IL COMMENTO C’e’è bisogno di meno faziosà e più obiettività

Fanno molto riflettere alcuni proclami di superiorità sugli avversari, alcune forzature propagandistiche che si registrano a livello globale, europeo, nazionale e, infine (per imitazione) a livello locale. E’ evidente, dagli Stati Uniti alla Russia e a Israele, che le elezioni interne condizionano le decisioni assunte sul fronte estero. Come è evidente che in Italia le coalizioni di destra e di sinistra si profondano sull’atteggiamento pro Russia o in difesa dell’Ucraina, per meri interessi di politica interna. Insomma, la propaganda sovrasta la verità e l’oggettività dei fatti. Lo stesso accade, a livello isolano, circa la valutazione di fatti seri ed importanti che, però, vengono distorti e piegati a interessi di parte. Partiamo dalla gestione della Ricostruzione post terremoto e frana. Chi volle allontanare Giovanni Legnini dal Commissariato Straordinario lo fece, indubbiamente, per interessi di parte e ciò riguarda sia le pressioni interne di personaggi, anche minori, ma che avevano addentellati con organi di livello superiore (e che adesso sono caduti in un cono d’ombra), sia per decisione dei vertici governativi. Conosco la risposta a queste mie riserve: “E’ normale, qualunque forza politica, qualunque governo agisce così; è lo spoils sistem, bellezza!”
Va bene, anzi va male, perché bisognerebbe attenersi ai fatti e non alla propaganda. Per questo motivo, nonostante che da opinionista e da cittadino attivo, io abbia apprezzato vivamente l’operato di Giovanni Legnini, non ho immediatamente criticato l’operato dell’avvocato Feola (di parte politica diversa) che lo ha sostituito. Ho atteso, valuto con obiettività i fatti, esprimo (per quel che conta) il mio giudizio di volta in volta a prescindere dall’appartenenza partitica e politica di Feola. Effettivamente ci sono differenze tra il modo di operare di Legnini e quello di Feola, legate alle differenze caratteriali e alla diversa formazione culturale, politica e giuridica. Ma questo non significa che non possano aver ottenuto ed ottenere risultati ugualmente positivi, per via e mezzi diversi. A chi, partendo da presupposti ideologici, critica l’uno o l’altro con scarsa obiettività, dico che la cittadinanza è stanca della faziosità e della difesa ad oltranza degli orticelli ideologici. Veniamo a qualche esempio di scarsa obiettività di giudizio: come non riconoscere che l’acquisizione del complesso Pio Monte della Misericordia è un provvedimento “monumentale” nella storia di Casamicciola e di tutta l’isola? Abbiamo dimenticato che, per anni, amministratori locali, avvocati, intellettuali hanno ritenuto che la situazione amministrativa e legale del complesso fosse così aggrovigliata e complessa da ritenerla irrisolvibile? Dunque, basterebbe anche questo solo provvedimento per dare un giudizio positivo su chi è stato capace di sciogliere l’inestricabile nodo gordiano. Questione diversa invece è la destinazione che l’amministrazione comunale di Casamicciola intende dare ai fabbricati del complesso: polo scolastico, liberando l’IBSEN, da abbattere e costruire 42 appartamenti. Si può essere d’accordo oppure no. Personalmente avrei dato una finalità produttiva agli stabili del complesso o, per lo meno, all’edificio che affaccia direttamente verso il mare. Avrei visto meglio una sorta di Galleria del Mare, a somiglianza di quella che esiste nel Porto di Napoli, con una serie di servizi, sale convegni, negozi, strettamente legati alle attività di mare e portuali e al diportismo. In quanto il porto di Casamicciola rappresenta, insieme al termalismo, una delle principali fonti di reddito del Comune. Ma non pretendo che la mia ipotesi sia l’unica praticabile, capisco che il complesso è talmente centrale e adattabile che anche il polo scolastico, con annessi servizi, usufruibili anche da