CRONACA

Parracine: i muretti che raccontano la storia di Ischia… e l’indifferenza delle istituzioni

Le parracine sono simbolo di viticoltura eroica, custodi di storia, paesaggio e tradizioni. La loro tutela, prevista dal Testo Unico del Vino, resta una sfida tra norme e azioni concrete di istituzioni e comunità.

Le parracine non sono solo pietre. Sono muretti a secco che sorreggono terrazzamenti, impediscono frane, proteggono le viti e definiscono il paesaggio rurale di Ischia. Costruiti con tufo verde vulcanico, senza malta né cemento, sono il simbolo di un’agricoltura eroica che ha modellato i pendii dell’isola per secoli.

Eppure, mentre le leggi e i decreti per la tutela dei vigneti eroici ci sono, la protezione reale di questo patrimonio sembra lontana. I sindaci, i comuni, le Regioni e il Governo continuano a discutere, pianificare, registrare norme… ma sul campo, i muretti rischiano di crollare, i terrazzamenti di franare e il paesaggio storico di scomparire.

Le parracine non sono solo strumenti agricoli: sono custodi di una tradizione vitivinicola unica. Permettono di coltivare viti autoctone come Biancolella, Forastera e San Lunardo, proteggendole dai venti, dal sole e dal terreno impervio. Senza queste strutture, la viticoltura eroica ischitana non esisterebbe più.

Le leggi e i decreti ci sono, ma la tutela concreta dei vigneti eroici e delle parracine da parte di Governo, Regioni e istituzioni resta ancora una sfida.

Il loro ruolo ambientale è vitale: stabilizzano i pendii, prevengono il dissesto idrogeologico, mantengono la biodiversità e trasmettono pratiche agricole che altrove sono già scomparse. Ogni parracina racconta fatica, ingegno e resilienza, eppure continua a vivere sotto la minaccia dell’abbandono.

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Oggi, il riconoscimento delle parracine è previsto dal Testo Unico del Vino e dai decreti ministeriali per i vigneti eroici e storici. Ma il rischio è che tutto rimanga sulla carta, mentre i contadini lottano ogni giorno per mantenere viva la loro terra.

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È evidente che la situazione non può più essere ignorata. I muretti a secco, le parracine, continuano a crollare, minacciando i terrazzamenti e i vigneti eroici di Ischia. Con ogni crollo, l’isola perde pezzi della sua storia agricola, la memoria di generazioni di contadini e un patrimonio paesaggistico unico al mondo.

Le parracine stabilizzano i pendii, proteggono la biodiversità e conservano pratiche agricole tradizionali a rischio di estinzione.

Non basta più avere leggi, decreti e criteri: servono azioni concrete da parte dei comuni, dei sindaci con pressioni verso la Regione Campania. La tutela delle parracine non può restare sulla carta: senza manutenzione, interventi strutturali e sostegno ai viticoltori locali, il rischio è la scomparsa definitiva dei terrazzamenti e della viticoltura eroica.

Le istituzioni hanno il dovere di agire immediatamente. La storia agricola di Ischia non può essere sacrificata all’indifferenza burocratica. I sindaci devono intervenire ora, coordinando azioni di salvaguardia, finanziamenti e piani di manutenzione, prima che ogni muretto crolli e con esso secoli di lavoro, tradizione e cultura.

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