeggiamenti di Fairmont, ispirata per altro dal sermone ascoltato in Chiesa durante la festa della mamma del 1909. Infatti la signora, organizzò la festa una prima volta il 19 giugno del 1910 a Spokane, nello Stato di Washington. La festa fu organizzata proprio nel mese di giugno, perché in tale mese cadeva il compleanno del padre della signora Dodd, veterano della guerra di secessione americana. La data in generale, varia da Paese a Paese. Nei Paesi che seguono la tradizione statunitense, la festa si tiene la terza domenica di giugno. In molti Paesi di tradizione cattolica, la festa del papà viene festeggiata il giorno di san Giuseppe, padre putativo di Gesù, il 19 marzo. In alcuni Paesi la festa è associata ai padri nel loro ruolo nazionale, come in Russia, dove è celebrata come la festa dei difensori della patria (День защитника Отечества), e in Thailandia, dove coincide con il compleanno dell’attuale sovrano Rama IX, venerato come padre della nazione. Fin qui il cenno storico di questa festa che nella nostra isola ha trovato da sempre il suo spazio nella sola festa religiosa interna nelle chiese isolane. Solo a Lacco Ameno in località Fango San Giuseppe è celebrato anche come festa patronale di piazza con tanto di processione lungo la via Borbonica accompagnata dalla banda musicale e da un bel numero di fedeli al seguito.

ANTICA STATUA DI SAN GIUSEPPE NELLA CHIESA DI PORTOSALVO A ISCHIA

Però dall’anno del terremo (21 agosto 2017) titto questo + ststo sospeso. Domani 19 marzo nella chiesa-Capannone al Fango vi sarà il parroco di Lacco Ameno Don Gioacchino Cstaldi che officierà il tradizionale messa cantata. Quindi, una parte dei lacchesi oggi domani è in festa per il suo San Giuseppe, in nome del quale gusterà anche la cosiddetta zeppola benedetta preparata in casa con amore e devozione. A proposito delle zeppole, chiamate come è da tradizione le zeppole di San Giuseppe, esse ormai sono molto popolari sull’isola. Vengono preparate generalmente la mattina presto del 19, ossia domani mattina, tanto da essere un dolce tipico e adatto per la colazione, pensando al papà di casa. Ma ci sono tanti altri in tutta l’isola che le preparano già da questa mattina giorni di vigilia del santo per pregustare il sapore della festa e delle zeppole associste al suo nome: le classiche e tradizionali “Zeppole di San Giuseppe”. .Gli ingredienti principali sono la farina, lo zucchero, le uova, il burro e l’olio d’oliva, la crema pasticcera, una spolverata di zucchero a velo e le amarene sciroppate per la decorazione. Nella tradizione ischitana esistono due varianti di zeppole di San Giuseppe: fritte, zuccherate e con le cornicelle e al forno con la crema dopo. La loro forma delle prima è diversa dalle seconde, nel senso che le prime sono a forma romboidale imprecise con le cornicelle, mentre le seconde somigliano ai bignè, tonde alzate e paffute. Il giorno di San Giuseppe, considerato in passato dalla Chiesa e dallo Stato festa liturgica di precetto, ci riporta con i ricordi all’infanzia, quando, dopo la massa mattutina delle 9 in Cattedrale, dedicata ai bambini, ci si affrettava a recarci dalle suore dell’asilo dove una materna Suor Caterina ci aspettava per distribuire a noi bambini giunti di corsa, le tradizionali “zeppole di San Giuseppe” che mangiavamo in allegria e con particolare gusto. Il giorno festivo di San Giuseppe era atteso anche per questo, e sopratutto perché si faceva vacanza a scuola.

Foto Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

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