esterni alla scuola, può essere una buona idea, se ben realizzata. Non convince l’amarezza e il sentimento nostalgico di chi vede nella ricostruzione e riconversione dell’IBSEN ad appartamenti, una perdita di identità e del ricordo scolastico. Penso ai miei anni scolastici; a parte i 5 anni di elementari frequentati alla scuola Marconi (ancora in piedi, anzi ampliata con mensa scolastica), tutti gli anni delle scuole medie e liceali li ho trascorsi in vari stabili che oggi sono tutti stati riconvertiti in appartamenti o B& B. Nostalgia? Di che? Dei muri e delle aule fisiche? Perdita di identità, ma cosa è l’identità di un paese, un quadro stabile e immobile negli anni o un processo dinamico in continua evoluzione? Non ho perso alcun ricordo con la perdita fisica delle strutture, ho un ricordo bellissimo di compagni, professori, esperienze di studio. Altro esempio: le amministrazioni comunali di Forio, Serrara Fontana e Lacco Ameno hanno comunicato di aver concordato, per i rispettivi PAD, una sorta di prestito di porzioni di spiaggia da Forio agli altri due Comuni. Che non equivale a PAD intercomunale. Avrebbero fatto meglio a dire la verità, anziché propalare alle rispettive cittadinanze la bugia che in tal modo si da’ la possibilità ai cittadini di Lacco Ameno e Serrara di frequentare liberamente spiagge foriane. La verità è che è un espediente, non so fino a che punto legittimo, per mantenersi entro i limiti minimi del 30% di spiagge libere comunali.


E’ una comunicazione che sfiora il ridicolo, perché chi mai si è sognato di impedire a un qualunque cittadino dell’isola di accedere alle spiagge libere di un altro Comune isolano? E poi, come ha rilevato il consigliere di minoranza di Forio, Vito Iacono: che senso ha concludere un patto di prestito di arenili quando il Comune di Forio ha ancora in itinere il procedimento di formulazione del PAD comunale e di eventuali osservazioni dei cittadini? I cittadini non accettano più le bugie, vogliono partecipare alla formulazione di atti amministrativi che riguardano il loro futuro. Ultima considerazione: la propaganda non viene esercitata solo dal potere politico amministrativo verso i cittadini. Capita anche che, al contrario,si attacchi il potere politico amministrativo non in nome del bene collettivo ma per pura voglia di protagonismo, di spettacolarizzazione o di propaganda esercitata da settori, categorie economiche, associazioni in cerca di visibilità. E nemmeno questo va bene. Anche qui è ora di svoltare in favore di analisi e giudizi di valore oggettivi e disinteressati. In questa ottica, mi chiedo e chiedo: siamo sicuri che la stesa di materiale di risulta post calamità utilizzata nell’isola, risparmiando i costi di trasferimento sulla terraferma, sia comunque sbagliata, inquinante, ambientalmente impattante? Ed è il rimedio giusto quello di presentare ricorsi che, anche nel caso risultasse tutto a norma, provocherebbe notevoli ritardi all’opera che s’intende realizzare? Certo, sorprende che in nome della America’s Cup gli organi tutori abbiano accettato velocemente alterazioni di coste con piattaforme che sembrano destinate ad essere confermate in pianta stabile e poi a Casamicciola si fa fatica a procedere con un’opera simile. Come è strano che , sempre a Casamicciola, solo oggi ci si accorga della violazione di siti geologicamente rilevanti, quando per anni è calato il silenzio di tanti sulle sistematiche antropizzazioni e costruzioni abusive proprio intorno a quei siti che oggi si riscoprono inviolabili. Ma avremo modo, in altra occasione, di esaminare dettagliatamente queste opere pubbliche, Intanto è necessario che ognuno, nel campo che gli compete (e tra questi campi ci metto anche quello dei mezzi di informazione locali) deve sforzarsi di evitare strumentalizzazioni e interessi particolari in favore degli interessi generali.





